La voce dello Spirito Atti degli apostoli - Episodio 35

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Questo articolo è la parte 35 di 38 nella serie Atti degli apostoli

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«Oltre ogni aspettativa

Azione di disturbo»


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Nella chiesa che era ad Antiochia c’erano profeti e dottori: Barnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaem, amico d’infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire.
Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là salparono verso Cipro.

(Atti 13:1-4 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

Siamo abituati a pensare alla chiamata di Dio come qualcosa di personale.
Forse abbiamo sentito di persone che dicono di essere stati chiamati da Dio a fare qualcosa e poi investono molte energie nel tentare di convincere anche gli altri circa la bontà della loro chiamata.

In questo brano vediamo invece una chiamata chiara che coinvolge la collettività, l’intera chiesa che era ad Antiochia.

Si tratta certamente di una situazione migliore rispetto a quella comune a cui ho accennato prima. Infatti nel momento in cui la chiesa è concorde sulla chiamata di Dio, coloro che si accingono ad andare in missione lo faranno con l’appoggio di tutta la propria chiesa locale e non a titolo personale dopo aver magari litigato con il resto della chiesa! Purtroppo tale situazione è comune quando una chiesa non è matura.

La chiesa di Antiochia aveva alcune caratteristiche che la rendevano matura e sensibile alla voce di Dio.

Infatti, leggendo il brano comprendiamo che si trattava di una chiesa che stava crescendo bene attraverso diverse persone che avevano un dono di insegnamento, tra cui Barnaba e Saulo. Questo è un aspetto importante per la crescita di una chiesa perché per raggiungere la maturità è essenziale che ci sia un buon insegnamento della parola di Dio.

Il buon insegnamento non è fine a sé stesso ma produce una trasformazione nei membri della chiesa incrementando il loro desiderio di fare la volontà di Dio. Non ci stupisce quindi di apprendere che la chiesa di Antiochia celebrava il culto al Signore e stava praticando il digiuno, una pratica normalmente associata alla preghiera. Quella chiesa stava evidentemente cercando il Signore in preghiera per discernere quale fosse la volontà di Dio per loro, quindi non ci dovrebbe stupire che il Signore abbia effettivamente risposto loro!

Il testo ci dice che lo Spirito Santo parlò alla chiesa in maniera chiara e comprensibile comunicando loro la sua volontà: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Questa espressione non implica necessariamente che abbiano udito una voce perché lo Spirito Santo può aver parlato anche al loro intimo. Ciò che conta per noi è comnprendere che quei credenti erano in preghiera davanti al Signore, cercando la sua volontà, e hanno terminato il loro incontro avendo raggiunto il medesimo sentimento e avendo realizzato che Barnaba e Saulo erano le persone giuste da mandare in missione.

Se consideriamo che Barnaba e Saulo erano tra le persone che, all’inizio del brano, erano stati indicati tra quelli che stavano contribuendo alla crescita della chiesa attraverso il loro insegnamento, ci rendiamo conto del fatto che non dovette trattarsi di una scelta facile. Nessuno sarebbe contento di lasciar partire i propri uomini migliori…

Ma proprio perché lo Spirito Santo aveva parlato loro e quella chiesa aveva un medesimo sentire, essi presero atto dell’indicazione ricevuta dal Signore e si sottomisero alla sua volontà. Così, non ci fu bisogno di discutere né di litigare per decidere se fosse giusto o no mandarli, ma essi confermarono la loro maturità continuando a pregare il Signore, digiunando come stavano già facendo quando il Signore aveva rivelato la sua volontà, e infine imposero loro le mani, ovvero appoggiarono le proprie mani su Barnaba e Saulo in segno di comunione e identificazione. Quel gesto indicava che essi andavano proprio mandati dalla chiesa di Antiochia, con la comunione della propria chiesa.

A quel punto Barnaba e Saulo poterono cominciare il loro viaggio e il testo ci dice ancoura una volta che si recarono in Seleucia e poi salparono verso Cipro “mandati dallo Spirito Santo”.

Quando si ubbidisce ad una chiamata di Dio è bello sapere che lo Spirito Santo ci ha mandati ed è bello sapere anche che la nostra chiesa locale condivide la nostra missione proprio come è accaduto ad Antiochia. Purtroppo, come dicevo all’inizio, se una chiesa non è matura, è difficile che sia attenta alla voce dello Spirito Santo, anzi spesso non è nemmeno in grado di sentirla. Questo porta ad avere visioni diverse tra i membri della chiesa e porta a rigettare tante chiamate che sono genuine e magari ad appoggiarne altre che invece non lo sono. Come cristiani dobbiamo pregare il Signore affinché ci dia la sensibilità di essere attenti alla sua voce e di essere pronti a discernerla non solo come singoli individui ma collettivamente insieme alla chiesa locale di cui facciamo parte.

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