Non amate il mondo Prima lettera di Giovanni - Episodio 5

Questo articolo è la parte 5 di 17 nella serie 1 lettera di Giovanni

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Chi è l’anticristo?»


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Figlioli, vi scrivo perché i vostri peccati sono perdonati in virtù del suo nome.
Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è fin dal principio.
Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno.
Ragazzi, vi ho scritto perché avete conosciuto il Padre.
Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è fin dal principio.
Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno.
Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo.
Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui.
Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne,
la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita,
non viene dal Padre, ma dal mondo.
E il mondo passa con la sua concupiscenza;
ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.

(1 Giovanni 2:12-17 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sulla prima lettera di Giovanni

Non amate il mondo. “Ma è assurdo. Come possiamo non amare il pianeta sul quale viviamo?” borbotterà qualcuno.

Infatti per comprendere questo brano, bisogna chiarire a cosa ci si riferisce con il termine “mondo”.

La parola “mondo” non si riferisce solo al pianeta terra sul quale viviamo. Pensiamo ad esempio alle parole di Gesù quando disse: “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia.”(Giovanni 15:18-19)

Nella bibbia, in brani come questi, il termine che viene tradotto “mondo” indica il sistema umano organizzato in maniera indipendente da Dio, sotto il controllo di Satana e in opposizione a Dio. In questo senso, coloro che amano Dio e hanno una relazione con Lui, non ne fanno parte anche se sono costretti a viverci in mezzo.

In questa sezione della lettera, Giovanni sta portando avanti un discorso che ha come obiettivo quello di mettere in evidenza come la relazione “verticale” che abbiamo con Dio influenza anche il modo in cui ci relazioniamo in “orizzontale” con le persone che ci circondano.

Giovanni aveva già chiarito che le nostre relazioni e il nostro atteggiamento verso gli altri cristiani la dice lunga sulla nostra relazione con Dio. Ora Giovanni vuole evidenziare l’altro lato della medaglia, ovvero il fatto che anche il modo con cui ci relazioniamo con il sistema chiamato “mondo” mette in luce fino a che punto la nostra relazione con Dio sia vera.

Nella prima parte di questo brano Giovanni si rivolge a tutti i suoi interlocutori chiamandoli “figlioli”, un termine che giovanni utilizza anche altre volte nell’epistola (es. 1Giovanni 2:1, 2;28, 5:21) e poi usa dei termini (padri, giovani) che distinguono all’interno del suo uditorio giovani e anziani indicando le rispettive caratteristiche ed esperienze spirituali che li avrebbero aiutati nel rispondere affermativamente all’esortazione che stava per fare loro: non amate il mondo. In questo modo egli sottolinea come tutta la chiesa, composta da giovani e anziani, doveva prestare attenzione alle cose che egli stava scrivendo perché tutti loro avevano le potenzialità per farlo, essendo figli di Dio.

Tutti coloro a cui Giovanni si rivolge chiamandoli figlioli erano infatti dei credenti i cui peccati erano stati perdonati perché avevano confidato nell’unico nome che era stato dato agli uomini per potere essere salvati: Gesù Cristo (Atti 4:12). Essi sono coloro che hanno conosciuto il Padre perché hanno riconosciuto anche il Figlio.

In fondo questi versi insistono proprio su questo concetto: voi avete conosciuto Dio e quindi potete vincere il maligno.

Ovviamente colui che è fin dal principio è Dio, ma nell’evangelo di Giovanni e nelle sue lettere è ovvio cogliere anche un riferimento a Gesù Cristo perché Lui è la parola di Dio che era nel principio, Lui è Colui del quale Giovanni scrive: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.” (Giovanni 1:1).

Gli interlocutori di Giovanni dovevano quindi essere forti e coraggiosi perché avevano tutto ciò che occorreva loro per resistere al diavolo, rimanendo attaccati alla parola di Dio, a Gesù Cristo, Colui che è fin dal principio.

Avere la giusta relazione con Gesù Cristo, avendone compreso la duplice natura umana e divina che costituisce il mistero dell’incarnazione che veniva proprio messa in dubbio da alcuni in mezzo a loro, era la chiave per resistere al male e vivere nel mondo pur non essendo del mondo. Una conoscenza sperimentale di Gesù Cristo e del suo amore costituisce il migliore antidoto verso le lusinghe del mondo.

Ecco perché Giovanni si rivolge a loro esortandoli a manifestare una posizione netta. Essi erano figli di Dio, persone che amavano Dio, quindi come avrebbero potuto amare il sistema che si oppone a Dio stesso?

Tale sistema era pieno di cose che non venivano dal Padre. La concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi, la superbia della vita sono proprio gli elementi che hanno caratterizzato il peccato fin dal principio, fin da Eva ed Adamo. L’uomo, istigato dal maligno, desidera ardentemente ciò che soddisfa la sua natura peccaminosa senza preoccuparsi di ciò che sia giusto o sbagliato secondo Dio. L’uomo nella sua superbia crede di poter fare a meno di Dio, di poter governare questo pianeta e la sua stessa vita con le sue forze, ponendosi al di sopra di Dio e negando l’esistenza stessa del proprio creatore.

Questo è il sistema in cui viviamo anche noi ogni giorno. Alla fine Dio spazzerà via Satana il suo avversario e spazzerà via anche questo sistema che si oppone a Lui, ma coloro che fanno la volontà di Dio vivranno per sempre con Lui. Il sistema “mondo” è transitorio ma l’amore di Dio per coloro che confidano in Lui è eterno.

Anche noi siamo quindi chiamati a scegliere come vogliamo vivere.

Anche noi siamo chiamati a scegliere tra l’amore di Dio e l’amore per il mondo, tra una vita che dipende da Dio e una vita indipendente, guidata solo dai nostri desideri.

Possiamo fare ciò che le nostre passioni ci inducono a fare indipendentemente da Dio e allora dimostreremo di aver scelto di vivere secondo il sistema “mondo” e dimostreremo che l’amore del Padre non è in noi.

Oppure possiamo unirci ai primi lettori di questa lettera i quali avevano conosciuto Dio e avevano i mezzi per vincere il maligno. Possiamo fare scelte diverse dal mondo, mostrare con i fatti che esiste un modo di vivere che onora Dio in tutti gli ambiti, nella nostra famiglia, nel nostro lavoro, nella società, nella chiesa…

Possiamo scegliere di non amare il mondo e possiamo lasciare che Gesù Cristo, colui che è dal principio, si manifesti nella nostra vita ogni giorno.

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