Memoria corta


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Poi Giosuè, figlio di Nun e servo del SIGNORE,
morì all’età di centodieci anni
e fu sepolto nel territorio che gli era toccato a Timnat-Cheres,
nella regione montuosa di Efraim, a nord della montagna di Gaas.
Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri;
poi, dopo quella, vi fu un’altra generazione che non conosceva il SIGNORE,
né le opere che egli aveva compiute in favore d’Israele.
I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE
e servirono gli idoli di Baal;
abbandonarono il SIGNORE, il Dio dei loro padri,
che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto,
e andarono dietro ad altri dèi,
fra gli dèi dei popoli che li attorniavano;
si prostrarono davanti a essi
e provocarono l’ira del SIGNORE;
abbandonarono il SIGNORE
e servirono Baal e gli idoli di Astarte.

(Giudici 2:8-13 – La Bibbia)

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Spesso abbiamo la memoria troppo corta.

Quante volte abbiamo avuto dei benefici nella nostra vita e poi dopo un po’ ce ne siamo dimenticati, non mostrando riconoscenza verso chi ce li ha elargiti?

Quando leggo questi versi nel libro dei Giudici, rimango sbalordito. Il grande condottiero Giosuè aveva portato a compimento ciò che Mosé aveva cominciato, portando il popolo di Israele nella terra di Canaan, la terra promessa ad Abramo. La generazione di Giosuè aveva sperimentato grandi vittorie. Si pensi ad esempio alla famosa caduta di Gerico in cui Dio intervenne in maniera soprannaturale. Chiunque fosse stato spettatore di un evento simile avrebbe dovuto rimanere impressionato per tutta la sua vita e non avrebbe dovuto mai smettere di parlarne.

Quella generazione aveva visto l’opera di Dio quotidianamente, eppure non erano riusciti a trasmettere neanche alla generazione seguente le “opere che egli aveva compiute in favore d’Israele”. Infatti la generazione seguente non conosceva il Signore e addirittura cominciò a servire gli idoli locali, facendo ciò che è male agli occhi di Dio.

Il brano sottolinea proprio ciò che Dio aveva fatto portando i loro padri fuori dal paese d’Egitto. Eppure loro lo avevano abbandonato per servire Baal e gli idoli di Astarte, provocando la sua ira.

Dopo essersi insediati in Canaan, avendo cominciato a costruire le proprie case e essersi arricchiti un po’, non era stato difficile dimenticare ciò che Dio aveva fatto nel passato, e tutto era parso scontato…

Non corriamo noi lo stesso rischio di quella generazione? Abbiamo anche noi la memoria corta?

È responsabilità di ogni generazione trasmettere alla successiva ciò che Dio ha fatto.  I nostri figli vedono nella nostra vita riconoscenza per ciò che Dio ha fatto o stiamo dando l’impressione che tutto sia scontato?

Ci stiamo davvero preoccupando di formare la prossima generazione di uomini e donne che amino il Signore o stiamo trasmettendo solo una religione vuota e senza cuore?  In un mondo sempre più lontano da Dio e sempre più disposto a lasciarsi guidare dal diavolo,  un mondo che va inesorabilmente verso la sua fine, è una responsabilità che dovremmo sentire molto forte nella nostra vita.

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