Liberi o libertini?

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Perché, fratelli,
voi siete stati chiamati a libertà;
soltanto non fate della libertà
un’occasione per vivere secondo la carne,
ma per mezzo dell’amore
servite gli uni agli altri;
(Galati 5:13 -La Bibbia)

Infatti, in Cristo Gesù non ha valore
né la circoncisione né l’incirconcisione;
quello che vale
è la fede che opera
per mezzo dell’amore.
(Galati 5:6)

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Nella loro relazione con Dio gli uomini tendono ad andare da un’estremità all’altra. C’è chi rischia di diventare schiavo delle tradizioni umane, e di regole che Dio stesso non ha fissato (si legga a questo proposito “Dalla tradizione alla libertà“). All’estremo opposto troviamo chi, appellandosi alla libertà cristiana, crede di poter peccare finché vuole, tanto Dio ha provveduto il perdono in Cristo.

Entrambi gli estremi dimostrano un rapporto non corretto con Dio.

L’epistola ai Galati è una straordinaria dichiarazione di libertà con la quale viene ribadito che tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno per essere salvato è la fede in Cristo.

Però, tale libertà, già ai tempi dell’apostolo Paolo, rischiava di essere fraintesa. Infatti nelle sue epistole si nota diverse volte la necessità di fare alcune puntualizzazioni in proposito, proprio come nel verso che abbiamo appena letto.

La libertà cristiana non rende lecito qualunque tipo di comportamento. Il peccato rimane sempre peccato, e come tale va trattato. Siamo liberi, non libertini!

La persona che dicesse:”Cristo mi ha liberato e quindi sono libero di fare ciò che voglio, tanto Dio mi perdonerà!”, dimostrerebbe di non aver capito ciò che Cristo ha fatto per lui.

Infatti Cristo non ha fatto solo qualcosa per noi, ma ha fatto qualcosa in noi. È morto per i nostri peccati ma ci ha anche donato una vita nuova in modo che possiamo onorare Dio con la nostra vita. Paolo espresse questo pensiero nella medesima epistola con queste parole: “Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me. (Gal 2:20)”

Gesù Cristo ha dato la sua vita per tutti, Ebrei (circoncisi) o stranieri (incirconcisi). Tutti abbiamo la libertà di accostarci a Dio e di servirlo perché egli ha messo in noi il suo Spirito Santo che ci trasforma.

La fede in Cristo implica una trasformazione, un cambiamento. Una persona trasformata dall’incontro con il Signore non farà quindi della sua libertà una scusa per vivere nella disubbidienza, ma l’amore di Cristo in lui lo porterà ad utilizzare la sua libertà per servire Dio e il proprio prossimo. Il credente è caratterizzato da una fede che opera per mezzo dell’amore.

Il libertino è ancora schiavo, schiavo delle proprie passioni e indulgente con il peccato nella propria vita, ma l’uomo che è stato trasformato dall’incontro con Cristo, è stato reso libero di servire Dio. Anche quando dovesse cadere, non rimarrà a a terra , ma si rialzerà e proseguirà il suo cammino con Dio con il desiderio di onorarlo sempre di più.

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