Lo Spirito che fa la differenza Lettera di Giuda - Episodio 8

Questo articolo è la parte 8 di 10 nella serie Libro di Giuda

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«Dominati dalle passioni

Strappali dal fuoco!»


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Essi sono quelli che provocano le divisioni,
gente sensuale, che non ha lo Spirito.
Ma voi, carissimi, edificando voi stessi nella vostra santissima fede,
pregando mediante lo Spirito Santo,
conservatevi nell’amore di Dio,
aspettando la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo,
a vita eterna.

(Giuda 1:19-21 – La Bibbia)

Voi però non siete nella carne ma nello Spirito,
se lo Spirito di Dio abita veramente in voi.
Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo,
egli non appartiene a lui.

(Romani 8:9)
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Serie completa pensieri sull’epistola di Giuda

Altre informazioni sulla lettera di Giuda sono disponibili in questa pagina “La lettera di Giuda“.

Molte religioni pretendono di ricondursi in qualche modo a Cristo e tante denominazioni diverse sono sorte in seno allo stesso cristianesimo. Questo genera confusione nelle persone che si chiedono quale sia la denominazione giusta… Qualcuno potrebbe essere sorpreso, ma nella bibbia non troviamo una risposta a questa domanda perché non è la domanda corretta. Infatti, la domanda corretta da porsi è: “In quale modo posso relazionarmi con Dio, il mio Creatore?”. A questa domanda la bibbia risponde in maniera chiara ed esaustiva.

Come può l’uomo peccatore essere riconciliato con il suo Creatore ed entrare nel suo regno? Come Gesù disse a Nicodemo, se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio (Gv 3:3). È necessario nascere di nuovo ovvero nascere di Spirito (Gv 3:8) per fare parte del regno di Dio. È quindi lo Spirito che fa la differenza; è lo Spirito che fa di noi delle nuove creature, dei figli di Dio. D’altra parte anche l’altro brano che abbiamo letto nella lettera ai Romani afferma che “chi non ha lo Spirito di Cristo non appartiene a lui”.

Non si tratta quindi di stabilire qual’è la denominazione cristiana migliore ma preoccuparsi di appartenere a Dio, ovvero avere il suo Spirito.

Giuda, nel brano che abbiamo appena letto, distingue in maniera chiara tra coloro che egli nella prima parte dell’epistola aveva chiamato infiltrati, e la comunità dei credenti a cui sta scrivendo. Degli uni dice che non hanno lo Spirito, mentre gli altri li invita a pregare mediante lo Spirito Santo. È lo Spirito che fa la differenza.

Gli infiltrati stavano dimostrando con il loro comportamento che non avevano lo Spirito. Egli infatti li definisce sensuali, utilizzando una parola derivata dal greco psukikos, che normalmente nel nuovo testamento è utilizzata per indicare l’uomo naturale, non rigenerato dallo Spirito di Dio, che ragiona secondo i criteri mondani, carnali, quindi non è in grado di valutare le cose di Dio perché vanno giudicate spiritualmente (vedi 1C 2:14). Per questo motivo egli non può fare altro che causare divisioni, non essendo in sintonia con la fede basata sulla bibbia.

Si noti che talvolta anche due persone che sono entrambe nate di nuovo possono dividersi perché hanno modi diversi di vedere le cose, ma qui Giuda si sta chiaramente riferendo a fratture gravi che vanno a minare i fondamenti della fede proprio perché causati da persone che non hanno lo Spirito.

Coloro a cui Giuda scrive sono invitati a pregare “mediante lo Spirito Santo”, quindi hanno una relazione con lo Spirito Santo. Nonostante tutti gli avvertimenti presenti nell’epistola, Giuda sa che coloro che hanno lo Spirito di Dio in loro continueranno a costruire le loro vite sulla base della loro santissima fede, bellissima espressione che fa pensare a quanto sia speciale la fede trasmessa una volta per sempre (vedi Giuda 3) basata sull’insegnamento apostolico che avevano ricevuto. Giuda sa che i veri discepoli cresceranno nella loro comunione con Dio e l’amore di Dio li conserverà in vista del ritorno di Gesù Cristo, la manifestazione finale della misericordia di Dio che li proietterà verso la vita eterna.

Ci sono certamente tante distinzioni, tante dottrine che differenziano anche i cristiani e ci portano talvolta a giudicarci gli uni gli altri. Sicuramente nessuno di noi avrà l’ultima parola nell’interpretazione di ogni singolo testo biblico ma ciò che conta davvero è l’opera di Dio nell’uomo, la rigenerazione che lo Spirito di Dio opera nell’uomo. La distinzione che Giuda opera è molto chiara, tra coloro che non hanno lo Spirito e coloro che invece possono riposare nell’amore di Dio con lo Spirito Santo che conferma il loro stato di figli di Dio (Romani 8:16). Lo ripeto: è lo Spirito che fa la differenza.

Come dicevamo, la domanda corretta che dobbiamo farci è “in quale modo possiamo relazionarci con Dio?”. La bibbia ci dice che solo in Gesù Cristo possiamo avere una relazione con Dio (Gv 14:6). Dobbiamo quindi convertirci, cambiare strada riconoscendo che Gesù Cristo è Salvatore (egli ha dato la sua vita al nostro posto) e Signore della nostra vita (egli è Colui al quale ora vogliamo ubbidire). In Gesù Cristo possiamo essere riconciliati con Dio, possiamo essere rigenerati da Lui attraverso il suo Spirito Santo e possiamo camminare quindi guidati dal medesimo Spirito per vivere una vita nuova.

Se questo è il percorso che stiamo facendo, non dobbiamo temere nulla. Proseguiamo il cammino, edificando noi stessi nella nostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo, conservandoci nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo,
a vita eterna.

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