L’incontro che cambia la vita Atti degli apostoli - Episodio 25

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Questo articolo è la parte 25 di 38 nella serie Atti degli apostoli

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«Va’ dove ti porta lo Spirito

Il persecutore perseguitato»


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Saulo, sempre spirante minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote, e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato dei seguaci della Via, uomini e donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.
E durante il viaggio, mentre si avvicinava a Damasco, avvenne che, d’improvviso, sfolgorò intorno a lui una luce dal cielo e, caduto in terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» Egli domandò: «Chi sei, Signore?» E il Signore: «Io sono Gesù, che tu perseguiti. Àlzati, entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il viaggio con lui rimasero stupiti, perché udivano la voce, ma non vedevano nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla; e quelli, conducendolo per mano, lo portarono a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.
Or a Damasco c’era un discepolo di nome Anania; e il Signore gli disse in visione: «Anania!» Egli rispose: «Eccomi, Signore». E il Signore a lui: «Àlzati, va’ nella strada chiamata Diritta, e cerca in casa di Giuda uno di Tarso chiamato Saulo; poiché ecco, egli è in preghiera, e ha visto in visione un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista». Ma Anania rispose: «Signore, ho sentito dire da molti di quest’uomo quanto male abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. E qui ha ricevuto autorità dai capi dei sacerdoti per incatenare tutti coloro che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai popoli, ai re, e ai figli d’Israele; perché io gli mostrerò quanto debba soffrire per il mio nome».
Allora Anania andò, entrò in quella casa, gli impose le mani e disse: «Fratello Saulo, il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada per la quale venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la vista e sia riempito di Spirito Santo». In quell’istante gli caddero dagli occhi come delle squame, e ricuperò la vista; poi, alzatosi, fu battezzato. E, dopo aver preso cibo, gli ritornarono le forze.

(Atti 9:1-19 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

Non ci sono dubbi: l’incontro con Gesù cambia la vita.

Chiedetelo a Saulo.

Il giovane Saulo aveva assistito alla lapidazione di Stefano e aveva approvato la sua morte (At 7:58, 8:1). Da quel momento in poi aveva sposato in pieno la causa che aveva portato alla persecuzione contro i discepoli di Gesù. Egli era convinto di servire Dio
cercando di impedire l’espansione di quello che fino a quel momento era stato un movimento interno all’ebraismo conosciuto come “la Via”.

A partire dalla lapidazione di Stefano, le autorità giudaiche erano diventate intolleranti nei confronti dei seguaci della Via considerati blasfemi, anche se le accuse mosse nei loro confronti, come sappiamo, erano false.

Saulo aveva uno zelo particolare contro i discepoli del Signore Gesù, al punto che prese l’iniziativa per ottenere l’approvazione del sommo sacerdote per perseguire i discepoli di Gesù fin nelle sinagoghe di Damasco. Evidentemente Saulo era davvero convinto che i discepoli di Gesù fossero pericolosi e nocivi per la fede giudaica. Quel Gesù di Nazaret, che dal suo punto di vista era un falso Messia, sembrava aver fatto più danni da morto che da vivo e Saulo si sentiva chiamato a combatterlo con tutte le sue forze.

Ma Saulo ignorava una cosa importante: quel Gesù era davvero il Messia promesso ad Israele e, soprattutto, quel Gesù, benché fosse stato crocifisso, era risuscitato ed era vivo.

«Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» La domanda di Gesù esprime tristezza per la condizione di Saulo. È come se Gesù stesse esortando Saulo a riflettere sul suo comportamento… Perché ti comporti così Saulo? Perché proprio tu che sei un ebreo così osservante ti stai mettendo contro il tuo Messia? Cosa stai combinando Saulo?

Saulo comprese di avere a che fare con una persona potente, in grado di accecarlo con quella luce improvvisa e in grado di farlo cadere a terra. Non era un frutto della sua immaginazione, ma era tutto così reale! Si rivolse quindi a Gesù con un certo timore, esprimendo rispetto e chiamandolo “signore”. Saulo non poteva immaginare quanto quell’espressione potesse essere appropriata, infatti il Signore Gesù, nel presentarsi a lui, impartì subito degli ordini come fa un superiore con colui che gli è sottoposto.

Saulo ubbidì e la temporanea cecità causata dalla fortissima luce durò per diversi giorni a conferma dell’autenticità di quell’incontro. Evidentemente Il Signore Gesù aveva usato quel modo traumatico per entrare nella vita di Saulo proprio per convincerlo della genuinità della sua esperienza. Privato della vista, Saulo ebbe certamente modo di riflettere in quei giorni mentre digiunava e pregava, cercando di capire cosa sarebbe accaduto…

Dovettero essere momenti angoscianti per Saulo e possiamo immaginarlo mentre rifletteva su quell’incontro e si domandava come fosse possibile che Gesù fosse davvero il Messia… Allora Stefano aveva ragione! Ecco perché Stefano aveva accettato addirittura la morte pur di onorare Gesù! E Lui, Saulo, lo aveva invece perseguitato, facendo del male ai suoi discepoli. Povero lui! Cosa gli sarebbe accaduto?

Gesù gli aveva detto di entrare in città e attendere che gli fosse detto ciò che doveva fare, ma erano già passati tre giorni in cui lui aveva digiunato e pregato senza che accadesse nulla…

Ma mentre Saulo digiunava e pregava, il Signore Gesù gli aveva rivelato che un certo Anania sarebbe andato a trovarlo e gli avrebbe imposto le mani, dopodiché egli avrebbe recuperato la vista. Il Signore avrebbe potuto agire diversamente, non aveva certo bisogno di un uomo per aprire gli occhi di Saulo, ma dobbiamo considerare che l’arrivo di Anania presso Saulo sarebbe stata un’ulteriore conferma per Saulo della genuinità delle rivelazioni ricevute. Così Saulo non poteva fare altro che aspettare per vedere cosa sarebbe accaduto.

Nel frattempo, nella medesima città di Damasco, c’era un altro uomo che ricevette una visione da parte di Dio. Infatti il Signore doveva anche convincere Anania ad andare da Paolo! Non era così semplice, infatti Anania era un po’ perplesso considerando ciò che aveva sentito sul conto di Saulo e probabilmente qualunque altro discepolo avrebbe nutrito le stesse perplessità. Ma il Signore aveva scelto la persona giusta, infatti è evidente che Anania avesse un rapporto con Dio molto intenso che gli permise di distinguere bene la voce di Dio. Egli non si lasciò quindi condizionare dalle sue perplessità ma, per quanto dovesse sembrargli incredibile, credette alla rivelazione secondo cui il Signore Gesù aveva scelto Saulo per essere uno strumento che avrebbe annunciato il suo nome ai popoli, ai re e ai figli d’Israele. Così Anania ubbidì a Dio e fece esattamente ciò che il Signore gli aveva comandato di fare.

Quando Anania visitò Saulo, le cose andarono esattamente come il Signore aveva rivelato ad entrambi. Dopo aver recuperato la vista ed essere stato battezzato, Saulo riprese a mangiare e recuperò le forze. Ciò che fino a qualche giorno prima sarebbe sembrato impossibile, era divenuto realtà: colui che aveva perseguitato violentemente i discepoli di Gesù, aveva accettato di essere battezzato nel nome di quel medesimo Gesù! Da quel momento in poi Saulo non sarebbe più stato lo stesso, infatti l’incontro con Gesù avrebbe cambiato completamente la sua vita ed egli addirittura avrebbe sofferto per onorare quel Gesù che fino a quel momento aveva perseguitato.

Può sembrare strano… A qualcuno potrebbe sembrare addirittura una favola. Eppure ancora oggi l’incontro con Gesù cambia la vita di migliaia di persone ogni giorno.

Quante persone erano scettiche e lontane da Dio eppure ad un certo punto della loro vita hanno deciso di credere e di seguire Gesù? Io ne conosco tante. Il Signore è in grado di penetrare anche nel cuore che sembra più ostinato.

Forse anche tu sei scettico in questo momento… Se è così, ti auguro di sperimentare al più presto l’incontro con Gesù, l’incontro che cambia la vita.

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