La triste strada del traditore Evangelo di Giovanni - Episodio 53

Questo articolo è la parte 53 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Il Re servitore

Amatevi come io vi ho amato»


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«Non parlo di voi tutti; io conosco quelli che ho scelti; ma, perché sia adempiuta la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada; affinché quando sarà accaduto, voi crediate che io sono.
In verità, in verità vi dico: chi riceve colui che io avrò mandato, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato». Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito e, apertamente, così dichiarò: «In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo di chi parlasse. Ora, a tavola, inclinato sul petto di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che Gesù amava. Simon Pietro gli fece cenno di domandare chi fosse colui del quale parlava. Egli, chinatosi sul petto di Gesù, gli domandò: «Signore, chi è?»
Gesù rispose: «È quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota.
Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: «Quel che fai, fallo presto». Ma nessuno dei commensali comprese perché gli avesse detto così. Difatti alcuni pensavano che, siccome Giuda teneva la borsa, Gesù gli avesse detto: «Compra quel che ci occorre per la festa»; ovvero che desse qualcosa ai poveri. Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte.

(Giovanni 13:18-30 – La Bibbia)
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Vi siete mai trovati nel bel mezzo di una bella serata tra amici quando all’improvviso qualcuno dice qualcosa che fa scendere il gelo tra i presenti?

Quella sera a Gerusalemme deve essere successo qualcosa di simile quando Gesù, turbato nello spirito, dichiarò apertamente: «In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà».

Immagino i discepoli che cominciano a guardarsi l’un l’altro chiedendosi chi mai potesse essere colui che avrebbe fatto una cosa simile. Immagino l’imbarazzo tra i presenti e Pietro che fa cenno a Giovanni di chiedere al maestro di chi stesse parlando…

Giuda era stato con Gesù per un certo tempo ma probabilmente era tra quelli che si aspettavano un Messia diverso, un Messia che li avrebbe presto liberati dai Romani. È possibile che i discorsi di Gesù non lo avessero convinto fino in fondo. Poco tempo prima egli aveva manifestato apertamente il suo disappunto quando Maria aveva unto i piedi di Gesù con olio costosissimo e aveva mostrato di non comprendere fino in fondo quel Gesù che continuava a parlare della sua sepoltura…

Così, poco tempo dopo, Giuda aveva pensato che avrebbe potuto almeno guadagnare qualcosa dal tempo che aveva sprecato dietro quel Gesù di Nazaret. Sapendo che Gesù era ricercato, lo aveva venduto ai capi dei sacerdoti dicendo: «Che cosa siete disposti a darmi, se io ve lo consegno?» (Mt 26:14-15) Essi gli avevano offerto trenta sicli d’argento e da quel momento egli aveva atteso il momento opportuno per consegnarlo (Mt 26:15-16).

Gesù decise di rivelare ai discepoli il suo tradimento prima che avvenisse, in modo che i discepoli potessero essere rassicurati quando in seguito avrebbero ripensato a quanto era accaduto quella notte. Infatti essi sarebbero stati coscienti del fatto che Gesù sapeva ogni cosa e aveva ogni cosa sotto il suo controllo, e la loro fede sarebbe stata rafforzata. Inoltre in quel modo la scrittura si stava adempiendo perché anche il tradimento di Giuda faceva parte del modo in cui Dio avrebbe realizzato il suo piano.

Anche se Gesù stava per essere tradito, essi non dovevano pensare che ci fossero intoppi nel piano di Dio! Infatti il piano di Dio andava avanti e il regno avrebbe continuato ad espandersi tramite coloro che Gesù avrebbe mandato, ovvero proprio loro che in quel momento erano perplessi e spaventati. Per questo Gesù aggiunse: “In verità, in verità vi dico: chi riceve colui che io avrò mandato, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato”. Egli era stato mandato dal Padre e allo stesso modo egli avrebbe mandato i discepoli. Essi avrebbero portato avanti il lavoro cominciato da Gesù , avrebbero portato le persone a conoscere Gesù e ad essere riconciliati con il Padre. La morte di Gesù non avrebbe interrotto la proclamazione del regno di Dio ma le persone avrebbero continuato a ricevere Gesù ricevendo il messaggio dei suoi discepoli!

Anche se Gesù conosceva già ogni cosa, egli era comunque turbato nello spirito. Chissà cosa pensava Gesù mentre guardava negli occhi di Giuda, un discepolo che lui aveva amato come gli altri e al quale aveva appena lavato i piedi come gli altri. Gli aveva appena dato il boccone che in genere veniva riservato all’ospite d’onore e Giuda, invece di cogliere l’ultima occasione per riflettere, aveva ancora di più indurito il suo cuore, sempre più accecato da Satana…

Ormai Giuda aveva fatto la sua scelta definitiva e a quel punto Gesù lo invitò a fare al più presto quello che doveva fare. Mentre gli altri discepoli rimanevano ancora confusi su ciò che stava accadendo, Giuda uscì determinato a tradire il suo maestro.

Chissà quale tristezza aveva Gesù vedendo Giuda che usciva e percorreva fino in fondo la triste strada del traditore, una strada che lo avrebbe portato verso la perdizione. Giuda forse non se ne rendeva conto ma, rifiutando il suo maestro, egli avrebbe fatto danno soprattutto a sé stesso.

Giuda ha scelto di voltare le spalle a Gesù e Gesù lo ha lasciato andare per la sua strada. Prego per ognuno di voi che state leggendo o ascoltando queste parole, affinché scegliate una strada diversa, una strada che vi porti ai piedi del maestro, una strada che vi porti nel suo regno eterno.

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