Non rattristate lo Spirito Lettera agli Efesini - Episodio 16

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Questo articolo è la parte 16 di 23 nella serie Lettera agli Efesini

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«Un uomo nuovo

Imitatori di Dio»


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Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri.
Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira e non fate posto al diavolo.
Chi rubava non rubi più, ma si affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a colui che è nel bisogno.
Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l’ascolta.
Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione.

(Efesini 4:25-30 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sulla lettera agli Efesini

Non si può rattristare un oggetto.
Non possiamo rattristare un’automobile o un tavolo, non possiamo rattristare il vento o la pioggia.

Il fatto che Paolo inviti i suoi lettori a non rattristare lo Spirito Santo di Dio ci fa quindi capire che lo Spirito Santo è una persona. Infatti è Dio stesso in noi.

Come potremmo rattristare Dio? Come potremmo rattristare lo Spirito di Dio in noi? Ovviamente attraverso un comportamento che non onora Dio.

In questi versi Paolo ricorda ai suoi lettori, e quindi anche a noi, diverse cose che possono rattristare Dio.

La menzogna è senz’altro una di queste cose. I credenti facevano parte dello stesso corpo, erano membra dello stesso corpo. Essi appartenevano a Dio e Cristo era il loro Capo, ma appartenevano anche gli uni agli altri. Come avrebbero potuto vivere insieme se i loro rapporti non fossero stati caratterizzati da sincerità? Qualunque famiglia, qualunque comunità in cui non ci sia sincerità reciproca è destinata a fallire miseramente prima o poi. Molti matrimoni infatti finiscono proprio perché non c’è sincerità tra i coniugi.

I credenti potrebbero avere conflitti tra di loro, potrebbero adirarsi gli uni contro gli altri per qualche motivo, questo è abbastanza inevitabile in qualunque comunità composta da esseri umani. Tuttavia era responsabilità dei credenti risolvere le controversie prima che il sole tramonti ovvero il più presto possibile. Infatti quando una controversia non viene risolta subito, subentra il rancore, subentra il peccato, il diavolo riesce a insinuarsi e i rapporti diventano difficili. Anche questo può spaccare una comunità.

Anche il furto è qualcosa che rattrista Dio e rovina i rapporti quando viene alla luce. Ogni cristiano dovrebbe quindi lavorare onestamente per essere pronto a dare a chi si trova nel bisogno piuttosto che derubare il prossimo.

L’ultimo comportamento che Paolo indica come comportamento da evitare è un uso scorretto delle parole. Questo sembra un po’ meno grave degli altri vero? Chissà quante volte abbiamo usato le nostre parole in modo tale da offendere il nostro prossimo. Viviamo in un mondo in cui questo avviene continuamente senza che nessuno si senta colpevole per questo. Eppure le parole, se usate in maniera scorretta, possono fare più male di una spada.

Ecco perché questi versi ci spronano ad usare le nostre parole per costruire ponti verso gli altri, non per distruggerli. Dobbiamo evitare le parole cattive, quelle che possono ferire, ma nello stesso tempo non dobbiamo stare zitti quando abbiamo una buona parola, che può essere utile, che può contribuire a rinforzare il nostro rapporto con un’altra persona, o aiutare qualcuno a risolvere un problema.

Parole di grazia conferiscono grazia! Un credente che si lasci controllare dal Signore, sarà trasformato dalla grazia di Dio e le sue parole saranno portatrici di quella medesima grazia nelle relazioni interpersonali.

Non aver paura di disturbare un amico quando vedi che il suo viso è triste. Magari sarà proprio il tuo conforto a riportare il sorriso sulle sue labbra.

Un amico ha sbagliato e ha bisogno che tu lo corregga? Non avere paura di farlo. Non lasciarlo andare alla deriva senza avvisarlo del pericolo che sta correndo.

Tuo marito ti ha delusa? Tuo fratello ti ha offeso? Perché non tentare di riaggiustare subito le cose? Non rimuginare dentro di te perché un giorno potrai pentirti delle parole che non hai dette. Non lasciare che un rapporto si deteriori senza tentare di recuperarlo.

Usa le parole per costruire. Se hai una buona parola, dilla.

Il nostro comportamento può rattristare lo Spirito Santo di Dio che abita in noi. Perseguiamo quindi le cose che rallegrano Dio perché egli ci ha dato lo Spirito Santo come un sigillo di garanzia, che testimonia del fatto che gli apparteniamo e che egli ci ha destinati a sperimentare una completa redenzione, quando saremo completamente liberati da ogni traccia di peccato e vivremo per sempre con Lui. Se amiamo Dio, l’ultima cosa che vorremo fare è rattristarlo, vero? Allora onoriamolo con un comportamento che lo renda Un Padre felice e fiero di avere dei figli come noi.

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