L’applauso dell’uomo

Condividi questo articolo su:

Novità! --Scarica "L’applauso dell’uomo" come un file PDF! --


Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l’elemosina, non far sonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno.
Ma quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra,
affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
«Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno.
Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.

(Matteo 6:1-6  – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Le azioni elencate in questi versi, fare l’elemosina, pregare (ed anche il digiuno citato più avanti nel capitolo), sono attività sicuramente buone, attività che normalmente caratterizzano una persona pia, che ama Dio e il proprio prossimo.

Chi può negare il valore che l’elemosina e la preghiera hanno davanti al Signore? Nel brano che abbiamo letto, però, Gesù mette in evidenza un aspetto diverso e ci stupisce affermando che in alcuni casi, tali attività non hanno alcun valore per Dio. Perché? Perché Dio è molto interessato alle nostre motivazioni. Perché facciamo l’elemosina? Perché preghiamo? Per essere visti e ammirati dagli uomini o per essere approvati da Dio?
Il prezzo da pagare alla propria vanità è proprio quello di non potersi più aspettare nulla da Dio.

In sostanza, se le nostre azioni sono fatte per essere visti dagli altri uomini, se cerchiamo l’applauso dell’uomo, otterremo esattamente ciò che vogliamo, ovvero il riconoscimento da parte degli uomini.

Se ciò che cerchiamo dalle nostre azioni è un riconoscimento da parte dei nostri simili, una volta ricevuto l’applauso che vogliamo, non abbiamo motivo di aspettarci alcuna retribuzione da parte di Dio. Logico, no?

Questo principio è talmente importante che Gesù lo ripete ben tre volte in questo capitolo di Matteo: “…questo è il premio che ne hanno”. (Mt 6;2,5,16)

La frase “questo è il premio che ne hanno” pronunciata da Gesù è proprio quella tipica di un contratto e sta ad indicare che chi ha prestato la sua opera ha già ottenuto il proprio compenso e non può pretendere più niente dall’altra parte in causa. Questo è il senso delle parole di Gesù: se abbiamo ricevuto l’applauso degli uomini, abbiamo già ricevuto il nostro compenso, siamo stati già pagati, non possiamo più pretendere nulla.

Insomma, in un mondo in cui l’apparenza è tutto ed anche le buone azioni possono servire a ricevere l’apprezzamento degli altri, Gesù ci invita ad aiutare il prossimo senza che si sappia in giro, a pregare senza che altri ci sentano. In quel modo possiamo essere certi che avremo agito solo per amore del prossimo, cercando l’applauso di Dio e non quello dell’uomo.

Insomma, se quello che vuoi è l’applauso della gente, prenditelo pure se ti accontenti di così poco, ma ricordati che Colui che vede nel segreto non si dimenticherà neanche della più piccola azione fatta per ottenere la sua approvazione piuttosto che quella degli uomini; e puoi stare certo che la sua ricompensa varrà certamente di più di un semplice applauso.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo puoi scrivermi a [email protected] Aiutami a diffondere i pensieri di questo blog condividendo sui social newtworks. Grazie
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!