La parola incarnata Evangelo di Giovanni - Episodio 3

Questo articolo è la parte 3 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«La luce degli uomini

La voce che grida»


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E la Parola è diventata carne
e ha abitato per un tempo fra di noi,
piena di grazia e di verità;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre.
Giovanni gli ha reso testimonianza,
esclamando: «Era di lui che io dicevo:
“Colui che viene dopo di me mi ha preceduto,
perché era prima di me.
Infatti, dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”».
Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè;
la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo.
Nessuno ha mai visto Dio;
l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre,
è quello che l’ha fatto conoscere.

(Giovanni 1:14-18 – La Bibbia)
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Nei primi secoli la chiesa si trovò a difendere la dottrina dell’incarnazione da vari attacchi. Alcuni evidenziavano la divinità a scapito dell’umanità di Gesù, altri credevano che il Cristo divino fosse entrato in Gesù per un periodo limitato di tempo, altri credevano che Gesù fosse un essere creato e quindi inferiore a Dio, o un semplice essere umano in cui Dio ha abitato.

Ma giovanni in questo prologo ci ha detto tutto ciò di cui abbiamo bisogno per comprendere chi è Gesù. Avendo presentato subito la divinità di Gesù (la Parola era Dio) per mezzo del quale ogni cosa è stata creata e il quale è addirittura sorgente della vita, la luce che illumina ogni uomo, Giovanni raggiunge il culmine affermando l’incredibile, ovvero che ad un certo punto della storia, Dio ha preso forma umana! Ci troviamo di fronte al mistero dell’incarnazione.

La parola si è incarnata! L’invisibile è diventato visibile, l’infinito si è confinato nel finito, l’Eterno è entrato nel tempo! Qui troviamo affermato il fatto che Gesù, pur essendo la parola, pur essendo Dio, è diventato anche vero uomo. Gesù è l’Emanuele, ovvero “Dio con noi”. Egli ha abitato tra noi, ha vissuto come noi, è stato uno di noi.

Da notare la scelta delle parole di Giovanni che, per quanto riguarda la natura divina della Parola, utilizzò dei verbi che non fanno pensare ad un momento in cui essa fu creata ma evidenziano la sua esistenza nell’eternità, mentre per quanto riguarda la natura umana, egli ha usato un verbo che ci fa pensare ad un momento preciso in cui “la Parola è diventata carne”.

Giovanni Battista stesso riconobbe che Gesù veniva dopo di lui (temporalmente come uomo), tuttavia era più importante di lui e lo aveva preceduto. Anche in queste parole in qualche modo viene confermata la duplice natura divina ed umana di Gesù.

Gesù manifestò la gloria divina durante la sua permanenza fisica sulla terra in una maniera straordinaria. In questo senso, come Giovanni afferma, benché nessuno abbia mai visto Dio, venendo in contatto con Gesù, le persone ebbero un’opportunità unica di conoscere Dio.

Come abbiamo letto, anche Giovanni Battista riconobbe che il culmine della rivelazione divina fu raggiunto proprio attraverso Gesù. Gesù Cristo è l’espressione piena della grazia e della verità di Dio. La rivelazione della legge di Mosé preparò proprio il terreno alla manifestazione completa della grazia e della verità in Gesù Cristo.

L’unigenito dal Padre (termine che non implica un essere creato ma implica il suo essere unico nel suo genere) è proprio l’unico in intimità tale con il Padre da poter “spiegare” agli uomini Dio stesso, facendolo conoscere. D’altronde, proprio in questo evangelo è riportata la famosa affermazione di Gesù: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv 14:9). Per questo Giovanni poté affermare: “noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.”

Poseguendo nella lettura di questo evangelo scopriremo in quale modo Gesù ha rivelato in pieno la grazia e la verità, facendoci conoscere il Padre. E tu, lo hai già conosciuto?

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