La caduta di un “dio” Atti degli apostoli - Episodio 33

Condividi questo articolo su:
Questo articolo è la parte 33 di 38 nella serie Atti degli apostoli

Naviga nella serie

«Lezione di aiuto pratico

Oltre ogni aspettativa»


Novità! --Scarica "La caduta di un "dio"" come un file PDF! --


In quel periodo, il re Erode cominciò a maltrattare alcuni della chiesa; e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, continuò e fece arrestare anche Pietro. Erano i giorni degli Azzimi. Dopo averlo fatto arrestare, lo mise in prigione, affidandolo alla custodia di quattro picchetti di quattro soldati ciascuno; perché voleva farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
(…)
Fattosi giorno, i soldati furono molto agitati, perché non sapevano che cosa fosse avvenuto di Pietro. Erode lo fece cercare e, non avendolo trovato, processò le guardie, e comandò che fossero condotte al supplizio. Poi scese dalla Giudea e soggiornò a Cesarea.
Erode era fortemente irritato contro i Tiri e i Sidoni; ma essi di comune accordo si presentarono a lui; e, guadagnato il favore di Blasto, ciambellano del re, chiesero pace, perché il loro paese riceveva i viveri dal paese del re. Nel giorno fissato, Erode indossò l’abito regale e sedutosi sul trono, tenne loro un pubblico discorso. E il popolo acclamava: «Voce di un dio e non di un uomo!» In quell’istante un angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato la gloria a Dio; e, roso dai vermi, morì.
Intanto la Parola di Dio progrediva e si diffondeva sempre di più.
Barnaba e Saulo, compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme, prendendo con loro Giovanni detto anche Marco.

(Atti 12:1-4,18-25 – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

Gesù è il Cristo, il Messia, il legittimo Re d’Israele, il Re dei Re. Questo è ciò che continuavano a predicare i discepoli di Gesù e quindi non ci stupisce il fatto che questo messaggio possa avere causato una certa tensione con Erode, colui che governava quei territori per conto di Roma.

Sicuramente Erode poteva essere infastidito dal messaggio cristiano che innalzava Gesù come Re dei Giudei che era risorto e che sarebbe tornato per regnare, ma le sue azioni dure nei confronti della chiesa erano probabilmente frutto di un calcolo politico.

I cristiani non stavano certamente fomentando una ribellione ed è difficile pensare che Erode li percepisse come un pericolo reale. Eppure Erode cominciò a maltrattarli facendo addirittura uccidere di spada Giacomo, proprio come se fosse un oppositore del regime. Probabilmente Erode aveva compreso che era in atto una spaccatura interna al Giudaismo e voleva volgere quella situazione a suo vantaggio. Con quell’intervento egli mostrava ai suoi sudditi che il governatore romano non avrebbe tollerato lo sviluppo di movimenti pericolosi che potessero minare le tradizioni giudaiche e questo gli procurò ciò che probabilmente egli sperava, ovvero l’appoggio dei Giudei. Decise quindi di cavalcare il successo facendo arrestare anche Pietro che aveva compreso essere uno dei principali leader. Invece di ucciderlo subito, Erode aveva deciso di aspettare la fine della settimana festiva per poi presentarlo alla folla con un colpo di teatro che gli avrebbe probabilmente fatto conquistare ancora più consensi.

Insomma questo capitolo ci mostra un uomo di potere che , come spesso accade, non si fa alcun scrupolo pur di portare avanti la sua agenda politica. La storia è piena di uomini di questo tipo, Erode non è certo il primo e non sarà neanche l’ultimo, ma raramente Dio interviene in maniera così perentoria. In questo caso sembra proprio che Dio abbia voluto dare un segnale chiaro della sua signoria sulla storia degli uomini.

Tralasciando la parte centrale del capitolo che esamineremo in un prossimo episodio, e che ci illustra il modo in cui Pietro è stato liberato da Dio, notiamo che il capitolo ci mostra proprio la superbia di Erode e la sua conseguente umiliazione.

Il capitolo comincia con un Erode molto sicuro di sé che, senza rendersi conto, sfida Dio perseguitando i discepoli di Gesù e facendo uccidere Giacomo, prosegue con l’arresto di Pietro che Erode affida alla sorveglianza di un numero di guardie spropositato come se si trattasse del pericolo pubblico numero uno. Erode non esitò a giustiziare quelle medesime guardie, ree di aver lasciato scappare Pietro. Come tutti gli uomini di potere, non aveva difficoltà a trovare dei capri espiatori.

Alla fine del capitolo ritroviamo Erode irritato verso i Tiri e i Sidoni. Non sappiamo il motivo di tale irritazione ma è chiaro che questi ultimi non volevano certamente averlo come nemico visto che il loro territorio dipendeva economicamente da Erode.
Come tutti gli uomini di potere, Erode amava le lusinghe ed adorava le folle che invocavano il suo nome e i suoi ascoltatori evidentemente lo sapevano… Così cercarono di ingraziarselo di nuovo facendo leva sull’ego spropositato di quell’uomo. Lo adularono quindi con complimenti che inorgoglirono Erode. D’altra parte non capitava tutti i giorni di essere paragonato ad un dio!

Ma proprio nel momento in cui Erode sembra all’apice del successo, proprio quando sembrava che potesse continuare impunemente a fare del male a persone innocenti senza alcun motivo, Dio ha deciso di fermarlo. E quando Dio vuole fermare qualcuno non ha bisogno di molto tempo. Così Erode venne colpito da una malattia (probabilmente di natura gastroenterologica come si intuisce dalla descrizione) che lo fece morire nel giro di pochi giorni come si può leggere anche negli scritti di Giuseppe Flavio (vedi Antichità Giudaiche XIX:343-347) che confermano sostanzialmente, anche se con un punto di vista diverso, quanto riportato da Luca, autore del libro degli Atti.

Proprio nel momento in cui Erode sembrava più forte, quasi invincibile, osannato come un dio, Dio ha mostrato tutta la sua debolezza: egli era un uomo come tutti gli altri costretto a piegarsi di fronte alla volontà di Dio. Tutto il potere di questo mondo svanisce come un vapore di fronte alla potenza di Colui che ci ha creati.

Questa è una grande lezione per gli uomini e le donne di ogni tempo. Erode ha pagato in quel modo la sua arroganza nei confronti di Dio e nei confronti di Gesù il Messia, il legittimo Re di Israele.

Nella storia dell’umanità ci sono stati tanti che si sono inorgogliti nei confronti di Dio e tanti che hanno perseguitato, e perseguitano tuttora, i discepoli di Gesù. Dio non giudica sempre in modo così repentino il peccato dell’uomo, come ha fatto con Erode, ma ciò non significa che il suo giudizio non colpirà prima o poi tutti coloro che si ribellano al loro divino creatore. Alla fine dei tempi sarà il legittimo Re, Gesù il Messia, a sedersi sul trono di Gerusalemme ed egli giudicherà gli uomini e porrà tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi.

Questo brano è quindi un monito forte verso tutti coloro che si oppongono a Dio e perseguitano i suoi figli in ogni parte del mondo. Oggi essi si innalzano con orgoglio senza dare gloria al loro Creatore per i loro successi e si sentono degli dèi intoccabili, ma domani saranno giudicati da quel medesimo Creatore e conosceranno chi è l’unico e il vero Dio.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo puoi scrivermi a [email protected] Aiutami a diffondere i pensieri di questo blog condividendo sui social newtworks. Grazie
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged , , , .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!