L’apparenza inganna


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Ma il SIGNORE disse a Samuele:
«Non badare al suo aspetto né alla sua statura,
perché io l’ho scartato;
infatti il SIGNORE non bada
a ciò che colpisce lo sguardo dell’uomo:
l’uomo guarda all’apparenza,
ma il SIGNORE guarda al cuore».

(1Samuele 16:7 – La Bibbia)

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La prima impressione che abbiamo di una persona è molto importante, ma spesso può trarre in inganno.

Normalmente tendiamo ad essere ben disposti verso qualcuno di bell’aspetto, che si presenta bene, magari con un bel vestito, con una certa simpatia ed eloquenza. Tendiamo invece ad essere prudenti verso coloro che a prima vista non ci fanno una bella impressione.

Molto spesso le persone che riescono meglio a truffare il prossimo sono proprio quelle che riescono a presentarsi bene, nascondendo le proprie vere intenzioni.

Il caso di Samuele, nel verso in esame, è emblematico. Lui si trovava davanti tutti i figli di Eli e doveva scegliere tra di loro colui che sarebbe stato il futuro re di Israele. Trovandosi davanti Eliab aveva pensato: «Certo l’unto del SIGNORE è qui davanti a lui» (v.6) . Evidentemente l’aspetto del ragazzo, i suoi muscoli, la sua altezza, lo avevano ben impressionato. D’altra parte il primo re di Israele Saul era giovane, bello ed alto (1S 9:2) e quindi non stupisce il fatto che Samuele si aspettasse una scelta analoga.

Ma Dio aveva scelto Davide che, probabilmente, al primo sguardo,  non avrebbe impressionato Samuele nello stesso modo. Eppure Dio lo conosceva bene, conosceva la sua fede e aveva visto il suo coraggio e la sua forza mentre si occupava del gregge come un umile pastore, lontano dallo sguardo degli altri.

Qualche tempo dopo, quando un gigante filisteo di nome Goliat si fece avanti per insultare e mettere in ridicolo gli Israeliti, sarebbe stato lecito aspettarsi che il loro re Saul alto, forte e bello ne facesse un sol boccone. Non era stato unto proprio per occasioni come queste? Ma Saul aveva paura come tutti gli altri (1S 17:11).  Davide il pastore, invece,  si dimostrò un vero guerriero e tutto il popolo vide il suo coraggio, che fino a quel momento era rimasto nascosto  persino agli occhi dei suoi famigliari.

Dio conosce ciò che è intimo e nascosto nell’uomo, ciò che gli altri non possono vedere. Non dovremmo valutare mai le persone secondo parametri che da un punto di vista umano possono sembrare rilevanti, ma dal punto di vista di Dio sono invece secondari.  L’apparenza inganna.

Qualcuno dirà: “Come posso evitare di affidarmi alle apparenze? In effetti,   il Signore guarda al cuore, ma io come posso fare? ”   Potremmo cominciare con l’essere meno superficiali nelle nostre relazioni cercando di conoscere meglio sia il pensiero che il comportamento di una persona, in modo da avere qualche elemento in più per fare le nostre valutazioni.  Ciò che diciamo o facciamo è proprio lo specchio di ciò che è dentro di noi. Infatti Gesù disse: “Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l’uomo” (Matteo 15:18). È quindi ovvio che per conoscere ciò che è nel cuore di una persona dovrò basarmi su ciò che emerge dai suoi atti e dalla sua bocca.

In un ‘epoca in cui l’apparenza è tutto, come Samuele, dobbiamo tenere presente che Dio non guarda all’apparenza delle cose. Dobbiamo quindi imparare a grattare sotto la superficie per individuare la sostanza che si cela dietro ciò che attira il nostro sguardo.

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