Il persecutore perseguitato Atti degli apostoli - Episodio 26

Condividi questo articolo su:
Questo articolo è la parte 26 di 38 nella serie Atti degli apostoli

Naviga nella serie

«L’incontro che cambia la vita

Fede in azione»


Novità! --Scarica "Il persecutore perseguitato" come un file PDF! --


Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e si mise subito a predicare nelle sinagoghe che Gesù è il Figlio di Dio. Tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua con lo scopo di condurli incatenati ai capi dei sacerdoti?» Ma Saulo si fortificava sempre di più e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.
Parecchi giorni dopo, i Giudei deliberarono di ucciderlo; ma Saulo venne a conoscenza del loro complotto. Essi facevano persino la guardia alle porte, giorno e notte, per ucciderlo; ma i discepoli lo presero di notte e lo calarono dalle mura dentro una cesta.
Quando fu giunto a Gerusalemme, tentava di unirsi ai discepoli; ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo. Allora Barnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli, e raccontò loro come durante il viaggio aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come a Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Da allora, Saulo andava e veniva con loro in Gerusalemme, e predicava con franchezza nel nome del Signore; discorreva pure e discuteva con gli ellenisti; ma questi cercavano di ucciderlo. I fratelli, saputolo, lo condussero a Cesarea, e di là lo mandarono a Tarso.
Così la chiesa, per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria, aveva pace, ed era edificata; e, camminando nel timore del Signore e nella consolazione dello Spirito Santo, cresceva costantemente di numero.

(Atti 9:19-31 – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

Il cambiamento visibile che si può notare in una persona che ha incontrato Gesù Cristo mi ha sempre affascinato. Tale cambiamento è tanto più visibile quanto più la vita precedente è stata vissuta in maniera contraria ai valori cristiani.

Nel caso di Saulo, sappiamo che egli era un pio Israelita ed aveva certamente fede in Dio e un comportamento che rifletteva tale fede ma, fino a quel momento, aveva creduto che Gesù fosse solo stato un impostore, non il vero Messia, e così aveva aderito con entusiasmo alla lotta contro i seguaci di Gesù.

Ma l’incontro con Cristo trasformò Saulo. Nel giro di pochi giorni non solo smise di perseguitare i cristiani, ma egli stesso cominciò a predicare che Gesù è il Messia, il Cristo, il Figlio di Dio proprio nelle sinagoghe di Damasco dove si era originariamente recato per arrestare i seguaci di Gesù!

Il cambiamento fu talmente eclatante da generare meraviglia in coloro che lo ascoltavano. Non sembrava esserci una spiegazione razionale al comportamento di Saulo.

Saulo non era solo diventato seguace di quel Gesù che prima perseguitava ma manifestava una convinzione tale da indurre addirittura i Giudei di Damasco a complottare per ucciderlo! I discepoli furono costretti a farlo fuggire di notte calandolo dalle mura, evitando quindi di passare per le porte della città che erano presidiate!

Insomma, Saulo stava ripercorrendo le orme di quello Stefano del quale aveva approvato l’uccisione predicando con una convinzione tale da istigare i suoi interlocutori a desiderare di metterlo a tacere con la forza. Nel giro di pochi giorni era passato da persecutore a perseguitato, ovvero da una posizione di forza e vantaggio ad una di debolezza e svantaggio dal punto di vista umano.

Il cambiamento di Saulo era stato talmente repentino da destare qualche dubbio anche nei discepoli di Gerusalemme che avevano paura di accoglierlo tra di loro. Ma il Signore utilizzò Barnaba, di cui avevamo già letto in precedenza, un uomo che godeva di grande stima tra gli apostoli e che riuscì quindi a convincere gli altri della genuinità della conversione di Paolo. Barnaba dimostrò grande intuito spirituale prendendo Saulo con sé. Evidentemente, guidato dal Signore, aveva già compreso che quel Saulo aveva un potenziale non comune. Quello fu l’inizio di un sodalizio che unì Barnaba e Saulo per molti anni portandoli a servire il Signore insieme come missionari inviati dalla chiesa di Antiochia di cui leggeremo più avanti.

Come ci si poteva aspettare, l’irruenza di Saulo nella predicazione lo portò a farsi dei nemici anche a Gerusalemme dove giudei ellenisti tentarono di ucciderlo. Così ancora una volta i fratelli si attivarono per metterlo in salvo a Cesarea e poi a Tarso.

Forse non ci avete mai pensato, ma la storia di Saulo sarebbe potuta finire lì. Egli sarebbe potuto rimanere a Tarso al sicuro, lontano dal clamore di Gerusalemme, lontano dai centri in cui la persecuzione era più violenta. Egli aveva mostrato un carattere che suscitava una reazione violenta negli avversari e la sua figura non sembrava essere quindi particolarmente utile in una strategia che doveva favorire l’accettazione del vangelo in un numero sempre maggiore di persone. Con un carattere così era difficile pensare che avrebbe potuto avere successo. Ma il Signore non vede le cose come le vediamo noi uomini e aveva altri piani per Saulo. Come vedremo, il Signore utilizzerà proprio Barnaba, quello che aveva già mostrato grande sensibilità spirituale avendo intuito per primo il potenziale di Saulo, per andare a recuperare Saulo a Tarso, trasformandolo in quello che tutti noi oggi conosciamo come l’apostolo Paolo.

Intanto mentre Saulo, a Tarso, si preparava, senza saperlo, al grande compito a cui Dio lo avrebbe chiamato, la chiesa continuava a crescere e si preparava per il passo successivo che l’avrebbe portata a svilupparsi ben oltre i confini della Samaria.

Al termine di questa riflessione riprendo quanto dicevo all’inizio. L’incontro con Cristo aveva prodotto un cambiamento drastico in Saulo trasformando il persecutore in perseguitato. Saulo era stato una persona rispettata e temuta e ora era costretto a fuggire da una città all’altra per non essere ucciso. Non sembra un grande guadagno da un punto di vista umano, vero? Seguire Cristo è costato molto a Saulo e ancora oggi può costare molto ad ognuno di noi. Forse saremo chiamati a rinunciare alla nostra posizione e al rispetto per essere derisi come discepoli di quello che molti considerano solo un uomo morto circa duemila anni fa. Ma Saulo non tentennò un attimo perché sapeva in chi aveva creduto. Quando la nostra conversione è genuina, non saranno le difficoltà ad allontanarci da Cristo perché tutte le ricchezze e gli onori di questo mondo non sono nemmeno paragonabili alla gloria che Dio ha preparato per coloro che si affidano a Lui con tutto il loro cuore.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo puoi scrivermi a [email protected] Aiutami a diffondere i pensieri di questo blog condividendo sui social newtworks. Grazie
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged , , .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!