Non trascurare la casa di Dio Episodio 25 - Libro di Neemia

Questo articolo è la parte 25 di 31 nella serie Libro di Neemia

Naviga nella serie

«Un impegno davanti a Dio

Cercasi volontari»


Novità! --Scarica "Non trascurare la casa di Dio" come un file PDF! --


«Ci siamo anche imposti per legge di dare ogni anno il terzo di un siclo per il servizio della casa del nostro Dio, per i pani della presentazione, per l’offerta continua, per l’olocausto continuo dei sabati, dei noviluni, delle feste, per le cose consacrate, per i sacrifici espiatori in favore d’Israele, e per tutta l’opera della casa del nostro Dio. Noi, sacerdoti, Leviti e popolo, abbiamo stabilito per sorteggio quando ognuna delle nostre famiglie deve portare alla casa di Dio, nei tempi stabiliti, ogni anno, un contributo di legna da bruciare sull’altare del SIGNORE nostro Dio, come sta scritto nella legge; e ci siamo impegnati a portare ogni anno nella casa del SIGNORE le primizie del nostro suolo e le primizie dei frutti di tutti gli alberi, e così pure i primogeniti dei nostri figli e del nostro bestiame secondo quanto sta scritto nella legge, e i primogeniti delle nostre mandrie e delle nostre greggi per presentarli nella casa del nostro Dio ai sacerdoti che fanno il servizio nella casa del nostro Dio. Ci siamo anche impegnati a portare ai sacerdoti nei magazzini della casa del nostro Dio, la nostra prima farina, le nostre offerte, le primizie dei frutti di tutti gli alberi, del vino e dell’olio, e di dare la decima delle rendite del nostro suolo ai Leviti, i quali devono prelevare essi stessi queste decime in tutti i luoghi da noi coltivati. Un sacerdote, figlio di Aaronne, sarà con i Leviti quando preleveranno le decime; e i Leviti porteranno la decima della decima alla casa del nostro Dio nelle stanze usate come magazzino, perché in quelle stanze i figli d’Israele e i figli di Levi devono portare l’offerta di frumento, di vino e d’olio; là sono gli utensili del santuario, i sacerdoti che fanno il servizio, i portinai e i cantori.
Noi ci siamo così impegnati a non trascurare la casa del nostro Dio».

(Neemia 10:32-39 – La bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 10
Neemia 9:38-10:31 Un impegno davanti a Dio
Neemia 10:32-39 Non trascurare la casa di Dio
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Dio non ha bisogno di mura per abitarvi. Quale casa infatti potrebbe contenere il Creatore dei cieli e della terra? Nei templi l’uomo ha sempre messo i propri idoli, limitati, muti e inespressivi. Ma Dio non lo puoi chiudere tra quattro mura.

Ma allora a cosa servì il tabernacolo nel deserto e poi il tempio a Gerusalemme? Sono semplici rappresentazioni della realtà, del vero tabernacolo, del cielo stesso, rappresentazioni che servono all’uomo per comprendere la realtà delle cose… Così attraverso il tempio l’uomo poteva avvicinarsi a Dio, comprendendo la santità di Dio e la difficoltà dell’uomo peccatore ad avvicinarsi a Lui. Quando il sommo sacerdote una volta all’anno entrava nel luogo santissimo per presentare l’offerta per sé stesso e per il resto del popolo, era il momento più solenne dell’anno.

Così, non deve stupirci se uno dei segni della riforma spirituale ai tempi di Neemia fu proprio l’impegno a non trascurare la casa di Dio, autotassandosi per provvedere tutto il necessario per il suo funzionamento , dal pane alle offerte, dalla legna per l’altare alle primizie del proprio raccolto. Provvidero inoltre al sostentamento dei Leviti e dei sacerdoti che prestavano servizio nel tempio come la legge prevedeva. In quel modo essi si impegnarono a non trascurare la casa di Dio.

Ma l’impegno non si limitava all’offerta di denaro o frutti della terra. C’era qualcosa di più prezioso che essi dovevano offrire a Dio. Ogni primizia veniva presentata a Dio, anche la primizia della propria discendenza. Venne ripristinata quindi la presentazione a Dio dei primogeniti dei loro figli oltre che dei primogeniti dei loro animali. La legge prevedeva che ogni primogenito dei loro figli appartenesse a Dio e poteva essere riscattato attraverso un’offerta prescritta dalla legge (Esodo 13:11-16).

In sostanza il meglio della propria vita doveva essere donato a Dio. Ecco cosa significava non trascurare la casa di Dio!

E noi? In quale modo possiamo non trascurare la casa di Dio? E, soprattutto, dove si trova la casa di Dio oggi? Su quest’ultimo punto la bibbia è molto chiara, infatti in brani come 1Corinzi 3:16 e 2Corinzi 6:16 è scritto che siamo noi stessi la dimora di Dio, il tempio di Dio .

In 1Timoteo 3:15 leggiamo che l’insieme dei credenti rigenerati dallo Spirito di Dio, ovvero la chiesa, costituiscono la casa di Dio, colonna e sostegno della verità. Pietro (1Pietro 2:5) scrisse che i credenti sono pietre viventi unite per formare una casa spirituale.

No ci sono quindi dubbi sul fatto che anche noi cristiani siamo tenuti a non trascurare la casa di Dio e quella casa siamo noi, noi che abbiamo creduto in Gesù Cristo come nostro salvatore, noi che abbiamo ricevuto lo Spirito Santo che ci guida nella verità, noi che aspettiamo il ritorno di Gesù Cristo e la nostra completa redenzione.

Ci sono tante cose che riempiono la nostra vita, ma quale spazio occupa la casa di Dio? Se, coloro che percepivano la casa di Dio come una costruzione fatta dall’uomo, sentivano il bisogno di donare il meglio della loro vita per il suo buon funzionamento, non sarebbe logico aspettarsi che, essendo noi stessi la casa di Dio, la nostra intera vita sia vissuta per glorificare e onorare il nostro Dio? Che Dio guidi coloro che appartengono alla sua chiesa nel realizzare fino in fondo cosa significa essere la casa di Dio.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
Posted in Pensieri and tagged , , .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!