Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi

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Udito questo, il re ne fu molto addolorato; si mise in animo di liberare Daniele e fino al tramonto del sole fece di tutto per salvarlo.
Ma quegli uomini vennero tumultuosamente dal re e gli dissero: «Sappi, o re, che la legge dei Medi e dei Persiani vuole che nessun divieto o decreto promulgato dal re venga mutato». Allora il re ordinò che Daniele fosse preso e gettato nella fossa dei leoni. E il re parlò a Daniele e gli disse: «Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, sarà lui a liberarti».
Poi fu portata una pietra e fu messa sull’apertura della fossa; il re la sigillò con il suo anello e con l’anello dei suoi grandi, perché nulla fosse mutato riguardo a Daniele.
Allora il re ritornò al suo palazzo e digiunò tutta la notte; non fece venire nessuna delle concubine e non riuscì a dormire. La mattina il re si alzò molto presto, appena fu giorno, e si recò in fretta alla fossa dei leoni.
Quando fu vicino alla fossa, chiamò Daniele con voce angosciata e gli disse: «Daniele, servo del Dio vivente! Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, ha potuto liberarti dai leoni?»
(Daniele 6:14-20 – La Bibbia)

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Gli uomini, spesso, non sono in grado di prevedere le conseguenze delle proprie cattive azioni. Per questo si usa dire che “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”.

Dario si trovò proprio in una situazione del genere. Me lo immagino mentre rimuginava per tutta la notte, pensando a quell’uomo giusto che aveva fatto condannare. Me lo immagino mentre guardava fuori, aspettando che la notte finissse, pronto a recarsi verso la fossa dei leoni la mattina presto. La sua voce era piena di angoscia mentre si aggrappava con tutte le sue forze alla speranza che il Dio di Daniele lo avesse davvero potuto salvare dai leoni.

Dario, quella notte, pagò con il rimorso la sua mania di grandezza. Egli si trovava in quella situazione perché aveva ceduto alle lusinghe dei capi e dei satrapi che lo avevano spinto a firmare una legge che faceva leva sulla sua superbia. Quegli uomini avevano saputo sollecitarlo nei punti giusti ed egli non si era reso conto delle conseguenze che la sua decisione avrebbe potuto avere.

Nel momento in cui realizzò di essere caduto in una trappola, Dario si rese conto che stava facendo condannare un uomo giusto, un uomo che non solo era sempre stato integro nel suo servizio, ma si era addirittura distinto più degli altri. Inoltre Daniele era ormai anziano e, probabilmente, a Dario sembrava particolarmente crudele infliggere una morte così orrenda a quell’uomo, che pur essendo straniero, aveva mostrato fedeltà prima a Babilonia e poi ai Medi-Persiani per tutta la sua vita.

C’è una certa ironia nel fatto che la situazione fosse fuori dal controllo di Dario. Lui che per trenta giorni, per suo stesso decreto, si sarebbe sostituito a qualunque divinità, compreso l’unico vero Dio servito da Daniele, lui che aveva cullato l’idea di essere “un piccolo dio” a cui tutti avrebbero dovuto portare le proprie richieste, ora non aveva neanche il potere di liberare quell’uomo giusto.

Questa esperienza dimostrò a Dario che, nonostante la sua grandezza, egli era pur sempre un uomo. Capì che l’unica speranza per Daniele poteva venire proprio dal Dio che Daniele serviva e, per il quale, era disposto a rischiare la vita.

Più passa il tempo e più vediamo gli effetti del peccato sulla vita dell’uomo. La superbia, l’avidità, l’arroganza, la violenza, l’ingiustizia guidano l’uomo verso il declino. È un fatto che dovrebbe essere evidente a tutti, a chi crede a a chi non crede. L’uomo continua a fare pentole alle quali non sarà mai in grado di mettere coperchi. Eppure l’uomo mantiene il suo ottimismo, convinto di potercela fare anche senza Dio.

Quella notte Dario ha compreso ciò che ogni uomo dovrebbe realizzare al più presto: l’unica via d’uscita è affidarsi al Dio vivente e vero.
E Dario non fu deluso perché, come si leggerà nel seguito del racconto, Daniele sarebbe sopravvissuto proprio grazie all’intervento divino.

L’umanità ha bisogno di Dio. Tu hai bisogno di Dio.

Secondo la bibbia, l’uomo andrà di male in peggio fino a quando il Signore metterà fine a questo pianeta così come lo conosciamo per creare nuovi cieli e nuova terra in cui abiti la giustizia. Prima che questo accada, riflettiamo e affidiamo la nostra vita all’unico vero Dio che, nella sua grazia, vuole salvarci dalle conseguenze della nostra ribellione verso di Lui.

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