Non sono più io che vivo?

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Sono stato crocifisso con Cristo:
non sono più io che vivo,
ma Cristo vive in me!
La vita che vivo ora nella carne,
la vivo nella fede nel Figlio di Dio
il quale mi ha amato
e ha dato sé stesso per me.

(Galati 2:20 – LA BIBBIA)

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Chi legge questo verso per la prima volta rimane  scioccato.  Che senso ha che una persona scriva che è stato crocifisso con Cristo? Sembra il pensiero del solito fanatico.Cosa vanno insegnando i cristiani? Che ci si debba uccidere?

Calma, calma. Lungi da me un pensiero simile.

Purtroppo, anche se molti si dichiarano cristiani, pochi hanno realizzato di cosa si tratti davvero. In questo verso infatti è descritto semplicemente ciò che caratterizza una vita cristiana normale. Si, ho detto “normale”.

Esser cristiani non significa solo credere che Gesù sia esistito o abbia fatto qualcosa per noi.  Essere cristiano significa identificarsi con ciò che Gesù ha fatto e ricevere una nuova vita in lui. In questo senso va intesa l’espressione “sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo ma Cristo vive in me!”

Quando Cristo è morto sulla croce, è morto al nostro posto, per i nostri peccati.  Quando affermiamo questo, riconosciamo che eravamo noi a meritare la morte. Quando affermiamo di “credere in Gesù”, non intendiamo solo riconoscere che lui è esistito, ma stiamo riconoscendo che su quella croce meritavamo di esserci noi peccatori.

Di conseguenza,quando Cristo è morto al nostro posto, è proprio come se noi fossimo morti con lui perché il prezzo è stato pagato una volta per tutte.

Ma la cosa più straordinaria è che Gesù non è solo morto ma è anche risorto! Quindi anche io non sono solo morto con lui, ma sono risorto con lui!  Questo implica una nuova vita che il Signore ci dona, quando ci convertiamo, attraverso la sua azione in noi. In questo senso la nostra vita dopo la conversione è la vita di Cristo in noi.

Infatti la parte finale del verso spiega proprio cosa significhi che Cristo vive in me. Significa, come abbiamo letto,  che “la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me”.

Insomma, quando ci convertiamo, ci identifichiamo con ciò che Cristo ha fatto e passiamo attraverso una morte e una rinascita, per vivere una nuova vita, proprio come descritto in questo verso.  Ecco perché Paolo afferma in questo verso di essere morto con Cristo e di vivere una nuova vita, la vita stessa di Cristo in lui.

Non ci troviamo quindi di fronte ad un’esortazione a compiere gesti autolesionisti, ma si tratta di una espressione che descrive l’essenza stessa del cristianesimo. Dal momento della nostra conversione  la nostra vita non può più essere la stessa! Quando incontri Cristo non puoi rimanere lo stesso perché egli vuole manifestare in te la sua vita e lo fa attraverso un’opera di trasformazione che compie in te giorno dopo giorno, attraverso lo Spirito Santo.
Questa frase, che sembra così strana, è quindi una frase che ogni cristiano deve poter dire. Tu puoi dire di essere una nuova creatura? Puoi dire di essere morto con Cristo e  che Cristo vive in te?

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