Lo scopo dell’uomo


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«Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso,
essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d’uomo;
e non è servito dalle mani dell’uomo, come se avesse bisogno di qualcosa;
lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa.
Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini
perché abitino su tutta la faccia della terra,
avendo determinato le epoche loro assegnate,
e i confini della loro abitazione,
affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni,
benché egli non sia lontano da ciascuno di noi.
Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo,
come anche alcuni vostri poeti hanno detto:
“Poiché siamo anche sua discendenza”.
Essendo dunque discendenza di Dio,
non dobbiamo credere che la divinità sia simile a oro,
ad argento, o a pietra scolpita dall’arte e dall’immaginazione umana.

(Atti 17:24-29 – La Bibbia)
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L’uomo ha sempre sentito il bisogno di dare delle spiegazioni alla propria esistenza su questa terra e al proprio rapporto con la natura che lo circonda.

Nella loro ricerca gli uomini hanno dato le risposte più varie a questi quesiti e sono fiorite nella storia dell’umanità ogni genere di religioni e filosofie.

Al tempo dell’apostolo Paolo era frequente incontrare persone che avevano molti idoli, come accadeva ad Atene.

L’uomo moderno, molto più avanzato, si fa beffe degli uomini del passato che avevano simili credenze perché egli crede di non aver più bisogno di alcun dio e di essere in grado di spiegare ogni cosa, comprese le proprie origini, con la ragione. Ma al momento rimangono ancora tanti interrogativi a cui la ragione non ha saputo rispondere.

Che creda in tanti déi od in nessun dio, una cosa accomuna l’uomo del passato con l’uomo moderno: non conosce l’unico vero Dio.

L’apostolo Paolo dovette attirare l’attenzione degli ateniesi sul fatto che l’unico vero Dio è colui che ha creato ogni cosa e non assomiglia per nulla agli déi inventati dall’uomo.

Gli ateniesi erano abituati agli déi dell’Olimpo che essi immaginavano molto simili agli uomini. Erano déi capricciosi e dispettosi che gli uomini dovevano ingraziarsi in qualche modo.

Il Dio rivelato nella bibbia è invece il creatore di ogni cosa e non ha bisogno che l’uomo gli costruisca delle case o lo tenga buono con delle offerte. Anzi, è Lui che ha donato ogni cosa all’uomo. Gli ha dato la vita e gli ha dato un pianeta in cui vivere. Inoltre, come Paolo sottolineò, non si tratta di una divinità locale ma di un Dio che governa tutte le nazioni e al quale tutti gli uomini devono rispondere.

E qual’è lo scopo dell’uomo? Cercare Dio e conoscerlo. In questo modo l’uomo non fa un favore a Dio ma fa un favore a sé stesso perché solo in Dio la vita dell’uomo trova un senso.

Perché l’uomo deve cercare? Il peccato ha creato una barriera tra Dio e l’uomo, la comunione spirituale tra Creatore e creatura si è interrotta. L’uomo, se Dio non si fosse rivelato, avrebbe continuato a brancolare nel buio. Come disse Paolo, senza la luce della rivelazione divina, l’uomo cerca Dio “come a tastoni”.

La creazione, infatti, in qualche modo finge da rivelazione naturale, mostrando all’uomo che esiste un Creatore, ma come dimostra il fiorire di teorie alternative alla creazione, tale rivelazione non è sufficiente.

Dio è vicino a noi e si rivela ma è come se i nostri occhi non vedessero e le nostre orecchie non sentissero. Infatti l’apostolo Paolo cercò di spiegare ai suoi interlocutori che la nostra stessa vita è piena di testimonianze inerenti Dio perché “in lui viviamo, ci muoviamo e siamo”.

Paolo mostrò grande intelligenza nell’utilizzare anche concetti presenti negli scritti di poeti e filosofi greci per favorire la riflessione sfruttando una base comune. Ad esempio, citò il poeta Arato (v.28: come anche alcuni vostri poeti hanno detto: “Poiché siamo anche sua discendenza”) e nei suoi ragionamenti si trovano tracce di pensieri che si ritrovano nelle opere di Euripide, Plutarco e Seneca.

Proprio perché l’uomo è stato creato da Dio a sua immagine, è evidente che Dio deve essere una persona con cui ci si può relazionare, non una statua fatta di oro od argento. Questa è la conclusione a cui Paolo portò i suoi ascoltatori. Su questo punto deve riflettere anche l’uomo moderno, prima di rifiutare Dio: Se Dio esiste e ci ha creati deve essere possibile avere una relazione con Lui.

Infatti Dio vuole avere una relazione con noi. Per questo oltre alla rivelazione naturale ha scelto Israele per farlo luce delle nazioni, affidandogli la sua rivelazione e questa è giunta fino a noi attraverso le pagine della bibbia. Inoltre, proprio da Israele, è venuta la luce per eccellenza, Gesù Cristo.

Come l’apostolo Paolo in questo brano, ti dico che lo scopo dell’uomo è proprio quello di cercare Dio e conoscerlo.

Dio non è visibile ai tuoi occhi eppure non è lontano da te.

Egli si è rivelato nella bibbia e ha dato suo figlio come prezzo di riscatto per i tuoi peccati. Cerca Dio. Cercalo adesso. Lascia che la sua luce ti illumini.

Gesù ha detto che “chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa”. Dio risponderà alla richiesta di un cuore sincero che lo cerca.

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