Grazia senza limiti

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Questo articolo è la parte 5 di 7 nella serie Libro di Giona

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«Dalla disperazione alla lode

Deluso da Dio»


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Ninive era una città grande davanti a Dio;
ci volevano tre giorni di cammino per attraversarla.
Giona cominciò a inoltrarsi nella città
per una giornata di cammino e proclamava:
«Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà distrutta!»
I Niniviti credettero a Dio, proclamarono un digiuno,
e si vestirono di sacchi, tutti, dal più grande al più piccolo.
  E poiché la notizia era giunta al re di Ninive,
questi si alzò dal trono, si tolse il mantello di dosso,
si coprì di sacco e si mise seduto sulla cenere. 
Poi, per decreto del re e dei suoi grandi,
fu reso noto in Ninive un ordine di questo tipo:
«Uomini e animali, armenti e greggi, non assaggino nulla;
non vadano al pascolo e non bevano acqua; 
uomini e animali si coprano di sacco e gridino a Dio con forza;
ognuno si converta dalla sua malvagità
e dalla violenza compiuta dalle sue mani. 
Forse Dio si ricrederà, si pentirà
e spegnerà la sua ira ardente, così che noi non periamo».
Dio vide ciò che facevano,
vide che si convertivano dalla loro malvagità,
e si pentì del male che aveva minacciato di far loro;
e non lo fece.

(Giona 3:3-10 – La Bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Giona

Giona 1:1-3; 3:1-3 Un messaggero riluttante
Giona 1:4-10 Il fuggitivo e l’inseguitore
Giona 1:11-16 Dall’idolatria al vero Dio
Giona 1:17-2:10 Dalla disperazione alla lode
Giona 3:3-10 Grazia senza limiti
Giona 4:1-4 Deluso da Dio
Giona 4:5-11 Lezione di grazia

Chissà quante volte abbiamo pensato che alcune persone non sono degne né del nostro perdono né di quello di Dio.

Assassini, persone particolarmente immorali, pedofili, mafiosi… e chi più ne ha più ne metta. Ogni volta che guardiamo un telegiornale, non possiamo fare a meno di constatare  quanta malvagità ci sia nell’umanità… Chissà quante persone, a nostro giudizio, meriterebbero di essere giudicate immediatamente da Dio, senza alcuna possibilità di essere salvate.

Credo che il pensiero di Giona a riguardo di Ninive non sia stato tanto diverso.  Il profeta era scappato per non andare a predicare a Ninive proprio perché non voleva che venisse data loro una possibilità.

Invece Dio , nella sua grazia, ha dato una possibilità anche a persone così lontane da lui come i cittadini di Ninive.

Giona, inoltrandosi dentro la città, portò un messaggio di avvertimento molto semplice: “«Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà distrutta!».  Giona continuava ad essere piuttosto riluttante nel portare il suo messaggio e, anche se il suo discorso sarà stato più articolato, ci viene riportata questa frase proprio per farci comprendere che il nocciolo del messaggio di Giona era un messaggio di giudizio. In fondo, Giona non vedeva l’ora di esaurire il proprio incarico, sperando che poi Ninive venisse distrutta davvero, come poi  confesserà in seguito egli stesso.

Eppure, anche un messaggio così semplice, asciutto, senza cuore, venne utilizzato da Dio per colpire i Niniviti. Essi credettereo alle sue parole e, soprattutto, credettero a Dio. Chi l’avrebbe mai detto?

Nella città la notizia si diffuse rapidamente al punto che tutti, dal più grande al più piccolo, cominciarono a mostrare segni di pentimento. Tutta la città fu coinvolta. La notizia arrivò fino al re il quale si alzò dal suo trono, si tolse i suoi vestiti regali, si vestì di sacco e si inginocchiò nella cenere come atto di pentimento!

Nell’ordinanza del re verso la popolazione c’è una nota di speranza. Egli non conosceva il Dio che aveva mandato Giona, ma aveva capito che non poteva fare nulla per impedire a Dio di manifestare il suo giudizio. L’unica cosa che poteva fare era sperare nella misericordia di Dio: “..Forse Dio si ricrederà, si pentirà e spegnerà la sua ira ardente, così che noi non periamo”.

Quel re di Ninive si piegò davanti a Dio mentre molti re di Israele, la patria di Giona, non lo fecero.  Quanti re malvagi nella storia di Israele avrebbero dovuto prendere esempio da quel re di Ninive!

Come rispose Dio a questa invocazione? Ritirò le sue minacce e non distrusse la città. Elargì quindi il suo perdono. Questa è per me la parte più bella di tutto il libro, perché ci fa comprendere che, per quanto possiamo essere stati malvagi, per quante cose degne di biasimo possiamo aver fatto, per quanto possiamo aver vissuto lontano da Dio fino ad un certo momento della nostra vita, di fronte al sincero pentimento, Dio è pronto ed elargire il suo perdono e a manifestare la sua grazia verso di noi. La sua è davvero una grazia senza limiti!

Dovremmo prendere  esempio da quel re e dalla sua città e dovremmo ringraziare il Signore per la sua misericordia verso di loro.  Infatti egli è pronto a manifestare la medesima misericordia anche verso di noi. Se non fosse così, chi di noi con la sua giustizia potrebbe pensare di restare in piedi davanti al Giusto giudice?

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