Non ti arrendere! Episodio 7 - Libro di Neemia

Questo articolo è la parte 7 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«Obiettivi realistici

Lavorare fianco a fianco»


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 Quando Samballat, il Coronita, e Tobia, il servo ammonita,
furono informati del mio arrivo,
furono molto contrariati dalla venuta di un uomo
che cercava il bene dei figli di Israele.

(Neemia 2:10 – La Bibbia )

Ma quando Samballat, il Coronita, e Tobia, il servo ammonita,
e Ghesem, l’Arabo, lo seppero,
si fecero beffe di noi,
e ci disprezzarono dicendo: «Che cosa state facendo? Volete forse ribellarvi al re?»  
Allora risposi loro: «Il Dio del cielo ci farà ottenere successo.
Noi, suoi servi, ci alzeremo e costruiremo:
ma voi non avete né parte né diritto né memoria a Gerusalemme».

(Neemia 2:19-20 – La Bibbia )

Quando Samballat udì che noi costruivamo le mura, si adirò, s’indignò moltissimo,
si fece beffe dei Giudei, e disse in presenza dei suoi fratelli e dei soldati di Samaria:
«Che fanno questi Giudei indeboliti? Li lasceremo fare? Offriranno sacrifici?
Finiranno in un giorno? Faranno forse rivivere delle pietre sepolte sotto mucchi di polvere e consumate dal fuoco?»
Tobia l’Ammonita, che gli stava accanto, disse: «Costruiscano pure! Se una volpe ci salta sopra, farà crollare il loro muro di pietra!»

(Neemia 4:1-3 – La Bibbia)

Ma quando Samballat, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdodei
udirono che la riparazione delle mura di Gerusalemme progrediva,
e che le brecce cominciavano a chiudersi, si indignarono moltissimo,
e tutti quanti assieme si accordarono di venire ad attaccare Gerusalemme e a crearvi del disordine.
Allora noi pregammo il nostro Dio e mettemmo delle sentinelle di giorno e di notte per difenderci dai loro attacchi. 

(Neemia 4:7-9 – La Bibbia)

Quando Samballat, Tobia e Ghesem, l’Arabo, e gli altri nostri nemici ebbero udito che avevo ricostruito le mura
e che non c’era più rimasta nessuna breccia, sebbene allora non avessi ancora messo i battenti alle porte,
Samballat e Ghesem mi mandarono a dire: «Vieni, e troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono».
Essi volevano farmi del male.

(Neemia 6:1-2 – La Bibbia)

In quei giorni, anche dei notabili di Giuda mandavano frequenti lettere a Tobia,
e ne ricevevano da Tobia, poiché molti in Giuda gli erano legati per giuramento
perché egli era genero di Secania figlio di Ara, e Iocanan, suo figlio, aveva sposato la figlia di Mesullam, figlio di Berechia.
Essi dicevano bene di lui perfino in mia presenza, e gli riferivano le mie parole.
E Tobia mandava lettere per impaurirmi.

(Neemia 6:17-19 – La Bibbia) 
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 2
Neemia 2:1-6 Preghiera istantanea?
Neemia 2:7-9 Mentre attendi… preparati!
Neemia 2:11-18 Obiettivi realistici
Neemia 2:10,19-20 Non ti arrendere
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Ho raccolto insieme tutti questi versi perché hanno in comune un tema ricorrente nel libro di Neemia, quello dell’opposizione. Il modo in cui Neemia resistette all’opposizione è ricco di insegnamenti anche per noi.

Neemia, fin dal primo momento in cui arrivò in Gerusalemme, trovò una dura opposizione da parte di nemici che volevano impedire la ricostruzione delle mura.

Come abbiamo letto, molti nemici, tra cui spiccano Tobia e Samballat, furono contrariati dalla venuta di Neemia. Essi cercarono subito di scoraggiarlo quando i lavori stavano per cominciare, cercarono di mettere in ridicolo il lavoro mentre il lavoro procedeva, minacciarono di attaccare per creare disordine e scoraggiamento quando videro che l’opera procedeva, cercarono di trovare addirittura un’occasione per fare del male a Neemia quando ormai le mura erano quasi ultimate e continuarono ad intimidirlo anche grazie ad alcune persone influenti in Giuda che erano legate a questi nemici.

Proviamo a metterci per un istante nei panni di Neemia… Non dovette essere assolutamente facile resistere e portare avanti il lavoro in mezzo a tutta quell’opposizione.

Tuttavia, Neemia non si fece intimorire perché sapeva che Dio era dalla sua parte. La sua risposta verso gli oppositori fu decisa: “Sarà il Dio stesso del cielo a darci buon successo. Noi suoi servi, ci metteremo a costruire, ma per voi non ci sarà né parte né diritto in Gerusalemme.” (Ne 2:20)

Anche quando i nemici lo schernivano, continuò ad andare avanti appellandosi a Dio: “Ascolta, o Dio nostro, come siamo disprezzati! Fa’che i loro oltraggi ricadano sul loro capo” (Ne 4:4).

Di fronte al pericolo di essere attaccati, non si spaventò, ma prego il Signore e organizzò la resistenza. “Allora noi pregammo il nostro Dio e mettemmo delle sentinelle di giorno e di notte per difenderci dai loro attacchi”. (Ne 4:9)

Di fronte ai tentativi di intimidazione osservò: “Tutta quella gente voleva impaurirci e diceva:’Perderanno il coraggio e il lavoro non si farà più’. Ma ora, o Dio, fortificami!” (Ne 6:9)

Anche nella nostra vita può capitare di ricevere opposizione mentre stiamo portando avanti un’attività che sappiamo essere giusta, che sappiamo essere secondo la volontà di Dio. A volte l’opposizione può venire da persone che sono molto vicine a noi e questo è ancora più difficile da affrontare. Infatti anche Neemia, come abbiamo letto, dovette subire un’opposizione interna da parte dei notabili di Giuda che erano legati a Tobia.

Non è piacevole lavorare duramente e allo stesso tempo dover prendere atto del fatto che qualcuno vuole mettere i bastoni tra le ruote. La tentazione potrebbe essere quella di fermarsi, di lasciar perdere tutto…

Osservando i versi che abbiamo letto, notiamo che ci sono due ingredienti che hanno sempre accompagnato Neemia nel resistere all’opposizione: preghiera e azione. Anche noi abbiamo bisogno di quei medesimi ingredienti se vogliamo andare avanti. Di fronte all’opposizione sarà la preghiera a fornire carburante per il nostro lavoro!

Non dobbiamo lasciare che l’opposizione ci immobilizzi. Dobbiamo affrontare i problemi senza fermare il lavoro, affidando a Dio la nostra causa e chiedendogli di donarci la forza per andare avanti, proprio come fece Neemia.

Se stai facendo qualcosa di buono, utile, e costruttivo e sai che il Signore è con te, non lasciarti scoraggiare dai vari Tobia e Samballat che ti circondano. Non ti arrendere! Confida nel Signore, prega e vai avanti.

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6 Comments

  1. Se Dio è con noi, chi può essere contro di noi? Se amiamo i nostri nemici, pregando benedicendoli, Dio sarà sempre dalla nostra parte! SHALOM

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