Non cercate solo pane Evangelo di Giovanni - Episodio 24

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Questo articolo è la parte 24 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Niente da temere

Pane dal cielo»


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La folla che era rimasta sull’altra riva del mare aveva notato che non c’era là altro che una barca sola, e che Gesù non vi era entrato con i suoi discepoli, ma che i discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberiade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. La folla, dunque, quando ebbe visto che Gesù non era là e che non vi erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e andò a Capernaum in cerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei giunto qui?» Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che voi mi cercate, non perché avete visto dei segni miracolosi, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati. Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo». Essi dunque gli dissero: «Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?» Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

(Giovanni 6:17-29 – La Bibbia)
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I segni che Gesù faceva avevano lo scopo di sensibilizzare le persone a riflettere sulla sua persona e ad accettarlo come Messia. Dopo la moltiplicazione dei pani molte persone erano pronte ad incoronarlo re, ma Gesù sapeva che il loro entusiasmo era legato ai segni che egli faceva più che alla sua persona e la sezione che abbiamo appena cominciato a leggere lo dimostra.

Le persone che avevano partecipato alla miracolosa moltiplicazione dei pani e dei pesci erano infatti andate di nuovo in cerca di Gesù quando si erano resi conto che Egli si era spostato dall’altra parte del mar di Tiberiade.

Colpisce il fatto che Gesù fu molto diretto, come notiamo anche in altre parti del vangelo (si veda ad es. l’incontro con Nicodemo), evitando di assecondare i loro convenevoli e andando dritto al punto. Egli dichiarò senza mezze misure che il motivo che li aveva portati a cercarlo era utilitaristico: “In verità, in verità vi dico che voi mi cercate, non perché avete visto dei segni miracolosi, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati.”

In sostanza Gesù stava dichiarando che il loro interesse nei suoi confronti era solo legato a ciò che potevano ottenere da lui.

Può sembrare strano ma, anche ai nostri giorni, ho visto spesso persone che si sono avvicinate all’evangelo solo per motivi utilitaristici. Ricordo mia nonna che mi raccontava come, subito dopo la seconda guerra mondiale, in Italia molte chiese evangeliche si erano riempite proprio in corrispondenza degli aiuti che arrivavano dagli alleati americani. Inutile dire che, quando gli aiuti alimentari vennero meno, anche le chiese si svuotarono.

L’uomo è così. È attirato dal soprannaturale soprattutto se questo porta dei vantaggi materiali. Insomma il mondo invisibile è interessante per i più solo quando i vantaggi sono misurabili e ben visibili!

Ma Gesù non voleva che le persone lo seguissero solo perché lui era in grado di sfamarli. E non lo vuole neanche oggi.

Se la loro intenzione di incoronarlo re era legata a ciò che egli avrebbe potuto fare per loro, non avrebbero né compreso né accettato il vero motivo per cui lui era venuto sulla terra. Cosa avrebbero fatto quando egli li avrebbe lasciati per andare a morire su una croce? Basta continuare a leggere l’evangelo di Giovanni per rendersi conto che nel momento in cui Gesù depose la sua vita non rimasero con Lui nemmeno i discepoli che gli erano stati più vicini fino a quel momento, altro che una folla!

Quella folla era interessata al mistero che avvolgeva il suo arrivo a Capernaum, visto che non era salito sulle barche con i discepoli e Gesù avrebbe potuto dire loro : “Ehi! Ho camminato sulle acque!” attirando magari ancora più consensi, ma Gesù sapeva che non avevano bisogno di quello. Avevano invece bisogno di pane spirituale, avevano bisogno di un cibo che avrebbe nutrito la loro anima e avrebbe permesso loro di avere la vita eterna. Quanto abbiamo bisogno di essere distolti dai nostri meri interessi materiali per comprendere che c’è un tesoro ben più importante al quale possiamo aspirare. Siamo a volte come cagnolini che si affannano a mangiare le briciole che cadono dalla tavola quando Dio vuole che siamo figli che si siedono a tavola con lui e godono delle sue vere benedizioni per l’eternità.

Essi dovevano cominciare a preoccuparsi per la vita eterna più che per la loro vita di tutti i giorni. Il messia poteva certamente rendere più agevole la loro vita sulla terra attraverso quei miracoli ma poteva dare loro la vita eterna attraverso la sua opera che lo avrebbe portato a morire per loro sulla croce. Gesù aveva dato loro del pane materiale per portarli ad interessarsi al cibo spirituale, ma essi continuavano solo ad essere interessati al materiale.

Egli era Il Messia, il figlio di Dio, Colui su cui il Padre aveva apposto il suo sigillo, il sigillo reale, il sigillo che garantiva per la loro vita eterna! Egli poteva soddisfare davvero il loro vero bisogno.

Stimolati da ciò che Gesù aveva detto loro essi domandarono:«Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?» . A quel punto Gesù li stimolò a riporre la loro fede in lui: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Essi non dovevano fare chissà quale opera per ottenere salvezza, ma dovevano avere fiducia in Lui! Era proprio questo il loro problema, quello di pensare di poter essere accettati da Dio per qualcosa che essi potevano fare mentre la vera salvezza non dipende dalle opere, ma si basa sulla fede. Cosa richiedeva loro Dio se non che ponessero la loro completa fiducia in Gesù e nella sua opera? Egli voleva avere una relazione con loro, trasformare la loro vita, donare loro gioia e vita eterna. Essi invece si accontentavano di un pasto!

Spesso siamo più interessati a ciò che possiamo ottenere da Dio che ad adorarlo come Dio, siamo più interessati a quello che Dio può fare per noi che alla sua persona in quanto tale. È qualcosa che può essere osservato facilmente anche ai nostri giorni. Ma Dio vuole fare molto di più che provvedere ai nostri bisogni giornalieri, vuole donarci la vita eterna. Se ci avviciniamo a Dio e alla chiesa solo perché stiamo meglio da un punto di vista materiale, perché abbiamo trovato un bell’ambiente, perché magari abbiamo trovato persone che ci aiutano, rischiamo di relegare il nostro interesse per Gesù solo a ciò che Egli può darci in questo mondo, senza aver alcun interesse per il mondo a venire. Se ci comportiamo così, non siamo molto diversi da quelle persone che cercavano Gesù solo perché aveva riempito la loro pancia ma non avevano compreso davvero ciò che Egli voleva e poteva fare per loro.

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