La testimonianza di Dio Prima lettera di Giovanni - Episodio 15

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Questo articolo è la parte 15 di 17 nella serie 1 lettera di Giovanni

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Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, cioè Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che ne rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e i tre sono concordi.
Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore; e la testimonianza di Dio è quella che egli ha reso al Figlio suo. Chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé; chi non crede a Dio, lo fa bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha resa al proprio Figlio. E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo. Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.
Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

(1 Giovanni 5:6-13 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sulla prima lettera di Giovanni

Leggendo questa lettera abbiamo compreso che, per l’apostolo giovanni, l’accettazione del concetto di “incarnazione” secondo cui Gesù pur essendo Dio, si è manifestato in forma umana era fondamentale per definire un cristiano, un discepolo di Gesù. D’altra parte nel prologo dell’omonimo vangelo leggiamo che “la parola era Dio” (giovanni 1:1) e “la Parola è diventata carne” (Giovanni 1:14).

Ai tempi in cui questa lettera fu scritta, tra i vari oppositori di Giovanni, alcuni, in particolare Cerinto e i suoi seguaci, negavano l’incarnazione e ritenevano che nel momento del battesimo la divina parola aveva presso possesso del Gesù carnale per lasciarlo poco prima della crocifissione. Quindi essi distinguevano fra l’uomo Gesù e il Cristo divino.

In questi versi, Giovanni confutò questa falsa dottrina mettendo l’accento sulla testimonianza che Dio stesso rese all’incarnazione.

Dio infatti testimoniò in maniera particolare in occasione del battesimo in acqua di Gesù (Mt 3:13-17) quando mostrò la sua approvazione verso Gesù: “Questi è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto” (Mt 3:17). Nel testo non c’è nessuna indicazione del fatto che il Cristo aveva albergato nel Gesù uomo solo da quel momento in poi, anzi Il Padre si era compiaciuto della vita vissuta dal Figlio fino a quel momento e lo stava confermando.

Abbiamo poi la testimonianza di Dio in occasione della morte di Gesù. Gesù continuava ad essere il Cristo divino non solo al momento del suo battesimo ma anche al momento della sua morte, contrariamente a ciò che affermavano i seguaci di Cerinto.

Diversi eventi soprannaturali accompagnarono la sua morte. Durante la crocifissione ci furono tenebre nel paese (Mr 15:33). Inoltre Gesù mostrò ancora la sua divinità scegliendo volontariamente il momento in cui rendere lo Spirito (Gv 19:30). Come aveva detto, egli stava deponendo volontariamente la sua vita per poi riprenderla (Gv 10:17-18). Poi la cortina del tempio si squarciò in due, ci fu un grande terremoto e addirittura alcuni morti risuscitarono dalle tombe e apparvero a molti (Mt 27:50-53)

La morte di Gesù dimostra certamente che egli era umano, ma questi eventi servirono proprio a convincere alcune persone che egli non era un semplice essere umano ma era davvero Figlio di Dio come aveva detto (Mt 27:54).

Gesù era vero uomo e vero Dio. Lo era alla nascita (anch’essa accompagnata da eventi soprannaturali), lo era quando venne battezzato con acqua e lo era anche quando morì sulla croce versando il suo sangue. L’acqua e il sangue ne rendono testimonianza.

C’è poi la terza testimonianza di Dio, quella dello Spirito Santo. Gesù aveva detto che lo Spirito Santo gli avrebbe reso testimonianza (Gv 16:14) e così stava avvenendo. Lo Spirito Santo avrebbe ispirato gli apostoli nello scrivere i libri che noi conosciamo come “Nuovo testamento” i quali confermano la duplice natura umana e divina di Gesù.

Inoltre chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé, infatti lo Spirito Santo agisce nella vita dei credenti confermandoli e rafforzandoli nella loro fede.

La testimonianza degli uomini è importante, ma la testimonianza di Dio è maggiore. Dio stesso ha reso testimonianza al Figlio suo.

Chi non crede alla testimonianza di Dio sta facendo Dio bugiardo. Chi non crede nel Figlio di Dio non può quindi avere la vita eterna perché solo chi ha il Figlio ha la vita.

Rifiutare la testimonianza di Dio, la testimonianza che Dio ha resa a Gesù Cristo è quindi la scelta peggiore che un essere umano possa fare. Infatti Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo. Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.

Giovanni stava scrivendo ai suoi interlocutori proprio per rassicurarli nella loro fede. Essi avevano accettato la testimonianza di Dio, la testimonianza che Dio aveva reso al proprio Figlio e per questo motivo potevano essere certi di aver ricevuto la vita eterna. E tu, hai questa certezza?

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