Halloween? No, noi non siamo tristi!

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Se vi si dice: «Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano», rispondete: «Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi?
Alla legge! Alla testimonianza!» Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!

(Isaia 8:19-20 – La Bibbia)
Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele;
perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto.

(Efesini 5:11)

Fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono,
affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza.
Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò,
crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù,
ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati.

(1 Tessalonicesi 4:13-14 -LA BIBBIA)

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Fino a qualche anno fa, in Italia si sentiva parlare poco di Halloween.  Tale festa, che si colloca proprio nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre (Ognissanti), ha probabilmente origini celtiche (Si veda a tale proposito la voce enciclopedica Halloween su wikipedia. )

Secondo la tradizione celtica, durante la festa di Shamain, che iniziava un nuovo anno, il mondo dei vivi e quello dei morti entravano in congiunzione, e quindi era opportuno fare offerte di cibi agli spiriti come segno di accoglienza da parte dei vivi…

Oggi, probabilmente nessuno di coloro che partecipano alle varie feste di Halloween nelle nostre città crede davvero a queste cose, a meno che non si tratti di neopagani, o affini, per i quali questa è una festa molto seria e importante.

Tuttavia, la simbologia macabra che accompagna le feste (gatti neri, streghe, demoni, fantasmi, zombie, mostri…) evidenzia comunque l’argomento di fondo che rimane l’incontro tra i vivi e i morti. Ed anche il ritornello “Dolcetto o scherzetto”, che caratterizza la richiesta di dolcetti fatti dai bimbi presso il vicinato, riporta all’idea di dover placare questi esseri delle tenebre per impedire loro di fare degli scherzetti, appunto, ai vivi.

Il risultato è che, come cristiano, tutto questo non mi piace. Non mi piace per niente.

Infatti, benché tutto questo venga fatto dai più in modo goliardico, non mi sembra particolarmente educativo per i nostri bambini. Perché dovremmo truccare noi stessi e i nostri bambini da spiritelli, mostri, fantasmi, streghe, zombie o demoni? Perché questa connessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti dovrebbe attrarci più di tanto, o dovremmo scherzarci sopra, quando la bibbia stessa ha sempre condannato tali connessioni come abbiamo letto nel passo di Isaia?

Già è una dura battaglia, per noi genitori, contrastare tutti i messaggi negativi veicolati dalla tv che influenzano i nostri figli. Perché insegnare loro un “gioco” che ha a che vedere con l’interazione tra i vivi e i morti? Cosa c’è di divertente? Perché scherzare con pratiche occulte e divertirsi a danzare con le tenebre se, come cristiani, sappiamo che esiste davvero un mondo di tenebre con il quale c’è poco da scherzare?

Se siamo cristiani, in questi giorni, non potremmo invece trovare il modo di indirizzare i nostri figli a considerare le cose positive che ci attendono dopo la morte? Mettiamo da parte la tristezza della morte e delle tenebre e celebriamo invece con gioia la luce della vita!

Mentre gli altri festeggiano Halloween, non potremmo approfittare per testimoniare ai nostri figli della grande speranza che hanno coloro che credono in Gesù anche dopo morti? Insegnamo loro che noi non abbiamo nulla da temere dai morti, ma celebriamo Gesù, colui che ha vinto la morte. Non abbiamo bisogno di feste che evocano un contatto tra i morti e i vivi, non abbiamo bisogno di vestirci in modo macabro e non siamo tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, in Gesù abbiamo una grande speranza! Sappiamo che i morti che hanno avuto in vita una relazione con Dio attraverso Gesù, un giorno risusciteranno come Gesù risuscitò e staranno con Lui per sempre, mentre oggi essi riposano e non vengono a turbare i vivi né nella notte di Halloween né in altre notti.

Questa è la speranza che continuerò a trasmettere ai miei figli anche questa sera quando tornerò a casa. Come sempre.

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