La gloria manifestata Evangelo di Giovanni - Episodio 8

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Questo articolo è la parte 8 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Un Re da Nazaret?

Il segno della risurrezione»


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Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea,
e c’era la madre di Gesù.
E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
Gesù le disse: «Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta».
Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà».
C’erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure.
Gesù disse loro: «Riempite d’acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all’orlo.
Poi disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.
Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l’acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse:
«Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora».
Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
Dopo questo, scese a Capernaum egli con sua madre, con i suoi fratelli e i suoi discepoli, e rimasero là alcuni giorni.

(Giovanni 2:1-12 – La Bibbia)
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I cartelli indicatori servono ad indicare qualcosa: una strada, un servizio pubblico, la direzione per una città, ecc.

Nell’evangelo di Giovanni ci sono molti cartelli indicatori che gettano luce su chi era Gesù veramente, indicando quindi la strada verso la salvezza.

In questo brano troviamo il primo “segno” di Gesù. Giovanni, in questo evangelo, utilizza la parola “segno” per indicare quei momenti particolari in cui il cielo e la terra, il divino e l’umano, si incontrano, quei momenti speciali in cui Gesù fa qualcosa che esula dall’ordinario, cambiando il naturale corso delle cose. Vengono chiamati “segni” proprio perché non erano fini a se stessi, ma servivano come cartelli indicatori che dovevano portare le persone a riconoscere la vera natura di Gesù.

In tal senso comprendiamo anche il motivo della strana conversazione tra Gesù e Maria all’inizio di questo brano. Maria stava esprimendo le giuste preoccupazioni di una madre che vede un problema pratico e che ritiene in qualche modo di dover informare e stimolare il figlio a fare qualcosa. Infatti la mancanza del vino in una festa come quella poteva essere considerata un disastro dal punto di vista sociale, una bruttissima figura per la famiglia degli sposi. Tuttavia, la risposta di Gesù pare mettere una certa distanza tra lui e sua madre. L’espressione tradotta come “Che c’è fra me e te” esprime infatti, anche in altri brani del nuovo testamento (es. Mc 1:24; Mc 5:7; Lc 4:34; Lc 8:28) una presa di distanza, un certo distacco. A sottolineare tale distacco, Egli inoltre la chiamò donna, un’espressione gentile ma non quella che si riserverebbe normalmente ad una madre.

Gesù, pur avendo grande rispetto per la sua madre terrena, le fa capire che non aveva bisogno dei suggerimenti di Maria per operare e questo la dice lunga su quanto siano assurde certe tradizioni che danno a Maria un ruolo di intermediaria! In qualche modo Gesù la invita a restare al suo posto, a non invadere lo spazio che non le competeva. Il messaggio fu talmente chiaro che Maria si tirò indietro e invitò i servi a seguire le istruzioni di Gesù. Con quella frase “Fate tutto quel che vi dirà” Maria dimostrò di aver capito.

Come Gesù disse a Maria, la sua ora, espressione che Gesù riservava all’ora della sua morte, non era ancora venuta. Proprio per quel motivo, in vista di quell’ora, Egli aveva molte opere da fare e stava infatti per compiere il suo primo segno, per mettere il primo cartello indicatore. Era importante che Gesù facesse dei “segni” preparando le persone in vista di quell’ora, infatti i Giudei si aspettavano un Messia che non sarebbe morto e, come in effetti avvenne per molti di loro, non avrebbero accettato un Messia posto su una croce; ci voleva qualcosa che li convincesse del fatto che Egli era davvero il re di Israele promesso attraverso i profeti.

Probabilmente Maria si aspettava che suo figlio desse una mano per risolvere il problema pratico dei loro ospiti ma non si aspettava sicuramente un miracolo! Gesù invece doveva andare avanti con la sua missione in vista della sua ora ed era venuto il momento di manifestare la sua gloria. Era il momento in cui si sarebbe emancipato dalla sua famiglia terrena per iniziare il percorso che lo avrebbe portato sulla croce, quando l’ora fosse venuta.

Nel brano che abbiamo letto, Gesù piazzò quindi il primo di quei segni indicatori, trasformando l’acqua in vino in modo istantaneo, e dimostrando quindi la sua signoria sugli elementi e sui processi naturali. In quel modo manifestò la sua gloria, ovvero manifestò le sue caratteristiche divine davanti ai suoi discepoli. Quel primo cartello indicatore ottenne l’effetto desiderato, infatti i suoi discepoli credettero in lui, avviandosi per la strada giusta.

C’è quindi una certa logica nei “segni” che Gesù faceva. Essi dovevano portare le persone a riconoscere chi Lui era. Maria non poteva sapere ciò che Gesù stava per fare, e probabilmente ciò che Gesù fece superò le sue aspettative in quell’occasione. Quell’uomo, che lei aveva tenuto in grembo, stava finalmente manifestando la sua natura divina e lei non poteva fare altro che farsi da parte e lasciarlo andare avanti nell’opera che il Padre aveva preparato per Lui. Anche per lei, in fondo, fu un cartello indicatore ben preciso.

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