Due modi di vivere

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Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi,
che non si ferma nella via dei peccatori;
né si siede in compagnia degli schernitori;
ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE,
e su quella legge medita giorno e notte.
Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli,
il quale dà il suo frutto nella sua stagione,
e il cui fogliame non appassisce;
e tutto quello che fa, prospererà.
Non così gli empi; anzi son come pula che il vento disperde.
Perciò gli empi non reggeranno davanti al giudizio,
né i peccatori nell’assemblea dei giusti.
Poiché il SIGNORE conosce la via dei giusti,
ma la via degli empi conduce alla rovina.

(Salmo 1:1-6)
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L’acqua è fondamentale per l’agricoltura. La siccità può causare gravi danni e causare penuria di raccolto. Un albero piantato in una zona dove non piove e il terreno è povero non produrrà frutto, si indebolirà e sarà attaccato più facilmente da malattie e parassiti che ne causeranno la morte.

Il libro dei salmi si apre con questo salmo che presenta due modi di vivere.

Il primo modo di vivere è quello di coloro che confidano in Dio, paragonati proprio ad un albero piantato in un luogo dove c’è abbondanza di acqua. Non avrà problemi a produrre frutto e le sue foglie saranno sempre verdi. Essi sono caratterizzati dal fatto che non danno retta al pensiero dominante, quello degli empi, non lasciano che il peccato domini su di loro, non si dilettano nella compagnia di chi disprezza Dio. Essi trovano la loro gioia nella parola di Dio, avendola costantemente (giorno e notte) come punto di riferimento per la propria vita. È proprio la parola di Dio l’acqua che rende tali alberi rigogliosi.

Gli empi, ovvero coloro che non sono devoti a Dio, non hanno alcun rapporto con Lui, sono paragonati invece alla pula. Cos’è la pula? È in sostanza il guscio che racchiude i chicchi di cereali come riso, farro, frumento. È quindi la parte del cereale che viene buttata via. Il metodo tradizionale per separare il grano dalla pula prevedeva l’utilizzo di tridente e pala e poi il vaglio attraverso il setaccio. Essendo la pula leggera, era la parte che il vento portava via durante la movimentazione con il tridente e la pala. L’immagine che deriva da questo salmo è proprio la futilità della vita dell’empio che viene spazzato via dal giudizio di Dio proprio come il vento porta via la pula.

Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte all’affermazione inerente il giusto, colui che trova il suo diletto nell’ubbidire alla parola di Dio, secondo cui “tutto quello che fa, prospererà”. Infatti è facile osservare che anche coloro che sono fedeli a Dio attraversano momenti di difficoltà e sofferenza, d’altra parte ci sono molti empi che non hanno alcun rispetto per Dio eppure le cose sembrano andare sempre bene per loro. Ma in questo salmo, come nel resto della scrittura, la prospettiva è quella di Dio che vede le cose nella sua globalità, dal punto di vista dell’eternità. In questo senso occorre riflettere sul fatto che la pula viene distaccata dal grano solo dopo il raccolto. Allo stesso modo solo quando Dio giudicherà gli uomini, gli empi non potranno restare nell’assemblea dei giusti perché i due gruppi avranno un destino diverso.

Ricordiamoci inoltre che la prosperità non si misura solo in termini economici o di salute, ma in termini di salute dell’anima. Ho incontrato tanti credenti che avevano un ottimo rapporto con Dio e che, anche nei momenti più bui e difficili della loro vita, continuavano a portare frutto come alberi vicino all’acqua mentre Dio li rendeva sempre più completi e pronti in vista dell’eternità. Sono proprio questi gli esempi che voglio tenere davanti ai miei occhi nel mio cammino cristiano.

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