Io non ti lascio Libro di Rut - Episodio 3

Questo articolo è la parte 3 di 7 nella serie Libro di Rut

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io non ti lascio
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Naomi disse a Rut: «Ecco, tua cognata se n’è tornata al suo popolo e ai suoi dèi; torna indietro anche tu, come tua cognata!» Ma Rut rispose: «Non pregarmi di lasciarti, per andarmene via da te; perché dove andrai tu, andrò anch’io; e dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu, morirò anch’io, e là sarò sepolta. Il SIGNORE mi tratti con il massimo rigore, se altra cosa che la morte mi separerà da te!» Quando Naomi la vide fermamente decisa ad andare con lei, non gliene parlò più.

(Rut 1:15-18 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sul libro di Rut

Naomi aveva cercato di allontanare da se entrambe le nuore perché non vedeva alcun futuro possibile per loro nel paese in cui lei stava tornando, in Betlemme di Giudea.

Alla fine Orpa si era arresa, lasciandosi convincere dalla visione pessimistica della suocera, ma l’altra nuora era rimasta a fianco di Naomi.

Naomi non riusciva a liberarsi di Rut. Quella giovane moabita non aveva forse capito che per lei non c’era speranza di rifarsi una vita in Israele? Era così cocciuta? Perché non tornava indietro anche lei come sua cognata? Naomi fece un ultimo tentativo: «Ecco, tua cognata se n’è tornata al suo popolo e ai suoi dèi; torna indietro anche tu, come tua cognata!»

Rut però aveva ormai preso la sua decisione. Rut non aveva alcuna intenzione di lasciare Naomi. Sarebbe stata con lei ovunque. Avrebbe rinunciato al proprio popolo per appartenere al popolo giudaico. Avrebbe lasciato i suoi idoli per riporre la sua fede nello stesso Dio di Naomi. Sarebbe stata con la suocera fino alla morte e là sarebbe rimasta anche dopo la morte della suocera per essere sepolta con lei. Rut stava in sostanza dicendo a sua suocera che non sarebbe rimasta sola perché Rut sarebbe stata la sua famiglia fino alla fine.

Rut e Orpa amavano entrambe la propria suocera ma Rut aveva una ragione in più per stare con la suocera, una ragione che emerge in maniera chiara dalla sua risposta. Rut infatti aveva scelto di confidare nello stesso Dio in cui credeva Naomi. Rut non aveva alcuna intenzione di tornare ai suoi dèi come aveva fatto Orpa perché, nel legarsi a sua suocera, lei si era anche legata al Dio d’Israele, il Creatore dei cieli e della terra, l’unico vero Dio, il Signore.

Rut era talmente convinta che chiamò Dio come testimone e invocò una punizione su di sé da parte di Dio se non si fosse attenuta all’impegno di rimanere con Naomi fino alla morte.

L’atteggiamento di Rut ci fa riflettere, infatti siamo soliti considerare il rapporto nuora-suocera come un rapporto conflittuale. Ma in questo caso, considerando ciò che era pronta a fare per la suocera, possiamo dire che Rut si comportò meglio di una figlia per Naomi!

Le parole di Rut sono davvero commoventi perché non sono un semplice enunciato teologico con il quale Rut diceva di volersi legare al Dio di Naomi ma sono parole che dimostrano una trasformazione interiore. Nel momento stesso in cui Rut stava dichiarando la sua fede nel Dio di Israele, dimostrò tale fede con un solenne impegno davanti a Dio a restare con Naomi. In pratica Rut stava dicendo: “Io non ti lascio. Rimarrò sempre con te. Chiamo Dio come testimone e che egli mi tratti con rigore se non manterrò fede alla mia parola.”

Naomi, nella sua sofferenza, aveva tentato di allontanare Rut rimandandola al suo paese e, addirittura, ai suoi falsi dèi. Le sue parole possono sembrarci davvero fuori luogo! Ma quante volte anche noi, nel dolore, parliamo con leggerezza come fece Naomi? Rut sopportò le parole amare della suocera e decise di ascoltare la voce di Dio che le indicava il modo più giusto di aiutare Naomi.

Rut non si limitò a pronunciare parole frettolose per consolare la suocera ma le mostrò l’amore di Dio in maniera pratica. Rut avrebbe potuto rifarsi una vita in Moab ma preferì rinunciare alla propria vita, andando incontro a mille incertezze, pur di aiutare sua suocera. Nella sua semplicità, Rut stava esprimendo nella maniera più genuina possibile la sua fede e dimostrava in quel modo la trasformazione interiore che il Signore aveva operato in lei! Era pronta a sacrificare la sua vita pur di stare insieme a Naomi.

Come abbiamo visto, Dio non operò un miracolo eclatante per consolare Naomi ma le diede l’amore di Rut che le sarebbe stata vicino. Tante volte Dio agisce in questo modo, manifestandosi a coloro che soffrono proprio attraverso altri esseri umani che si lasciano utilizzare come strumenti nelle sue mani. Naomi non capiva ancora e non apprezzava abbastanza quel dono di Dio, ma in seguito avrebbe compreso quale tesoro Dio le aveva messo a fianco.

A volte non servono tante parole ma è importante la nostra presenza accanto all’altro. Quando siamo nella sofferenza, non abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci ricordi che Dio ci ama ma abbiamo bisogno di qualcuno che ci mostri nella pratica l’amore di Dio per noi, qualcuno che rimanga al nostro fianco e ci aiuti a portare il nostro peso. Questo è ciò che Rut fece nei confronti di Naomi. Quanto abbiamo da imparare da quella giovane moabita!

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