Ingiustizia sociale Episodio 11 - Libro di Neemia

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Questo articolo è la parte 11 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«Muratori a mano armata

Il coraggio di rinunciare»


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«Ci fu un grande lamento tra gli uomini del popolo e le loro mogli contro i Giudei loro fratelli.
Alcuni dicevano: “Noi, i nostri figli e le nostre figlie siamo numerosi;
dateci del grano perché possiamo mangiare e vivere!”
Altri dicevano: “Impegniamo i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case per assicurarci del grano durante la carestia!”
Altri ancora dicevano: “Noi abbiamo preso del denaro ipotecando i nostri campi e le nostre vigne per pagare il tributo del re.
Ora la nostra carne è come la carne dei nostri fratelli,
i nostri figli sono come i loro figli;
ed ecco che dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù, e alcune delle nostre figlie sono già ridotte schiave; e noi non possiamo farci nulla, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d’altri”.
Quando udii i loro lamenti e queste parole, fui molto indignato.
Dopo aver molto riflettuto, rimproverai aspramente i notabili e i magistrati, e dissi loro: “Come! Voi prestate a interesse ai vostri fratelli?”
Convocai contro di loro una grande assemblea, e dissi loro:
“Noi, secondo la nostra possibilità, abbiamo riscattato i nostri fratelli giudei che si erano venduti ai pagani; e voi stessi vendereste i vostri fratelli, ed è a noi che essi sarebbero venduti!”
Allora quelli tacquero, e non seppero che rispondere.
Dissi ancora: “Quello che voi fate non è ben fatto.
Non dovreste piuttosto camminare nel timore del nostro Dio
per non essere oltraggiati dai pagani nostri nemici?
Anch’io, i miei fratelli e i miei servi abbiamo dato loro in prestito denaro e grano. Vi prego, condoniamo loro questo debito!
Restituite oggi i loro campi, le loro vigne, i loro uliveti e le loro case, e la percentuale del denaro, del grano, del vino e dell’olio, che avete ottenuto da loro come interesse”.
Quelli risposero: “Restituiremo tutto, e non domanderemo loro più nulla;
faremo come tu dici”. Allora chiamai i sacerdoti, e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa.
Poi, agitando il mio mantello, dissi: “Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa,
e sia egli scosso e resti senza nulla!”
Tutta l’assemblea disse: “Amen!”
Poi celebrarono il SIGNORE. E il popolo mantenne la promessa.

(Neemia 5:1-13 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 5
Neemia 5:1-13 Ingiustizia sociale
Neemia 5:14-19 Il coraggio di rinunciare
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Non è un mistero che i periodi di difficoltà economica finiscano per penalizzare le fasce più deboli della popolazione che non riescono a far fronte anche ai bisogni più essenziali.

Come abbiamo letto, anche ai tempi di Neemia, nel quinto secolo a.c., avveniva la stessa cosa. Alcuni non avevano neanche il cibo per vivere, altri avevano dovuto impegnare tutti i loro averi per avere qualcosa da mangiare, altri avevano dovuto ipotecare i loro averi per essere in grado di pagare le tasse al re!

Ma la cosa più grave era che addirittura alcuni erano stati costretti a dare i propri figli come schiavi non essendo più in grado di riscattarli! Questo è l’argomento principale del brano infatti essi lamentavano una certa ingiustizia sociale secondo cui i propri figli venivano trattati peggio dei figli di una certa classe dirigente, a cui anche Neemia, essendo governatore, apparteneva.

Insomma, la crisi toccava tutti ma quelle persone stavano denunciando il fatto che alcuni vivevano in maniera privilegiata rispetto ad altri, addirittura speculando sulla pelle dei propri fratelli.

Neemia comprese che bisognava fare qualcosa di concreto per rispondere alle lamentele di questi fratelli Giudei. In una situazione così complicata, con le mura in costruzione e la forte tensione con i nemici circostanti che volevano impedire i lavori, Neemia aveva bisogno di dare un segnale di incoraggiamento concreto ai propri fratelli. Come potevano continuare a lavorare alle mura con entusiasmo sentendosi vittime di tali ingiustizie?

Per poter ottenere qualcosa dai membri più benestanti, Neemia dovette dare il buon esempio, rinunciando egli per primo a riscuotere interessi sui prestiti. Può sembrare una misura minima ma certamente contribuì a diminuire la pressione sui fratelli Giudei più in difficoltà. Ponendosi come esempio, Neemia riuscì ad ottenere l’impegno anche dagli altri membri benestanti a sacrificare in parte le proprie entrate a vantaggio dei propri fratelli e concittadini. Essi si presero questo impegno davanti agli uomini ma soprattutto davanti a Dio: “Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa, e sia egli scosso e resti senza nulla!”. Tutta l’assemblea disse: “Amen!”. Poi celebrarono il SIGNORE. E il popolo mantenne la promessa.

Quanto bisogno abbiamo anche oggi nella nostra società di maggior giustizia sociale! Quanto abbiamo bisogno di vedere proprio nella classe dirigente il buon esempio nel venire incontro alle esigenze delle fasce più deboli. Neemia fu il primo a dare il buon esempio, ma nella nostra società moderna non è facile trovare esempi del genere. Sentiamo molte parole ma vediamo pochi fatti.

Neemia per ottenere un risultato dalla classe dirigente dovette fare appello al loro rapporto con Dio:”Quello che voi fate non è ben fatto. Non dovreste piuttosto camminare nel timore del nostro Dio…”? Già, il timore di Dio, di Colui che fa piovere sul giusto e sull’ingiusto, sul ricco e sul povero, di Colui di fronte ai cui occhi siamo tutti uguali, tutti peccatori meritevoli di morte, eppure oggetto del suo amore e della sua grazia al punto che ha donato suo Figlio Gesù Cristo per noi… Quanto abbiamo bisogno oggi di ritrovare il timore di Dio per ristabilire un po’ di giustizia sociale! Ma si tratta invece di una società sempre più lontana di Dio in cui ognuno arraffa tutto quello che può a scapito della collettività e questa contribuisce ad aumentare l’ingiustizia sociale. I poveri diventano sempre più poveri e i ricchi diventano sempre più ricchi. Che Dio abbia pietà di noi e ci aiuti a ritrovare la strada maestra imparando da uomini del passato come Neemia!

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2 Comments

  1. Carissimo Fratello Omar,ringrazio e Prego il nostro Dio,che continui ad usarti per la sua Gloria, nell\’esporre la sua Parola in maniera chiara ed incisivanDio ti benedica

    • Anche se purtroppo sei anonimo quindi non so chi sei, comunque ti ringrazio per le preghiere. Sono felice di sapere che qualcuno prega anche per me e per questo piccolo servizio. Grazie

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