Il frutto della luce Lettera agli Efesini - Episodio 18

Condividi questo articolo su:
Questo articolo è la parte 18 di 24 nella serie Lettera agli Efesini

Naviga nella serie

«Imitatori di Dio

Non c’è tempo da perdere»


Novità! --Scarica "Il frutto della luce" come un file PDF! --


Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento. Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro o avaro (che è un idolatra) ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni; perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità – esaminando che cosa sia gradito al Signore.
Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste; poiché tutto ciò che è manifesto, è luce. Per questo è detto: «Risvègliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce».

(Efesini 5:3-14 – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Indice generale della serie sulla lettera agli Efesini

Immagino le proteste di qualcuno, leggendo questo testo: “Vedi che alla fine tutto si riduce a seguire delle regole? Siamo alle solite, con la religione è sempre la stessa storia!”

Calma…

Quando si costruisce una casa e si arriva al tetto, prima si sono poste le fondamenta. E in questo caso le fondamenta sono state poste molto bene da Paolo e non dobbiamo dimenticarle. Infatti in precedenza abbiamo imparato da Paolo il modo in cui lo Spirito Santo trasforma le vite di coloro che ripongono la loro fede in Gesù Cristo per la loro salvezza facendo di loro degli uomini nuovi. C’è quindi qualcosa di anomalo se un uomo nuovo si comporta in maniera diversa da come si comportava prima? No, anzi è normale ed è proprio ciò che ci si aspetta.

«Risvègliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce».

In fondo questa frase, che Paolo potrebbe aver tratto da un canto cristiano del primo secolo noto ai suoi lettori, riassume molto bene l’incontro con Cristo. Infatti a cosa possiamo paragonare la conversione, la nuova nascita, se non ad una risurrezione dai morti? Quando incontriamo Cristo e il suo Spirito viene ad abitare in noi, improvvisamente ci rendiamo conto che la nostra vita assume un significato profondamente diverso, cominciamo ad avere una visione del mondo diversa, una prospettiva diversa del significato stesso dell’esistenza… in poche parole, passiamo dalle tenebre alla luce!

Paolo non poteva essere più chiaro di così! Quando la luce irrompe nella vita di una persona, non c’è più spazio per le tenebre perché la luce mette in evidenza ogni cosa e permette di vedere le cose per ciò che realmente sono.

Non sarà quindi un semplice elenco di regole che produrrà un cambiamento nella vita di una persona, ma sarà la vita stessa di Cristo in lui a mettere in evidenza ciò che piace a Dio e ciò che invece non è secondo la volontà del nostro creatore.

Allora ciò che Paolo sta chiedendo ai suoi interlocutori è assolutamente normale: dal momento che avete ricevuto la luce nella vostra vita, siete luce nel Signore, figli di luce e quindi portate il frutto della luce!

Se siete limoni dovete fare dei limoni.
Se siete noccioli, dovete fare delle nocciole.
Quindi se siamo luce, dobbiamo portare il frutto della luce.
In fondo non c’è nulla di difficile da comprendere…

Fornicazione (qualunque tipo di attività sessuale al di fuori dal rapporto matrimoniale), impurità, avarizia, oscenità, parole sciocche o volgari. Alcuni sorrideranno di fronte a questo elenco. Chi infatti non ha mai commesso uno di questi peccati? Infatti è evidente che Paolo non fa un elenco esaustivo di cose che, generalmente, consideriamo particolarmente malvagie, ad esempio non sono citati lo stupro, il furto e nemmeno l’omicidio! Ma è proprio questo il punto: comportamenti abituali che caratterizzano l’uomo senza Dio, che possono sembrare quasi innocui ai più, comportamenti in cui ogni essere umano può in qualche modo riconoscersi, sono agli occhi di Dio un segno della ribellione dell’uomo che vive nelle tenebre perché ancora non è stato illuminato dalla luce di Cristo. Questo la dice lunga sul modo diverso in cui Dio e l’uomo percepiscono il peccato.

D’altra parte, non dimentichiamo che l’uomo è stato creato ad immagine di Dio e, fin dal principio, Dio ha insegnato all’uomo come vivere. Infatti chi meglio del progettista sa quale sia il modo in cui il “progetto uomo” deve andare avanti per funzionare bene? Ma fin dal principio l’uomo si è ribellato, finendo così sotto quella che Paolo indica come “l’ira di Dio”.

Paolo sa quindi che dal momento che il peccato è entrato nel mondo, l’uomo è diventato indipendente da Dio, estraneo alla vita di Dio, rinnegando anche i principi morali basilari che Dio ha messo in lui. Più l’uomo si è allontanato da Dio e più si è allontanato da quei principi che il divino progettista aveva stabilito per lui. Finché l’uomo rimane nella ribellione e non riallaccia un rapporto con Colui che ci ha creati, non c’è alcuna eredità nel regno di Dio per lui.

Ma Paolo sa anche che Dio può trasformare le vite degli uomini per riportarli al progetto originale e coloro che ripongono la loro fede in lui sono chiamati santi proprio perché sono messi a parte da Dio per appartenergli, per essere adottati come suoi figli, per essere destinatari della sua eredità, per ricevere vita eterna, per avere un rapporto con lui e per essere testimoni della luce attraverso il loro essere luce. Essi peccano proprio come chiunque altro ma non è normale che rimangano nel peccato perché la luce di Cristo li illumina e li aiuta a risollevarsi per vivere una vita che onora Dio. Infatti, l’azione dello Spirito Santo, man mano che passa il tempo, li spinge a considerare ciò che prima poteva sembrare normale o abituale come qualcosa di alieno, qualcosa che essi non sopportano più neppure di sentir nominare.

Il credente, man mano che si lascia trasformare dalla vita di Cristo in lui, è sempre meno incline a farsi influenzare dai vani ragionamenti di chi vuole fargli credere che, in fondo, non ci sia nulla di male nel fornicare un po’ o nell’essere attaccati al denaro al punto da non essere sensibili ai bisogni del prossimo (in questo senso è proprio vero che il denaro può diventare un idolo!).

Più passa il tempo e più la vita di Dio in lui lo porta ad essere ubbidiente, lo porta ad essere riconoscente verso Dio e lo porta ad annoiarsi di certi modi di fare e di certe compagnie. Egli non si comporta così perché si sente obbligato da regole da seguire, ma si comporta così perché vuole godersi la vita nel modo in cui Dio ha progettato che l’uomo debba vivere, in comunione con il suo Creatore. Egli è figlio di luce e porta il frutto della luce, ovvero bontà, giustizia e verità, caratteristiche che solo Dio può produrre in noi.

Questa è l’esperienza che tanti credenti fanno ogni giorno, e molti possono testimoniare del modo in cui Dio ha cambiato le loro vite in tal senso.

E tu, stai portando il frutto della luce nella tua vita?

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo puoi scrivermi a [email protected] Aiutami a diffondere i pensieri di questo blog condividendo sui social newtworks. Grazie
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged , , , .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!