Lavoro di squadra Libro di Daniele - Episodio 6

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Questo articolo è la parte 6 di 7 nella serie Libro di Daniele

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«Il Dio degli dèi

L’epilogo della storia»


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Daniele si presentò al re e gli chiese di dargli tempo; egli avrebbe fatto conoscere al re l’interpretazione del sogno.
Allora Daniele andò a casa sua e informò Anania, Misael e Azaria, suoi compagni, esortandoli a implorare la misericordia del Dio del cielo a proposito di questo segreto, affinché Daniele e i suoi compagni non fossero messi a morte con tutti gli altri saggi di Babilonia.
Allora il segreto fu rivelato a Daniele in una visione notturna ed egli benedisse il Dio del cielo dicendo: «Sia benedetto eternamente il nome di Dio perché a lui appartengono la saggezza e la forza. Egli alterna i tempi e le stagioni; depone i re e li innalza, dà la saggezza ai saggi e il sapere agli intelligenti. Egli svela le cose profonde e nascoste; conosce ciò che è nelle tenebre, e la luce abita con lui. O Dio dei miei padri, io ti lodo e ti ringrazio, perché mi hai dato saggezza e forza, e mi hai fatto conoscere quello che ti abbiamo domandato, rivelandoci il segreto che il re vuol conoscere».

(Daniele 2:16-23 – La bibbia)
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In una società in cui domina l’individualismo, siamo abituati a dare grande importanza al singolo, dimenticando che, anche se è normale che ci siano delle persone che hanno più visibilità di altre, normalmente le grandi imprese riescono proprio perché c’è un lavoro di squadra.

Questo è ben dimostrato anche da sport come il ciclismo dove la figura del gregario è di grande importanza. Il gregario ha proprio il compito di aiutare il corridore principale durante le corse. Senza gregari, anche il corridore più forte può avere difficoltà.
Anche se nella storia ci si ricorda soprattutto dei principali protagonisti, tutte le grandi imprese hanno un numero non indifferente di gregari.

Il caso di Daniele è emblematico. Tutti ci ricordiamo della fede di Daniele, del suo coraggio davanti al re, della rivelazione che Dio gli ha dato per interpretare i sogni. Ma in questo brano è importante notare che Daniele conosce l’importanza del lavoro di squadra, infatti egli prese tempo con il re con l’obiettivo di pregare e coinvolse i suoi tre compagni
“esortandoli a implorare la misericordia del Dio del cielo a proposito di questo segreto”.

Dio rivelò a Daniele l’interpretazione del sogno ma rispose alle preghiere sue e dei suoi compagni. Anche nella sua preghiera di ringraziamento, Daniele riconobbe la grandezza di Dio che ha risposto alla preghiera collettiva, non solo a lui. Lui parla infatti al singolare dicendo “io ti lodo, ti ringrazio, mi hai dato, mi hai fatto conoscere” ma utilizza poi il plurale quando dice “ti abbiamo domandato”, non dimenticandosi che la risposta di Dio è frutto di un lavoro di squadra.

Troppo spesso ci dimentichiamo che Dio ama il lavoro di squadra. Troppo spesso, amiamo innalzare i singoli e amiamo le imprese solitarie, dimenticandoci di condividere con gli altri il peso di ciò che facciamo, pregando insieme, ricordandoci che stiamo correndo tutti insieme, anche se ognuno ha ruoli diversi.

Nella mia vita anche quando mi sono trovato a dover affrontare delle cose in prima persona, è stato importante condividere con altri, sapere che c’era una squadra a sostenermi in preghiera.
Non servirebbe a niente essere un grande scalatore o un buon velocista se non sappiamo riconoscere l’importanza dei gregari. In tal caso, non vinceremmo mai una corsa.

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