Vogliamo Barabba! Evangelo di Giovanni - Episodio 73

Questo articolo è la parte 73 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Che cos’è verità?

La colpa di Gesù»


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E detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo colpa in lui. Ma voi avete l’usanza che io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il re dei Giudei?» Allora gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!» Ora, Barabba era un ladrone.

(Giovanni 18:38-40 – La Bibbia)
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Pilato aveva compreso che Gesù non costituiva una minaccia per Roma. Gesù parlava di cose che andavano oltre la comprensione di Pilato, probabilmente la sua dottrina gli sembrava assurda, ma certamente non aveva trovato nulla in Gesù che lo rendesse degno di morte.

Per Pilato quello era un caso spinoso. Il vangelo di Luca ci informa del fatto che Pilato tentò addirittura di passare il caso ad Erode per liberarsene (Luca 23:6-12) ma Erode glielo aveva rimandato indietro.

Pilato non voleva accontentare coloro che glielo avevano consegnato ma non voleva neanche farseli nemici per evitare una rivolta. Egli pensò che probabilmente c’era un modo per liberarlo facendo anche bella figura. Siccome era usanza che egli liberasse un prigioniero in occasione della festa di Pasqua, credette di poter liberare Gesù in quel modo.

Volete dunque che vi liberi il re dei Giudei? Riferendosi a Gesù con quel nome, Pilato si stava prendendo gioco dei Giudei che glielo avevano consegnato e allo stesso tempo faceva leva su un sentimento popolare che avrebbe potuto portare la folla a schierarsi dalla parte di Gesù, come Pilato avrebbe voluto.

Ma Pilato non aveva fatto i conti con le aspettative messianiche dei Giudei. Pochi giorni prima Gesù era stato accolto come re Messia al suo arrivo in Gerusalemme (Gv 12:12-14) ma ora non doveva essere incoraggiante vederlo legato nella mani dei Romani.
Inoltre Gesù stesso in pubblico aveva parlato della sua morte mentre i Giudei si aspettavano un Messia che vivesse per sempre (Gv 12:31-34). Poteva davvero essere quello il Messia?

Così quella folla di Giudei, incitati e manipolati dai loro capi (Mt 27:20), non diede la risposta che Pilato si auspicava. I Giudei preferivano infatti liberare Barabba.

Barabba aveva partecipato ad una rivolta come leggiamo in Marco 15:7, era un ladrone, ribelle e omicida. Quindi almeno era un combattente, uno che sapeva farsi valere, non come quel Gesù che stava lì docile e silenzioso mentre lo maltrattavano.

Quella piccola folla di Giudei, quel giorno fece la sua scelta. Essi non compresero che quell’uomo docile che si lasciava maltrattare dalle guardie era davvero il loro Re, anche se non era il re che loro si aspettavano. Inconsapevolmente, gridando di liberare Barabba, essi stavano attuando il piano di Dio. Gesù infatti era un re venuto per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per le loro vite.

Non dobbiamo avere troppa fretta nel condannare quei Giudei. Probabilmente, se ci fossimo trovati al loro posto anche noi avremmo gridato: “Vogliamo Barabba!”. I Barabba di questo mondo attirano molto di più i nostri sguardi e la nostra ammirazione, sembrano rispondere di più ai nostri standard per un re, un condottiero. Tuttavia Dio ha scelto la pazzia della croce per redimere ognuno di noi. Ricordiamoci che la “pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.” (1Corinzi 1:25).

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