La pace di Gerusalemme

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Canto dei pellegrinaggi. Di Davide.

Mi son rallegrato quando m’hanno detto:
«Andiamo alla casa del SIGNORE».
I nostri passi si sono fermati alle tue porte, o Gerusalemme;
Gerusalemme, che sei costruita come una città ben compatta,
dove salgono le tribù, le tribù del SIGNORE,
secondo la legge imposta a Israele,
per celebrare il nome del SIGNORE.
Qua infatti furono eretti i troni per il giudizio,
i troni della casa di Davide.
Pregate per la pace di Gerusalemme!
Quelli che ti amano vivano tranquilli.
Ci sia pace all’interno delle tue mura
e tranquillità nei tuoi palazzi!
Per amore dei miei fratelli e dei miei amici,
io dirò: «La pace sia dentro di te!»
Per amore della casa del SIGNORE,
del nostro Dio, io cercherò il tuo bene.
(Salmo 122:1-9 – La bibbia)

Quando fu vicino, vedendo la città, pianse su di essa, dicendo:
«Oh se tu sapessi, almeno oggi, ciò che occorre per la tua pace!
Ma ora è nascosto ai tuoi occhi.
Poiché verranno su di te dei giorni nei quali i tuoi nemici
ti faranno attorno delle trincee,
ti accerchieranno e ti stringeranno da ogni parte;
abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te
e non lasceranno in te pietra su pietra,
perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata».

(Luca 19:41-44)

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Gerusalemme è una città contesa sul piano politico, religioso, culturale.

Nel corso della storia questa città è stata conosciuta con nomi diversi e persino sull’etimologia del nome nella sua forma attuale, quella più conosciuta, non tutti si trovano d’accordo. Comunque, l’ipotesi più diffusa è che il suo nome attuale, sia derivato dalla parola “shalom”, che significa “pace”, e l’interpretazione più comune del suo nome sarebbe quindi quello di “Città della pace”.

Ironia della sorte, vero? Una città così contesa e oggetto di ostilità sarebbe la città della pace?

Eppure, proprio la parola pace, associata alla città di Gerusalemme, è al centro del salmo 122.

Gerusalemme era centrale nella vita del popolo da un punto di vista politico, infatti era la sede del re e dell’amministrazione. Lì venivano prese le decisioni più importanti per la vita della nazione.

Ma era anche la città più importante dal punto di vista religioso. Ogni anno fiumane di pellegrini confluivano in città per le feste prescritte dalla legge perché Gerusalemme era il luogo che Dio aveva scelto come centro del culto della nazione. Per quanto durante l’anno ogni tribù vivesse nel proprio territorio, in quelle occasioni si ritrovavano insieme per celebrare il nome del Signore, lodarlo, ricordare ciò che Egli aveva fatto per loro. Essi erano “le tribù del Signore”, un’espressione particolare che rievoca l’origine di Israele, la fondazione della nazione, diversa da tutte le altre nazioni. Infatti Israele è una nazione che era nata per volontà di Dio, a partire da Giacobbe e dai suoi figli, per essere suo popolo.

Molti di loro arrivavano dalle campagne e dovevano restare davvero a bocca aperta entrando in città. Infatti il salmo è scritto proprio dal punto di vista di un pellegrino che si rallegra ed è colmo di ammirazione quando si trova davanti alla porta della città.

Leggendo le parole del salmo si nota l’affetto profondo che univa tutti gli Israeliti nei confronti di questa città. E tale affetto si esprime proprio nel desiderio che la città e i suoi abitanti godano pace, parola che non significa solo assenza di guerra, ma evoca prosperità, sicurezza, pienezza, benessere, benedizione da parte di Dio.

Ma, dove avrebbe trovato Gerusalemme la pace se non nel principe della pace, il suo Messia, il discendente di Davide che avrebbe regnato per sempre?

Non a caso, in occasione del suo ultimo pellegrinaggio a Gerusalemme per festeggiare la pasqua, Gesù non poté fare a meno di piangere, fermandosi prima di entrare in città. Gesù conosceva bene il salmo 122. Chi più di lui avrebbe desiderato la pace per Gerusalemme? Ma Gesù rilevò che Gerusalemme in quel tempo non aveva saputo riconoscere ciò che occorreva per la sua pace, ovvero il suo Messia.

Pochi giorni dopo Gesù sarebbe stato crocifisso proprio nella “città della pace” e la maggioranza delle persone non si sarebbe neanche accorta che tra loro c’era stato il Messia, il re discendente di Davide, colui che davvero avrebbe portato la pace in Israele! Gesù piangeva pensando a quali cose terribili avrebbe dovuto affrontare quella città in futuro…

Gerusalemme non aveva conosciuto il tempo nel quale era stata visitata dal suo Messia, e questo ha portato conseguenze dolorose fino ad oggi.

Ma Dio non ha abbandonato la città che ha scelto. Gerusalemme, la città contesa, può ancora conoscere la pace che Dio vuole darle, ma la pace di Gerusalemme è intimamente legata all’accoglimento del Messia.

Le parole del salmo 122 sono valide ancora oggi ma coloro che pregano per la pace di Gerusalemme dovrebbero pregare anche per un accoglimento di Gesù come Messia perché solo Lui può portare la pace! Non si possono scindere le cose, come Gesù sapeva bene!

Gerusalemme, preparati a ricevere il tuo Re, preparati a ricevere colui di cui hai bisogno per avere davvero la pace!

Gerusalemme cambia le tue vie, grida al Signore, riconosci che Gesù è il tuo Messia e lascia che sia Lui a combattere per te e a difenderti dai nemici. Riconosci che Egli è il servo sofferente che ha dato la sua vita per i peccati del popolo e che Egli è risorto ed è il tuo Re che regnerà per sempre! Solo in lui potrai avere davvero pace oggi e nel mondo a venire.

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