Ora sono davvero forte L'apostolo Paolo aveva già tutto per considerarsi forte eppure...


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Io ringrazio colui che mi ha reso forte,
Cristo Gesù, nostro Signore,
per avermi stimato degno della sua fiducia,
ponendo al suo servizio me,
che prima ero un bestemmiatore,
un persecutore e un violento…

(1Timoteo 1:12-13 – La bibbia)

Saulo, sempre spirante minacce e stragi
contro i discepoli del Signore,
si presentò al sommo sacerdote,
e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco
affinché, se avesse trovato dei seguaci della Via,
uomini e donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.

(Atti 9:1-2)
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Una persona forte, nell’immaginario collettivo, è qualcuno che sta compiendo passi in avanti nella scala sociale, qualcuno che sta facendo carriera, che sta aumentando il suo prestigio e il suo potere in un campo specifico.

L’apostolo Paolo aveva già tutte queste cose prima della sua conversione; egli era infatti molto rispettabile tra il popolo ebraico, un fariseo educato ai piedi di Gamaliele, uno dei rabbini più in vista di quel periodo. Inoltre egli era molto zelante nel contrastare i discepoli di Gesù ed aveva ottenuto un ruolo importante nella persecuzione dei cristiani, al punto che, dopo aver approvato ed essere stato presente alla lapidazione di Stefano, egli si era fatto dare dal sommo sacerdote delle lettere per le sinagoghe di Damasco per poter perseguitare, anche lì, i seguaci della Via, nome dato inizialmente agli ebrei che erano diventati discepoli di Gesù.

Paolo era quindi all’apice della sua carriera, più forte che mai, quando venne fermato da Gesù, sulla via di Damasco. Eppure, egli riconobbe che solo nel momento in cui aveva incontrato Gesù, solo nel momento in cui era stato abbassato, egli era diventato davvero forte.

L’incontro con Gesù mise di fatto fine alla sua carriera brillante per fare di lui una persona che, da quel momento in poi, sarebbe stata derisa, lapidata, picchiata, frustata, messa in carcere. Lui che era una persona rispettabile sarebbe diventato una persona disprezzata da tutti, messo in carcere più volte come un malfattore.

Com’è possibile che egli ringrazi Gesù il Messia, che ora riconosce come Signore, per averlo reso forte? Da un punto di vista umano, egli non era mai stato così debole…

Ma è proprio questo il segreto che dobbiamo imparare. Paolo si rese conto che tutto ciò che aveva prima, benché agli occhi degli uomini lo rendesse stimato e forte, non valeva nulla agli occhi di Dio. Ma ora Gesù gli aveva conferito un incarico di fiducia, lo aveva considerato degno di essere posto al suo servizio e questo, per Paolo, era diventata l’unica cosa che contava.

Essere considerati forti secondo i criteri dell’uomo non serve a nulla. Meglio essere servi di Dio che essere padroni tra gli uomini.

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