La mia pace Evangelo di Giovanni - Episodio 58

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Questo articolo è la parte 58 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Un altro consolatore

La vite e i tralci»


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Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti.
Avete udito che vi ho detto: “Io me ne vado, e torno da voi”; se voi mi amaste, vi rallegrereste che io vada al Padre, perché il Padre è maggiore di me. Ora ve l’ho detto prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate. Io non parlerò più con voi per molto, perché viene il principe di questo mondo. Egli non può nulla contro di me; ma così avviene affinché il mondo conosca che amo il Padre e opero come il Padre mi ha ordinato. Alzatevi, andiamo via di qui.

(Giovanni 14:27-31 – La Bibbia)
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“Vorrei solo avere un po’ di pace…” Chissà quante volte abbiamo sentito frasi simili a questa. La pace è qualcosa che tutti gli esseri umani aspirano ad avere in un modo o nell’altro. Ma dov’è possibile trovare la vera pace?

I discepoli di Gesù avrebbero passato un momento difficile perché Gesù stava per lasciarli fisicamente come aveva detto loro. Era normale che fossero turbati e spaventati a quel pensiero. Per questo motivo Gesù li rassicurò con le sue parole: “Vi lascio pace; vi do la mia pace”.

La pace che offre il mondo non ha niente a che vedere con la vera pace. Essa affonda normalmente le sue radici nel materialismo, nella soddisfazione momentanea dei propri bisogni, ma non è una pace duratura perché non è basata sul ristabilimento del rapporto con Colui che ci ha creati.

La pace che Gesù dava loro era invece la pace che solo Dio può dare. Mentre la pace che il mondo offre è soggetta a mutamento, la pace che Dio può donare è una condizione di benessere e completezza che il credente mantiene in ogni istante della sua vita.

È innanzitutto una pace con Dio basata proprio sull’opera che Gesù stava per compiere sulla croce. Come avrebbe scritto l’apostolo Paolo “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 5:1). La pace con Dio è la base per la nostra relazione con Lui ed è anche la base per le nostre relazioni con gli altri.

Ma la pace che Gesù dona è anche una pace che è possibile sperimentare nella vita di tutti i giorni. Coloro che confidano in Gesù Cristo possono affidare a Lui la loro vita con serenità sapendo che Lui si prende cura di loro. Anche nelle circostanze più difficili essi possono essere liberati dall’ansietà e godere proprio di una pace straordinaria.

La pace che Gesù avrebbe lasciato ai suoi discepoli avrebbe permesso loro di affrontare le sfide difficili che stavano loro davanti. Egli stava infatti per invitarli a lasciare il luogo dove si trovavano e dove avevano avuto il loro ultimo pasto insieme per andare incontro al suo traditore in quella stessa notte.

Invece di essere turbati, Gesù voleva che essi si rallegrassero nel pensare che lui sarebbe asceso al Padre. Infatti Gesù nell’incarnazione, come perfetto uomo, era stato per un certo tempo soggetto a limitazioni, nonostante Egli fosse la Parola di Dio che nel principio era con Dio ed era Dio (Gv 1:1). Nella sua condizione umana Gesù era quindi inferiore al Padre e poteva affermare che il Padre era maggiore di Lui. I discepoli avrebbero quindi dovuto rallegrarsi perché ascendendo al Padre egli avrebbe riconquistato la gloria che aveva prima che il mondo fosse (Gv 17:5), la gloria divina, ricongiungendosi con il Padre.

Quelle parole di Gesù servivano a preparare i discepoli agli eventi che sarebbero accaduti quella notte in modo che in seguito essi avessero potuto riflettere su quelle parole e avere la conferma che Gesù aveva ogni cosa sotto il suo controllo anche quando l’avversario, il principe di questo mondo, avrebbe dato l’impressione di avere la meglio sul Figlio di Dio. In seguito essi avrebbero riconosciuto che quella era invece stata la più grande vittoria di Gesù. Satana non avrebbe infatti potuto fare nulla contro Gesù se egli stesso non glielo avesse permesso. Gesù amava il Padre e il Padre amava il Figlio ma l’amore che Dio ha per l’umanità avrebbe portato Gesù ad andare fino in fondo nel compiere l’opera di salvezza che Dio aveva predeterminato addirittura prima della fondazione del mondo (1 Pietro 1:20).

I discepoli avrebbero conosciuto la paura e il turbamento quella notte ma in seguito le parole di Gesù sarebbero tornate alla loro mente e avrebbero dato loro speranza, una speranza che si sarebbe concretizzata dopo la risurrezione quando essi avrebbero rivisto il loro maestro! Essi avrebbero avuto davvero la pace che Gesù aveva promesso loro, sarebbero stati in pace con Dio e sarebbero stati strumenti nella mani di Dio per portare quella pace anche al resto del mondo. E tu hai conosciuto la sua pace?

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