L’arroganza del peccatore Lettera di Giuda - Episodio 4

Condividi questo articolo su:
Questo articolo è la parte 4 di 10 nella serie Libro di Giuda

Naviga nella serie

«Certezza della pena

Guai a loro? Guai a noi!»


Novità! --Scarica "L'arroganza del peccatore" come un file PDF! --


Allo stesso modo Sodoma e Gomorra e le città vicine,
che si abbandonarono, come loro, alla fornicazione
e ai vizi contro natura, sono date come esempio,
portando la pena di un fuoco eterno.
Ciò nonostante, anche questi visionari
contaminano la carne nello stesso modo,
disprezzano l’autorità e parlano male delle dignità.
Invece, l’arcangelo Michele,
quando contendeva con il diavolo disputando per il corpo di Mosè,
non osò pronunziare contro di lui un giudizio ingiurioso,
ma disse: «Ti sgridi il Signore!»
Questi, invece, parlano in maniera oltraggiosa
di quello che ignorano, e si corrompono
in tutto ciò che sanno per istinto,
come bestie prive di ragione.

(Giuda 1:7-10 – La Bibbia)
Ascolta qui la versione audio del pensiero
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Serie completa pensieri sull’epistola di Giuda

Altre informazioni sulla lettera di Giuda sono disponibili in questa pagina “La lettera di Giuda“.

Se c’è una cosa che ho imparato sugli esseri umani è che normalmente essi tendono ad essere ottimisti circa le conseguenze del proprio peccato.

Anche Eva ed Adamo diedero ascolto al serpente che prospettò un futuro roseo come conseguenza della loro disubbidienza (“sarete come Dio…” Ge 3:5). Tutti conosciamo invece quale fu il triste risultato.

Tutti pensano che il proprio caso sia diverso, che in qualche modo ne usciranno bene e che Dio li aiuterà anche se non hanno alcuna intenzione di ubbidirgli. Il furto degli altri è sempre peggio, la fornicazione degli altri è sempre più grave, le bugie degli altri sono sempre meno bianche…

Quindi, nel leggere questi versi, non mi stupisco del fatto che gli esempi riportati nei versi precedenti (commentati nel pensiero “Certezza della pena”) in cui si evidenzia la giustizia di Dio e la certezza della pena per i ribelli, non impediscano ai personaggi a cui Giuda si sta riferendo di perseverare nella propria ribellione.

Nonostante il giudizio su Sodoma e Gomorra soprattutto per peccati legati alla sfera sessuale, ci viene detto che questi uomini dissoluti infiltrati nella chiesa (vedi v. 4), contaminano la propria carne nello stesso modo, disprezzando quindi l’autorità di Dio, ovvero negando Gesù Cristo come padrone della loro vita come si legge nel verso di Giuda 4. Infatti essi sostituiscono l’autorità di Dio con la propria autorità, giustificando il proprio peccato attraverso le proprie visioni. Ecco perché ironicamente vengono chiamati “visionari”. Invece di attenersi ai comandamenti di Dio preferiscono appellarsi a false rivelazioni. Anche se sanno che la scrittura li condanna, essi contaminano la carne proprio come Sodoma e Gomorra, sfidando il Signore. E’ proprio in questo atteggiamento arrogante che vediamo un disprezzo per l’autorità di Dio nella loro vita.

Anche oggi si incontrano spesso persone che, arrampicandosi sui vetri delle proprie visioni, sono in grado di giustificare qualunque peccato nella propria vita, sentendosi comunque molto spirituali e vicino a Dio. E in particolare, trovo piuttosto interessante che, per qualche ragione, anche nel mondo moderno, tra tanti peccati, proprio i peccati legati alla sfera sessuale sono quelli per i quali l’uomo riesce a trovare maggiori giustificazioni e a tranquillizzare la propria coscienza, anche tra coloro che dicono di credere in Dio.

Nel proprio peccato l’uomo è arrogante, segue le proprie visioni e tratta con sufficienza chi vorrebbe semplicemente ubbidire a Dio. Più pecca e più crede di avere una conoscenza che altri non potranno mai avere, si permette addirittura di parlare e giudicare cose che superano la propria comprensione, andando oltre la rivelazione di Dio. Giuda evidenzia questo aspetto quando dice che quelli che lui chiama infiltrati nella chiesa (v.4), parlano male delle dignità, letteralmente gli “esseri gloriosi”, ovvero gli esseri celesti, angelici. Costoro sono meno umili persino di un arcangelo come Michele che lasciò al Signore il giudizio nei confronti di Satana che contendeva per il corpo di Mosé (questo è un riferimento ad un testo extrabiblico chiamato “assunzione di Mosé”, la cui trattazione esula dalla natura breve di questi pensieri ma che potete approfondire altrove).

Questi visionari, maestri nello speculare su realtà spirituali di cui non hanno conoscenza e di cui dovrebbero quindi parlare con più cautela, vengono paragonati da Giuda a bestie prive di ragione che agiscono solo sulla base dell’istinto. La loro conoscenza non è spirituale, ma naturale, psichica. L’unico risultato delle loro speculazioni, del loro atteggiamento superficiale e blasfemo non è quindi la crescita spirituale ma la corruzione, ovvero la rovina, il degrado crescente nella loro vita.

Questi versi hanno trovato applicazione in ogni epoca e la nostra non fa eccezione. Non possiamo forse dire che anche oggi, tra i cristiani, si infiltrano continuamente dottrine estranee alla bibbia, teorie che tendono a giustificare il peccato e speculazioni per avvallare tali giustificazioni? Non possiamo forse dire che anche oggi molti, sotto un’apparente spiritualità, vanno dietro alle proprie visioni finendo con il distruggere la propria esistenza?

Di fronte a questo brano dovremmo quindi riflettere seriamente perché l’arroganza del peccatore che pensa di saperla più lunga anche di Dio, non impedirà a Dio di manifestare il suo giusto giudizio a tempo debito.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged , , .

One Comment

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!