Io non sono capace!


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Mosè disse al SIGNORE: «Ahimé, Signore, io non sono un oratore;
non lo ero in passato e non lo sono da quando tu hai parlato al tuo servo;
poiché io sono lento di parola e di lingua»

(Esodo 4:10-12 – LA BIBBIA)

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Ci sono cose che non avremmo mai pensato di fare nella nostra vita; ci sono momenti in cui ci siamo trovati a dire:”No, non fa per me… Io non sono capace!”.

È vero che a volte ci possono essere ragioni oggettive per essere rinunciatari. Ad esempio, se qualcuno mi dicesse che oggi pomeriggio io potrò correre i 100 metri in 10 secondi netti, nonostante la mia mancanza di allenamento, i miei 41 anni e la mia pancetta più che incipiente, avrei ragioni oggettive per dire “No, lasciamo perdere! Io non sono capace!”. Difficile darmi torto.

Ma a volte siamo rinunciatari solo perché non abbiamo fiducia; pensiamo di non essere in grado di fare qualcosa solo perché non lo abbiamo mai fatto!

Mosé non era un oratore. Sicuramente fino a quel momento non lo era stato, era la verità.

Però Dio vedeva in Mosé potenzialità che Mosé stesso non conosceva. Ma soprattutto Dio voleva che Mosé si affidasse a Lui completamente in modo che Lui potesse aiutarlo. Gli rispose infatti: «Chi ha fatto la bocca dell’uomo? chi rende muto o sordo o veggente o cieco? non sono io, il SIGNORE? Ora dunque va’, io sarò con la tua bocca e t’insegnerò quello che dovrai dire».

Nonostante questa risposta, Mosé esitò ancora e Dio, pur adirandosi, lo assecondò in parte affiancandogli suo fratello Aronne. Ma in realtà, chiunque abbia letto il pentateuco, si sarà reso conto che Mosé è stato comunque un grande condottiero capace anche di parlare in maniera eloquente al popolo. Forse la presenza di Aronne è servita a renderlo più confidente all’inizio, ma nel tempo il Signore lo ha trasformato davvero come aveva detto.

Anche io sto imparando a stupirmi delle cose che mi trovo a fare con l’aiuto del Signore. Non dobbiamo pensare che ciò che non abbiamo mai fatto fino ad oggi pensando di non esserne capaci, non sia proprio quello che il Signore ci chiama a fare. Non siamo rinunciatari se Dio ci sta aprendo una porta: Lui sa già ciò che troveremo dall’altra parte, una volta che avremo trovato il coraggio di attraversare la soglia.

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