Niente da temere Evangelo di Giovanni - Episodio 23

Questo articolo è la parte 23 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Pane e pesci per tutti

Non cercate solo pane»


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Quando fu sera, i suoi discepoli scesero al mare e, montati in una barca, si dirigevano all’altra riva, verso Capernaum. Era già buio e Gesù non era ancora venuto presso di loro. Il mare era agitato, perché tirava un forte vento. Com’ebbero remato per circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù camminare sul mare e accostarsi alla barca; ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non temete». Essi dunque lo vollero prendere nella barca, e subito la barca toccò terra là dove erano diretti.

(Giovanni 6:16-21 – La Bibbia)
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Era stata una giornata fantastica fino a quel momento ma i discepoli dovevano essere un po’ perplessi a causa dell’atteggiamento di Gesù.

Infatti è logico pensare che i discepoli di Gesù in quel momento avevano le stesse aspettative degli altri a riguardo del Messia, ovvero si aspettavano effettivamente che Gesù instaurasse il regno da lì a poco. Essi avevano appena assistito alla moltiplicazione dei pani e dei pesci e avevano visto la folla reagire con entusiasmo al punto che volevano rapirlo per farlo re. Ma il loro maestro non sembrava avere alcuna intenzione di lasciarsi incoronare. Infatti Gesù prima di congedarsi dalla folla e separarsi per pregare aveva dato indicazioni precise ai suoi discepoli obbligandoli a salire in barca e precederlo all’altra riva verso Betsaida, come impariamo dal brano parallelo in Marco 6:45-46. La festa sembrava quindi rimandata.

Quando fu sera, vedendo che in effetti Gesù non ritornava, essi fecero come Gesù aveva detto loro e montarono su una barca per dirigersi a Capernaum. Chissà quali discorsi stavano facendo tra di loro. È possibile che fossero un po’ delusi. Forse Gesù non era davvero il Messia, visto che non aveva accettato di essere incoronato Re… Perché il loro maestro si comportava così? E perché li aveva lasciati soli in quella notte?

Ma il divino maestro aveva già preparato ogni cosa per dimostrare loro ancora una volta la sua divinità. Egli sapeva che i discepoli, senza di lui, avrebbero incontrato difficoltà nella navigazione in quella notte ed Egli avrebbe avuto ancora una volta l’opportunità di mostrare loro la sua potenza divina per ravvivare la loro fiducia in Lui.

La navigazione era difficoltosa a causa del vento e si erano già allontanati parecchio dalla riva. L’evangelista Giovanni non ci fornisce molti dettagli sulla navigazione, ma il racconto parallelo nel vangelo di Marco, ci dice che essi si affannavano a remare controvento (Mc 6:48) e questo andò avanti per diverse ore perché Gesù li raggiunse solo verso la quarta vigilia della notte (Mc 6:48) ovvero tra le tre e le sei del mattino! Anche se alcuni di loro erano esperti pescatori, dovevano quindi essere ormai esausti quando videro Gesù camminare sul mare. Marco ci dice che essi “pensarono che fosse un fantasma e gridarono; perché tutti lo videro e ne furono sconvolti.” (Mc 6:49-50)

Gesù però li incoraggiò con le sue parole: «Sono io, non temete».

Stanchezza. Scoraggiamento. Paura. Ecco cosa stavano sperimentando i discepoli in quella notte. Non possiamo quindi biasimarli per aver gridato. Essi si erano spaventati perché non potevano certamente immaginare che Gesù li avrebbe raggiunti in quel modo. Ma quando Gesù li incoraggiò con la sua presenza e le sue parole, essi lo accolsero sulla barca. Nonostante essi non avessero compreso il comportamento di Gesù e potessero essere contrariati dal fatto che li avesse lasciati soli, lo accolsero sulla barca. L’evangelista Marco ci dice che il vento si calmò appena Gesù salì sulla barca (Mc 6:51) e questo fu un ulteriore conferma per i discepoli anche se molti di loro erano sempre più confusi sull’identità di Gesù. Infatti Marco 6:51-52 ci dice che i loro cuori erano induriti perché non avevano capito “il fatto dei pani”. Dal loro punto di vista, Gesù dava segnali contrastanti perché da una parte faceva cose straordinarie ma dall’altra non accettava di essere incoronato come Messia (Marco 6:51-52).

L’evangelista Matteo ci dice però che uno di loro, Pietro, volle andare incontro a Gesù camminando anch’egli sull’acqua, anche se riuscì a farlo solo per qualche passo a causa della sua poca fede (Mt 14:28-31). Inoltre questo segno portò alcuni di loro ad adorare Gesù dicendo «Veramente tu sei Figlio di Dio!».

Gesù, camminando sulle acque, aveva dimostrato ancora una volta la sua divinità ai discepoli mostrando il suo dominio sulle leggi della natura. Li aveva lasciati da soli ma era arrivato giusto in tempo per salvarli. E poi li aveva incoraggiati a non aver paura perché lui era lì con loro.

Dovette essere una lezione indimenticabile per i discepoli. Gesù continuava a manifestare la sua potenza divina in mezzo a loro e, allo stesso tempo, non assecondava la loro idea di Messia. Forse, ai loro occhi, Gesù si era comportato in maniera strana in quel giorno, ma nel momento del bisogno egli li aveva raggiunti facendo capire loro che con Lui non avevano niente da temere.

Anche noi non abbiamo niente da temere. Se all’epoca i discepoli potevano avere ancora dei dubbi sul fatto che Gesù fosse il Messia, noi non dobbiamo averne. Non abbiamo più bisogno di vederlo camminare sulle acque per averne la certezza. Noi ora sappiamo che Gesù è il figlio di Dio che ha dato la sua vita per noi e che tornerà per regnare. Se è vero che quel giorno Gesù non permise che lo incoronassero re, possiamo essere certi che un giorno egli tornerà proprio per regnare come il Re dei Re.

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