Incauto acquisto spirituale

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Or vi era un tale, di nome Simone, che già da tempo esercitava nella città le arti magiche, e faceva stupire la gente di Samaria, spacciandosi per un personaggio importante. Tutti, dal più piccolo al più grande, gli davano ascolto, dicendo: «Questi è “la potenza di Dio”, quella che è chiamata “la Grande”». E gli davano ascolto, perché già da molto tempo li aveva incantati con le sue arti magiche.
Ma quando ebbero creduto a Filippo che portava loro il lieto messaggio del regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, furono battezzati, uomini e donne. Simone credette anche lui; e, dopo essere stato battezzato, stava sempre con Filippo; e restava meravigliato, vedendo i miracoli e le opere potenti che venivano fatti (…)

(…) Simone, vedendo che per l’imposizione delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito Santo, offrì loro del denaro, dicendo: «Date anche a me questo potere, affinché colui al quale imporrò le mani riceva lo Spirito Santo».
Ma Pietro gli disse: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter acquistare con denaro il dono di Dio. Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio.
Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti perdoni il pensiero del tuo cuore. Vedo infatti che tu sei pieno d’amarezza e prigioniero d’iniquità».
Simone rispose: «Pregate voi il Signore per me affinché nulla di ciò che avete detto mi accada».

(Atti 8:9-13,18-24 – la Bibbia)

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Il 31 ottobre d’ogni anno, mentre molti festeggiano Halloween, gran parte del mondo protestante ricorda la “Festa della riforma”. Il 31 ottobre 1517, infatti, Martin Lutero affisse le sue 95 Tesi sul portale della cattedrale di Wittenberg, in Germania (Vedi il testo delle 95 tesi su Wikipedia)

Lutero intendeva aprire un dibattito teologico sulla dottrina e le pratiche delle indulgenze in risposta alla vendita delle indulgenze da parte di Johann Tetzel, un prete domenicano, su commissione dell’Arcivescovo di Magonza e di papa Leone X. Alberto di Brandeburgo era diventato arcivescovo di Magonza dietro pagamento di una ingente somma di denaro e poi, anche per raccogliere fondi per ripagare i suoi creditori, aveva incaricato Tetzel di raccogliere denaro (ufficialmente per la costruzione della basilica di San Pietro a Roma) attraverso la vendita delle indulgenze. Tetzel sosteneva la dottrina secondo cui, per l’acquisto dell’indulgenza a favore dei defunti, fosse sufficiente l’offerta in danaro, a prescindere dal pentimento dei peccati. Il pensiero di Tetzel era ben descritto dalla famosa frase “appena una moneta gettata nella cassetta delle elemosine tintinna, un’anima se ne vola via dal Purgatorio”, frase a cui Lutero fa riferimento nella ventisettesima delle 95 tesi.

Pensando al giorno della riforma, mi è venuto in mente questo brano del libro degli Atti perché l’acquisizione di beni spirituali (nel medioevo soprattutto le cariche ecclesiastiche) in cambio di denaro, come aveva fatto l’arcivescovo di Magonza, viene chiamata simonia, proprio in riferimento all’episodio di Simone il mago che abbiamo appena letto.

Simone aveva frainteso totalmente la grazia di Dio. Egli si era intrufolato tra i cristiani quando aveva visto che le sue arti magiche non esercitavano più un grande fascino su coloro che si erano convertiti. Ma Simone non era attirato da Gesù, era attirato dai miracoli che vedeva e che lui vedeva come una possibilità per poter tornare ad essere importante e rispettato.

Poco tempo dopo, il bluff di Simone venne smascherato. Infatti quando egli offrì denaro pensando che gli apostoli potessero in tal modo conferirgli quello che lui vedeva come un potere, gli apostoli capirono che egli considerava i doni di Dio alla stessa stregua delle arti magiche che egli esercitava precedentemente. Pietro si rese conto che il cuore di quell’uomo non era retto, ma era pieno di amarezza. Egli non era stato liberato ma era ancora schiavo del peccato, prigioniero dell’iniquità in cui aveva vissuto prima di incontrare gli apostoli.

Lutero denunciò la simonia e la vendita delle indulgenze che illudevano le persone di poter acquisire beni spirituali attraverso il denaro.

Quante persone, ancora oggi, sono esposte al rischio di fare un incauto acquisto spirituale, pensando di poter pagare con del vile denaro l’immensità della ricchezza della grazia di Dio? Non possiamo pensare di pagare così poco i meravigliosi doni di Dio!

Non facciamoci ingannare da chi ci promette vantaggi spirituali in cambio del nostro denaro. Non aspettiamoci benedizioni da parte di Dio proporzionali ai soldi che abbiamo donato alla chiesa tal dei tali piuttosto che al telepredicatore di turno che ci ha promesso chissà cosa.

Non illudiamoci: non possiamo fare shopping spirituale appropriandoci dei doni di Dio con il nostro denaro. Non possiamo acquistare la salvezza ma non possiamo neanche acquistare dei meriti o delle capacità particolari davanti a Dio attraverso i nostri soldi. Possiamo invece affidarci a Dio con sincerità accettando la salvezza che Egli ci offre in Cristo e ogni dono spirituale che egli, nella sua grazia, vorrà elargirci.

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