La preghiera di Iabes

Iabes fu più onorato dei suoi fratelli;
sua madre lo aveva chiamato Iabes, perché diceva: «L'ho partorito con dolore».
Iabes invocò il Dio d'Israele, dicendo:
«Benedicimi, ti prego; allarga i miei confini;
sia la tua mano con me e preservami dal male
in modo che io non debba soffrire!»
E Dio gli concesse quanto aveva chiesto.
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(1Cronache 4:9-10 - La Bibbia)
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L'ambiente in cui viviamo, la famiglia in cui siamo cresciuti, le esperienze che abbiamo fatto, contribuiscano a formare il nostro carattere e a fare di noi le persone che siamo.

Freud, il padre della psicanalisi, ha basato su questa semplice osservazione tutte le sue teorie. Secondo lui la storia di una persona, il suo passato, condiziona a tal punto l'esistenza da rendere, talvolta, impossibile un cambiamento.

Leggendo la bibbia, ci ritroviamo però a confrontarci con qualcosa che Freud non conosceva, ovvero il fatto che Dio è in grado di fare ciò che l'uomo non può fare. Dio è in grado di cambiare una persona e di trasformarla completamente. Posso testimoniare di questo avendo conosciuto molte persone che, dopo l'incontro con Cristo, hanno condotto una vita completamente diversa da quella che avevano vissuto fino a quel momento.

I versi che abbiamo letto sono inseriti in un capitolo che riguarda la genealogia di Giuda, quelle liste piene di nomi che difficilmente ci entusiasmano. Tuttavia, lo scrittore del libro delle Cronache, compilando questa lista, arrivando ad un personaggio di nome Iabes, gli dedica qualche parola in più attirando l'attenzione del lettore.

Iabes era proprio una persona che poteva essere condizionata pesantemente dal proprio nome, dalla propria famiglia, dal proprio passato. In qualche modo portava nel suo nome un rifiuto fin dalla propria nascita. Infatti, il suo nome "Iabes" porta in sé il significato di dolore, tristezza, sofferenza. Sua madre lo aveva chiamato così proprio perché aveva sofferto molto durante il parto.

Eppure egli fu onorato più dei suoi fratelli. Perché? Cosa aveva di particolare questo personaggio? Iabes reagì alla sua storia, reagì al significato del suo nome per chiedere a Dio una vita diversa, una vita che non fosse caratterizzata dal male, dalla sofferenza, dal dolore , ma dalla benedizione di Dio. Questo ci fa comprendere che Iabes aveva una relazione con Dio tale da fargli credere che, con l'aiuto di Dio, e non attraverso i propri sforzi, la sua vita poteva essere diversa. Egli si aspettava benedizione e protezione da parte di Dio e il Signore esaudì la sua preghiera.

Purtroppo su queste poche parole di Iabes ci sono state molte speculazioni, quasi come se si trattasse di parole "magiche" da ripetere per ottenere le stesse benedizioni. La bibbia però non ci dice che dobbiamo recitare a memoria le parole di quest'uomo per ottenere qualcosa da Dio.

Tuttavia impariamo che, qualunque sia la nostra situazione, qualunque siano le circostanze in cui ci troviamo e le cose che abbiamo vissuto, possiamo andare a Dio con la certezza che egli può cambiare le cose. Da Iabes impariamo a non essere rassegnate vittime di un destino oscuro ma a confidare in colui che tutto può. In fondo Iabes non ha chiesto cose straordinarie, ma, per i parametri dell'epoca, ha chiesto una vita normale, dignitosa.

Le parole di Iabes sono toccanti. Crediamo che Dio possa rispondere alle nostre preghiere e cambiare la nostra vita? Siamo in grado di reagire come Iabes e implorare l'intervento divino per ribaltare le sorti della nostra esistenza?

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4 Comments

  1. Grazie Omar per l’impegno che profondi in questa tua opera e per l’amore del nostro Signore che traspare in ogni parola.

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