La luce del mondo Evangelo di Giovanni - Episodio 34

Questo articolo è la parte 34 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

Naviga nella serie

«Scaglia la prima pietra

Se non credete in me»


Novità! --Scarica "La luce del mondo" come un file PDF! --


Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
Allora i farisei gli dissero: «Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado; ma voi non sapete da dove io vengo né dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. Anche se giudico, il mio giudizio è veritiero, perché non sono solo, ma sono io con il Padre che mi ha mandato. D’altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è vera. Or sono io a testimoniare di me stesso, e anche il Padre che mi ha mandato testimonia di me». Essi perciò gli dissero: «Dov’è tuo Padre?» Gesù rispose: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». Queste parole disse Gesù nella sala del tesoro, insegnando nel tempio; e nessuno lo arrestò, perché l’ora sua non era ancora venuta.

(Giovanni 8:12-20 – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

indice-giovanni

La tradizione ebraica riporta che durante la festa delle capanne (detta anche dei tabernacoli), il tempio veniva illuminato in maniera particolare. C’erano dei candelabri molto grandi che venivano posti all’interno del tempio. Erano candelabri che venivano alimentati ad olio, alti circa 20 metri, quindi possiamo immaginare quale luce facessero! Rendevano il tempio illuminato e ben visibile anche da lontano, anche perché il tempio era in una zona elevata della città.

Tutto ciò, insieme ai canti, alle preghiere di riconoscenza, alla lode al Signore per il raccolto contribuiva all’atmosfera gioiosa che caratterizzava la festa.

Vari brani delle scritture associavano Dio alla luce e alla restaurazione di Israele nell’era in cui il suo Messia l’avrebbe visitata. Si pensi ad esempio al bellissimo brano di Isaia 60:1-3:

Sorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria del SIGNORE è spuntata sopra di te!
Infatti, ecco, le tenebre coprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli;
ma su di te sorge il SIGNORE e la sua gloria appare su di te.
Le nazioni cammineranno alla tua luce, i re allo splendore della tua aurora.

Il tempio illuminato contribuiva quindi a ricordare alle persone la presenza di Dio in mezzo al popolo proprio nel tempio, nel luogo in cui Egli aveva garantito che avrebbe abitato in mezzo a loro ed anche la futura restaurazione ai tempi del Messia in cui il Signore sarebbe ancora stato in mezzo a loro in maniera evidente.

Non ci stupisce quindi che Gesù, approfittando di tale usanza, volle attirare ancora una volta l’attenzione su di sé. Quelle luci nel tempio, che ricordavano la presenza di Dio in mezzo a loro, diventavano poca cosa se confrontate alla presenza di Gesù stesso, l’Emanuele, che significa proprio “Dio con noi”! Egli era la luce del mondo, la luce della vita, ed era lì per tirarli fuori una volta per tutte dalle tenebre per farli godere in maniera continuativa della comunione con Dio. Essi avrebbero colto l’opportunità di essere illuminati davvero dalla sua luce o sarebbero rimasti nelle tenebre?

Purtroppo la risposta dei suoi immediati interlocutori non fu positiva. Essi lo accusarono di essere un bugiardo, di dire quelle cose di sé stesso senza alcuna prova a supporto. Ma era davvero così?

Egli non aveva bisogno della testimonianza di nessuno perché nella sua divinità egli conosceva e diceva solo la verità! Il suo giudizio poteva solo essere veritiero. Egli conosceva bene la sua provenienza celeste e il suo destino quando sarebbe tornato al Padre. Essi invece continuavano a valutare le cose solo da un punto di vista umano e stavano trascurando tutti i segni che il Padre aveva fatto attraverso Gesù proprio per testimoniare di Lui. La testimonianza del Padre e quella del Figlio coincidevano e questo doveva servire a quegli uomini a comprendere che Gesù stava dicendo la verità.

I loro occhi erano chiusi di fronte a tutti i segni che Gesù aveva fatto e, nella loro cecità spirituale, dimostrarono di non aver capito ciò di cui Gesù stava parlando. Chiesero infatti: «Dov’è tuo Padre?». Dimostrarono quindi che essi stavano indurendo i loro cuori di fronte ai segni piuttosto che accoglierli come una testimonianza di Dio del fatto che Gesù era il Messia. Il loro atteggiamento verso Gesù evidenziava che non avevano un rapporto con il Padre: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».

Nonostante la loro opposizione, anche questa volta nessuno lo arrestò, perché non era ancora il momento stabilito da Dio, l’ora sua non era ancora venuta.

Gesù è la luce del mondo. Egli solo può dare un senso alle nostre vite, illuminando il nostro cammino e facendoci vedere che c’è di più oltre le tenebre in cui viviamo. C’è una vita eterna che egli vuole donare a tutti coloro che confidano in lui. Il Padre aveva testimoniato di lui attraverso i segni che Gesù aveva fatto, eppure molti lo avevano rifiutato. E tu cosa farai? Rimarrai nelle tenebre o accoglierai la luce nella tua vita?

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
Posted in Pensieri and tagged , , .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!