Muratori a mano armata Episodio 10 - Libro di Neemia

Condividi questo articolo su:
Questo articolo è la parte 10 di 31 nella serie Libro di Neemia

Naviga nella serie

«Problemi e opportunità

Ingiustizia sociale»


Novità! --Scarica "Muratori a mano armata" come un file PDF! --


Ma quando Samballat, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdodei udirono che la riparazione delle mura di Gerusalemme progrediva, e che le brecce cominciavano a chiudersi, si indignarono moltissimo, e tutti quanti assieme si accordarono di venire ad attaccare Gerusalemme e a crearvi del disordine.
Allora noi pregammo il nostro Dio e mettemmo delle sentinelle di giorno e di notte per difenderci dai loro attacchi. Quelli di Giuda dicevano: “Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!” I nostri avversari dicevano: “Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori”. I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano. Allora io disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi, nelle parti più basse del posto, dietro le mura, allo scoperto. Dopo aver bene esaminato ogni cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: “Non li temete! Ricordatevi del Signore, grande e tremendo. Combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e le vostre case!”
Quando i nostri nemici si accorsero che eravamo al corrente dei loro piani, Dio rese vano il loro progetto, e noi tutti tornammo alle mura, ognuno al suo lavoro.
Da quel giorno, la metà dei miei giovani lavorava, e l’altra metà stava armata di lance, di scudi, di archi e di corazze; e i capi stavano dietro a tutto il popolo di Giuda. Quelli che costruivano le mura e quelli che portavano o caricavano i pesi, con una mano lavoravano, e con l’altra tenevano la loro arma. E ognuno dei costruttori, durante il lavoro, portava la spada cinta ai fianchi. Il trombettiere stava accanto a me. Io dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: “L’opera è grande ed estesa, e noi siamo sparsi sulle mura, e distanti l’uno dall’altro. Dovunque udrete il suono della tromba, là radunatevi con noi; il nostro Dio combatterà per noi”. Così continuavamo i lavori, mentre la metà impugnava la lancia, dallo spuntar del giorno all’apparire delle stelle. Allo stesso tempo io dissi al popolo: “Ciascuno di voi con i suoi servi passi la notte a Gerusalemme, per far la guardia con noi durante la notte e riprendere il lavoro di giorno”. Io poi, i miei fratelli, i miei giovani e gli uomini di guardia che mi seguivano, non ci spogliavamo; ognuno teneva le armi a portata di mano.

(Ne 4:7-23 – La Bibbia)
Ascolta audio mp3
Esegui
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 4
Neemia 4:1-6 Problemi e opportunità
Neemia 4:7-23 Muratori a mano armata
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Dopo l’opposizione verbale, i nemici di Neemia tentarono di fermare il lavoro anche con l’opposizione fisica.

Visto che Neemia e il suo popolo stavano progredendo nel lavoro, i nemici pensarono di attaccare Gerusalemme per creare disordine ed intimidire i Giudei. Tuttavia non riuscirono nel loro intento grazie anche alle numerose denunce che sventarono il loro piano annullando l’effetto sorpresa. Neemia e il popolo si prepararono infatti a difendersi.

L’opera di Neemia, anche in questo caso, continuò ad essere caratterizzata dalla preghiera che precede sempre l’azione (v.9), infatti Neemia e i suoi collaboratori pregarono prima di decidere come organizzare la difesa. Neemia continuò a mantenere un atteggiamento di grande fiducia in Dio (“il nostro Dio combatterà per noi”).

Mi ha colpito il fatto che non solo metà dei giovani lavoravano e l’altra metà era pronta a difendere con le armi ma, anche quelli che costruivano le mura, con una mano lavoravano e con l’altra tenevano la loro arma. Insomma erano lavoratori e combattenti allo stesso momento, muratori a mano armata!

È proprio questa la cosa che colpisce di più di questo brano. Essi riuscirono ad organizzare la difesa senza interrompere i lavori. Infatti se si fossero fermati per difendersi, avrebbero fatto il gioco dei loro avversari, d’altra parte se non si fossero preparati a difendersi, sarebbero stati vulnerabili e le conseguenze sarebbero state ancora più gravi.

Spesso ci lasciamo immobilizzare dai problemi. ci blocchiamo e spendiamo tutte le nostre energie nel tentare di rimuovere ogni ostacolo, rispondere ad ogni critica, appianare ogni divergenza.

Da Neemia, in questo brano, impariamo ad avere il giusto equilibrio. Egli non ha speso tutte le proprie risorse per la difesa ma ha continuato a costruire, senza sottovalutare il pericolo reale. Dobbiamo continuare a costruire. Non possiamo spendere tutte le nostre energie per difenderci e risolvere i problemi ma dobbiamo continuare la nostra opera nonostante i problemi!

A volte invece cadiamo nell’eccesso opposto, ovvero continuiamo a lavorare a testa bassa incuranti di ciò che accade intorno, rischiando di trascurare problemi che poi potrebbero aggravarsi e generare difficoltà ancora maggiori. Il pericolo di sottovalutare i problemi, minimizzarli troppo, credere che le cose si risolvano da sole, è un pericolo sempre in agguato. Il risultato potrebbe essere quello che tutta la nostra opera risulti poi vanificata dalle conseguenze dei problemi non risolti.

Insomma non dobbiamo lasciare che un sassolino sulla strada diventi un masso insormontabile ma neanche possiamo fare finta che la strada sia liscia. L’opera del Signore non deve fermarsi nonostante i problemi. Dobbiamo affrontare i problemi continuando a costruire. Per fare questo abbiamo bisogno di chiedere a Dio che ci doni tutta la saggezza di cui abbiamo bisogno, dipendendo da Lui proprio come faceva Neemia.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged , , .

2 Comments

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!