Guai a loro? Guai a noi! Lettera di Giuda - Episodio 5

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Questo articolo è la parte 5 di 10 nella serie Libro di Giuda

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«L’arroganza del peccatore

La religione che insulta Dio»


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Guai a loro!
Perché si sono incamminati per la via di Caino,
e per amor di lucro si sono gettati nei traviamenti di Balaam,
e sono periti per la ribellione di Core.

(Giuda 1:11 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sull’epistola di Giuda

Altre informazioni sulla lettera di Giuda sono disponibili in questa pagina “La lettera di Giuda“.

L’uomo tende ad essere ottimista sulle conseguenze del proprio peccato ma Giuda non lascia nessun dubbio, infatti esclama:”Guai a loro!” riferendosi a coloro che , nella prima parte della lettera, ha definito in vari modi piuttosto duri, indicandoli come infiltrati nella chiesa, dissoluti, visionari, corrotti…

Egli in questo verso li paragona a Caino, Balaam e Core, tre esempi molto conosciuti tratti dall’antico testamento. Questi esempi sono tutti accomunati da una caratteristica comune: la ribellione.

Il primo esempio è quello di Caino (Ge 4) il quale era religioso (anche lui aveva fatto la sua offerta a Dio) ma il suo rapporto con Dio non era radicato nella fede come suo fratello Abele come apprendiamo in Eb 11:4. Dio gli mostrò la strada da seguire, incoraggiandolo all’ubbidienza, ad agire bene, a resistere al peccato (Ge 4:6-7) ma egli non ascoltò, anzi continuò a coltivare il proprio malumore e la propria invidia nei confronti del fratello, aprendo sempre di più la porta al peccato ed arrivando a compiere un gesto terribile: uccise suo fratello.

Il secondo esempio è quello di Balaam che, per profitto, non potendo maledire Israele perché Dio non glielo permise (Nu 22:11-12), diede comunque dei consigli agli avversari di Israele per trascinare quest’ultimo nella fornicazione e nell’idolatria (Nu 31:16 e Ap 2:14).

Il terzo esempio è quello di Core (Nu 16) la cui ambizione e invidia verso Mosé lo portarono alla ribellione, e di conseguenza alla propria morte. Core cercava il potere e il primato, ma raccolse solo distruzione.

Tutti e tre gli esempi evidenziati da Giuda mettono in luce aspetti religiosi devianti. Caino faceva offerte a Dio ma il Signore si aspettava da lui un cambiamento (“se agisci bene non rialzerai il volto?” Ge 4:7); Balaam era un profeta che teneva i piedi in due scarpe, barcamenandosi tra il volere di Dio e l’amore per il denaro; Core aveva già una buona posizione come sacerdote ma non si accontentò perché aspirava a comandare e aveva un concetto distorto di autorità.

“Guai a loro!” esclamò Giuda considerando che i ribelli del suo tempo percorrevano la stessa strada di Caino, erano traviati come Balaam, e rischiavano di fare una brutta fine come Core.

“Guai a noi!” dovrebbero affermare gli uomini del nostro secolo i quali, a distanza di due millenni, non hanno fatto altro che percorrere le stesse strade, gli stessi traviamenti, con gli stessi terribili risultati.

In un’epoca in cui domina la spiritualità “fai da te”, ad ogni angolo di strada, anche tra i cristiani, sorgono nuovi guru che cercano il primato come Core, causando divisioni e sofferenza nel popolo di Dio, vanno dietro al profitto come Balaam e meditano il male come Caino. Nonostante questo, molti di questi guru riscuotono successo, attirano folle, seducono molti.

Per queste cause scoppiano numerosi scandali che contribuiscono a diffamare il cristianesimo rendendolo oggetto di scherno e biasimo.

Saremo attenti a riconoscere lo spirito di Caino, Balaam e Core anche nella nostra generazione?

“Guai a loro!” scriveva Giuda. La mia preghiera è che Dio ci guardi dal seguire la strada di Caino, Balaam e Core e che nessuno di coloro che stanno leggendo queste righe debba trovarsi un giorno a dire “Guai a noi!”.

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