Lacrime di coccodrillo o sincere?


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Sonate la tromba a Sion! Date l’allarme sul mio monte santo! Tremino tutti gli abitanti del paese, perché il giorno del SIGNORE viene, è vicino,
giorno di tenebre, di densa oscurità, giorno di nubi e di fitta nebbia! Come l’aurora, si sparge sui monti un popolo numeroso e potente, quale non se n’è mai visto prima, e non se ne vedrà mai più in appresso negli anni delle generazioni future (…)

(…) Il SIGNORE fa sentire la sua voce davanti al suo esercito, perché le sue schiere sono innumerevoli, perché l’esecutore della sua parola è potente, perché il giorno del SIGNORE è grande, davvero terribile! Chi potrà sopportarlo?
«Nondimeno, anche adesso», dice il SIGNORE, «tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti!»
Stracciatevi il cuore, non le vesti; tornate al SIGNORE, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira e pieno di bontà, e si pente del male che manda.
Può darsi che egli torni e si penta, e lasci dietro a sé una benedizione: un’offerta e una libazione per il SIGNORE, vostro Dio. (…)

(…) Il SIGNORE ha provato gelosia per il suo paese e ha avuto pietà del suo popolo.
Il SIGNORE ha risposto e ha detto al suo popolo: «Ecco, io vi manderò grano, vino, olio, e voi ne sarete saziati; e non vi esporrò più all’infamia tra le nazioni. Allontanerò da voi il nemico che viene dal settentrione…

(Gioele 2:1-2, 11-14, 18-20 – La bibbia)

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Molte volte, nella bibbia, quando viene annunciato un giudizio incombente, c’è anche una parola di esortazione a tornare a Dio per scampare il giudizio e sperimentare il conforto che ne consegue.

Dio giudica il peccato ma, allo stesso tempo, offre all’uomo una possibilità di scampare al giudizio: questo è il Dio che viene presentato nella bibbia!

Il libro di Gioele è un libro profetico in cui il giudizio occupa una parte preponderante. In particolare il tema principale del libro  è proprio l’annuncio del “giorno del Signore”, un giorno dedicato alla manifestazione del giudizio di Dio, in particolare sul popolo di Israele. Esso viene descritto come giorno di tenebre, di densa oscurità, giorno di nubi e di fitta nebbia, un giorno terribile!

Chi in Israele avrebbe potuto sopportarlo? Chi potrebbe sopportare il giorno del giudizio terribile di Dio? La domanda non può che avere una risposta ovvia: nessuno.

Eppure, il testo ci sorprende rispondendo diversamente a questa domanda. Proprio mentre annuncia un giudizio così terribile, Dio offre ancora una possibilità di salvezza, invitando a tornare a lui con tutto il cuore.

Questi versi testimoniano dell’amore che Dio nutre per il suo popolo. Dio avrebbe eseguito il suo giudizio perché Egli è giusto e non può tollerare il peccato ma, allo stesso tempo, stava offrendo al popolo l’opportunità di tornare a lui, anche all’ultimo momento, perché egli non vuole annientarli del tutto.

Nel momento in cui Israele fosse ritornato a Dio con tutto il proprio cuore, Dio avrebbe avuto pietà di loro. Egli non avrebbe distrutto tutto ma avrebbe lasciato l’essenziale per sopravvivere e per fare un’offerta di ringraziamento a Dio! Nel momento in cui fossero tornati egli li avrebbe difesi dagli stessi nemici che fino a quel momento erano stati strumento di giudizio nei loro confronti.

Nel giorno del Signore, alla fine dei tempi, come descritto dai profeti e nell’apocalisse, Dio giudicherà gli abitanti della terra. In mezzo alle grandi sofferenze che caratterizzeranno quel periodo prima del ritorno di Gesù, la mano di Dio sarà ancora stesa per salvare. Fino all’ultimo, come testimoniato anche nell’apocalisse (vedi Ap 14:6-7), Dio chiamerà gli uomini a ravvedersi. Solo coloro che torneranno a Dio con sincerità, e stracceranno i propri cuori davanti a Lui riconoscendo, con umiltà, il proprio peccato e accettando la salvezza che egli offre, potranno scampare al giudizio.

“Stracciatevi il cuore, non le vesti”! Quando Dio annuncia il giudizio, l’uomo può scampare solo attraverso un cambiamento interiore vero: non serve a nulla stracciarsi le vesti se il cuore non sperimenta il pentimento.  Dio non sa che farsene di una religione vuota, che si manifesta solo esteriormente. Egli è pronto ad accoglierci, ma dobbiamo tornare a lui con sincerità, non con lacrime di coccodrillo.

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