Nel mondo ma non del mondo Evangelo di Giovanni - Episodio 66

Condividi questo articolo su:
Questo articolo è la parte 66 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

Naviga nella serie

«Ritorno alla gloria

Affinché il mondo creda»


Novità! --Scarica "Nel mondo ma non del mondo" come un file PDF! --


Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te; poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi; e tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro.
Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi.
Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta.
Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella verità: la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità.

(Giovanni 17:6-19 – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

indice-giovanni

Gesù aveva dedicato molto tempo ad istruire i suoi discepoli prima della croce, preparandoli ad affrontare ciò che stava per accadere. Ma l’istruzione non era sufficiente. Egli sapeva che essi avrebbero avuto bisogno della guida e della protezione del Padre. Per questo motivo, pregò per loro.

In se stesso, egli aveva manifestato loro il “nome” di Dio, ovvero la persona, il carattere, gli attributi, la potenza, l’autorità di Dio e la sua parola. Essi avevano dimostrato di appartenere a Dio, di avere una relazione con il Padre, avendo riconosciuto Gesù come inviato dal Padre e avendo ricevuto le parole di Gesù come parola di Dio. Coloro che appartenevano al Padre, appartenevano anche al Figlio e avevano riconosciuto il Figlio.

Gesù era stato con loro e li aveva protetti, tenendo il gruppo unito. C’erano stati momenti difficili in cui molti altri si erano allontanati da lui (vedi Gv 6:66), ma coloro che egli aveva scelto per essere suoi apostoli, coloro che il Padre gli aveva dato per quel compito, erano rimasti con lui fino a quel momento. Tra quei dodici, solo Giuda si era allontanato e stava per tradirlo, ma questo faceva parte del piano di Dio (Vedi Gv 13:18, Salmo 41:9).

Ora Gesù stava per tornare al Padre e li avrebbe lasciati con il compito di dare un seguito alla sua opera nel mondo, onorandolo e glorificandolo con la loro testimonianza, essendo i mezzi attraverso i quali tanti altri sarebbero giunti alla conoscenza di Dio. Per loro ci sarebbero state tentazioni e persecuzioni, quindi avrebbero avuto bisogno della protezione e della guida di Dio, e il Padre avrebbe certamente protetto i suoi.

Il mondo, inteso come sistema che si oppone a Dio, influenzato da Satana (1Gv 5:19) era infatti ostile a Gesù e sarebbe stato ostile anche nei confronti dei discepoli. Essi infatti non avevano la mentalità del mondo, come Gesù essi erano nel mondo ma non del mondo e per questo il mondo li avrebbe odiati. La storia ci insegna che infatti i cristiani furono perseguitati già nei primi decenni dopo la morte e la risurrezione di Gesù e tale persecuzione in varie forme continua ancora fino ai giorni nostri.

Il maligno li avrebbe tentati e perseguitati ma Dio li avrebbe protetti attraverso la sua parola e l’opera dello Spirito Santo in loro. Essi avrebbero continuato a perseverare nella parola di Dio e quella medesima parola avrebbe compiuto la sua opera in loro potenziandoli e preparandoli al compito che Gesù stava dando loro.
Essi sarebbero stati persone speciali, sante, ovvero messe a parte dal resto del mondo, nel mondo ma non del mondo appunto, per rendergli testimonianza. Sarebbe stata la verità, la parola di Dio a santificarli, a consacrarli, a renderli adatti per quel servizio speciale.

Come Il Padre aveva mandato Gesù nel mondo, così Gesù stava mandando i suoi discepoli. Come Gesù era stato santificato, consacrato per mostrare la verità agli uomini, così i suoi discepoli avrebbero continuato a farlo. Come Gesù aveva avuto la gioia di fare la volontà del Padre così anche i suoi discepoli avrebbero gioito nel servire Dio.

Gesù aveva protetto i discepoli e li aveva tenuti uniti. Ora tale unità poteva essere mantenuta solo attraverso l’opera di Dio in loro per mezzo della sua parola e dello Spirito Santo. Gesù, utilizzando l’espressione “conservali nel tuo nome” stava pregando proprio affinché il Padre li tenesse uniti a Lui. Inoltre essi dovevano rimanere uniti tra di loro perché l’unità, l’amore e l’armonia tra loro sarebbe stata la chiave per la loro testimonianza verso il mondo. Il riferimento per l’unità dei discepoli sarebbe dovuta essere l’unità tra Padre e Figlio. L’aspettativa di Gesù per i suoi discepoli era quindi molto alta e non sarebbe stata possibile se tutto fosse dipeso dai discepoli. Solo il medesimo Dio, attraverso il medesimo Spirito in loro avrebbe potuto produrre un’unità di quel genere.

Quel gruppo di uomini avrebbe rivoluzionato il mondo con il messaggio dell’evangelo. Erano uomini speciali, uomini che il Padre aveva scelto e dato a Gesù affinché spendesse del tempo con loro e li equipaggiasse per essere il fondamento su cui la sua chiesa sarebbe stata costruita nei secoli a venire.

Ringraziamo il Signore perché noi sappiamo che la preghiera di Gesù è stata ascoltata. Infatti essi hanno glorificato Gesù, onorandolo con la loro condotta e con le loro parole, e grazie alla loro testimonianza la luce di Cristo è giunta fino a noi , a distanza di venti secoli.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged , , .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!