L’amore non ha paura Prima lettera di Giovanni - Episodio 13

Questo articolo è la parte 13 di 17 nella serie Prima lettera di Giovanni

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Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha tanto amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.
Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e il suo amore diventa perfetto in noi.
Da questo conosciamo che rimaniamo in lui ed egli in noi: dal fatto che ci ha dato del suo Spirito. E noi abbiamo veduto e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo. Chi riconosce pubblicamente che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
In questo l’amore è reso perfetto in noi: che nel giorno del giudizio abbiamo fiducia, perché qual egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo.
Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché che chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto. Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello.

(1 Giovanni 4:7-20 – La Bibbia)

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Indice generale della serie sulla prima lettera di Giovanni

Gesù lo aveva detto in maniera chiara: “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri”.

Non ci sono dubbi: l’amore è il segno che contraddistingue i discepoli di Gesù.

In questi versi Giovanni ribadisce questa idea.

Coloro che hanno riconosciuto pubblicamente che Gesù è il Figlio di Dio (v.15), coloro che hanno compreso la realtà dell’incarnazione e si sono avvicinati con fiducia a Dio hanno conosciuto l’amore di Dio (v.16), hanno riconosciuto che
Dio ha mostrato il suo amore verso di noi per primo (v.10), mandando suo figlio per essere il Salvatore del mondo (v.14), il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati (v.10), ovvero il sacrificio attraverso il quale possiamo avvicinarci a Dio per ottenere il perdono dei nostri peccati e tornare ad avere una relazione con Lui.
Tale relazione con Dio è garantita dalla presenza dello Spirito Santo nella nostra vita (v.13), il quale ci conferma nella nostra fede.

Noi esseri umani pensiamo di conoscere l’amore, ma conosciamo l’amore perfetto solo quando conosciamo Dio perché Dio è amore (v.8). Gesù ci ha mostrato infatti l’amore perfetto che è pronto a sacrificarsi per l’altro.

Quale sarà la nostra risposta all’amore straordinario che Dio ha mostrato verso di noi in Gesù Cristo? Credo sia logico pensare che, se Egli ci ha amato così tanto, anche noi lo ameremo a nostra volta.

Ma come possiamo mostrare che amiamo Dio? Amando il prossimo come Egli ha amato noi.

Coloro che hanno conosciuto l’amore di Dio avranno una spinta interiore a manifestare quell’amore verso gli altri. Ecco perché Giovanni non aveva dubbi:
chi dice di amare Dio lo mostra amando la creatura che gli sta a fianco, il fratello. Chi non riesce ad amare il proprio fratello che è visibile, in quale modo può mostrare di amare Dio che non è visibile (v. 20)?

Consideriamo la grande responsabilità che abbiamo come cristiani, come discepoli di Gesù. Nessuno ha mai visto Dio (v.12), tuttavia se l’amore di Dio è presente nella nostra vita, le persone che vedono il nostro amore possono essere attirate verso Colui che è l’origine di quell’amore. Allo stesso modo, un cristiano che non mostra amore verso i suoi fratelli, rende cattiva testimonianza all’amore di Dio e suscita legittimi dubbi sulla sua relazione con Dio.

La presenza dell’amore di Dio nella nostra vita e il nostro modo di mostrarlo in qualche modo agli altri è quindi ciò che rende evidente la nostra fede. Il segno dell’amore, quando è presente, parla più forte di tante parole. Il segno dell’amore è anche una testimonianza interiore che ci tranquillizza nel nostro rapporto con Dio. Infatti tutti noi un giorno compariremo davanti a Dio, ma nel giorno del giudizio, coloro che hanno conosciuto Dio e sono stati suggellati dal segno dell’amore, non hanno nulla da temere. Coloro che hanno conosciuto l’amore di Gesù e lo vivono in questo mondo giorno dopo giorno, non hanno paura. Infatti, nell’amore non c’è paura (v.18), anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore.

Esaminati con sincerità. Se dici di aver conosciuto Dio, allora devi aver conosciuto il suo amore e quell’amore non può averti lasciato indifferente, infatti, ogni essere umano che viene in contatto con l’amore di Dio diventa a sua volta un veicolo di quell’amore. Se dici di amare Dio, gli altri potranno vederlo solo nella misura in cui mostri quell’amore verso le persone che ti stanno intorno. Se hai conosciuto Dio allora ami e, se ami, ricordati che l’amore non ha paura.

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