Pace a voi Evangelo di Giovanni - Episodio 85

Questo articolo è la parte 85 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«La voce del maestro

Signor mio e Dio mio!»


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La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!»
E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti».

(Giovanni 20:19-23- La Bibbia)
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Finalmente, dopo Maria Maddalena e le altre donne (Mt 28:9) anche i discepoli ebbero l’opportunità di incontrare il loro maestro risorto dalla morte. E ciò accadde in modo spettacolare perché Gesù si presentò in mezzo a loro benché le porte fossero chiuse.

I discepoli stavano al chiuso perché avevano timore di essere perseguitati… D’altra parte il Sinedrio aveva fatto pressioni su Pilato ottenendo che Gesù fosse condannato a morte. Essi quindi temevano che il sinedrio potesse agire nello stesso modo anche contro i suoi discepoli per stroncare sul nascere il movimento che sosteneva Gesù.

Il saluto di Gesù fu quindi particolarmente opportuno e incoraggiante: “Pace a voi!”. Shalom! Pace! Certamente era un saluto usuale in Israele, ma quel giorno le parole di Gesù risorto assumevano un significato che andava ben oltre il semplice saluto. Infatti ciò che Gesù aveva fatto attraverso la sua morte e la sua risurrezione serviva proprio a dare ai suoi discepoli la vera pace! Egli aveva completato l’opera per la loro salvezza garantendo loro la pace con Dio (Ef 2:14-18) e da quel momento essi potevano davvero vivere nella pace senza temere nulla, perché gli uomini avrebbero anche potuto perseguitarli, ma non avrebbero potuto scalfire la loro relazione con Dio che dava loro vita eterna!

Finalmente dopo tanta paura, tanta delusione e tanta incredulità, vedendo le mani e il costato del loro maestro, i discepoli compresero che si trattava davvero di Gesù e si rallegrarono.

È molto bello il modo in cui Gesù, dopo essersi assicurato che i discepoli lo avessero riconosciuto, li introdusse al compito che avrebbero dovuto portare avanti.

Gesù era stato mandato dal Padre e aveva portato a termine il compito ricevuto, divenendo egli stesso il mezzo attraverso cui gli uomini potevano essere riconciliati con Dio. Ora egli mandava i discepoli ad annunciare agli altri uomini quel messaggio di riconciliazione. Essi avevano ricevuto pace e sarebbero diventati portatori di pace.

I discepoli, come avrebbero potuto svolgere quel compito? Sarebbe stato lo Spirito Santo a renderli adatti per il ministero di riconciliazione che Gesù stava affidando loro.

In ebraico la parola “Ruah” significa “spirito” ma significa anche soffio, aria, vento, respiro. Gesù, soffiando su di loro, illustrò quindi con un gesto molto significativo ciò che sarebbe accaduto ai discepoli a Pentecoste quando avrebbero ricevuto lo Spirito Santo.

Quel gesto di Gesù richiama alla nostra mente il modo in cui Dio soffiò nelle narici dell’uomo per farlo diventare un’anima vivente (Ge 2:7). Non è logico che sia ancora “il soffio di Dio” a caratterizzare la nuova creazione di Dio? Le nuove creature di Dio sarebbero state caratterizzate proprio dalla presenza dello Spirito di Dio in loro.

Con la venuta dello Spirito Santo il piano di Dio sarebbe quindi entrato in una fase successiva. Gesù era davvero il Messia d’Israele e la sua risurrezione lo confermava. I discepoli avrebbero quindi dovuto portare questa buona notizia ai loro connazionali Giudei e in seguito al resto delle nazioni (Ro 1:16).

I discepoli avevano quindi l’onore di poter aprire le porte del regno di Dio a tutti gli uomini. Il messaggio di pace, il messaggio di riconciliazione con Dio, il messaggio che annunciava il perdono dei peccati si sarebbe esteso all’umanità intera.

Ecco perché Gesù disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti». Noi sappiamo infatti che solo Dio può perdonare i peccati ma i discepoli con il loro messaggio di salvezza in Gesù Cristo avevano l’autorità di discriminare tra coloro che ricevevano il perdono dei loro peccati e coloro che non lo avrebbero ricevuto. Infatti solo coloro che avrebbero risposto positivamente al messaggio della salvezza in Gesù Cristo sarebbero stati riconciliati con Dio e avrebbero avuto vita eterna! Come Gesù aveva detto loro, i discepoli avevano ricevuto le chiavi del regno dei cieli perché la risposta delle persone alla loro predicazione sulla terra avrebbe avuto un effetto duraturo, aprendo o chiudendo agli uomini l’ingresso nel regno dei cieli (Mt 16:19).

Coloro che pensano che il cristianesimo sia solo una religione come le altre con un messaggio paragonabile a quello di altre religioni, coloro che pensano che i cristiani siano arroganti nel considerare Gesù Cristo come l’unico mezzo che sia stato dato agli uomini per essere salvati, dovrebbero considerare queste parole di Gesù ai suoi discepoli.

Infatti, secondo queste parole, gli apostoli avrebbero portato un messaggio che aveva in sé l’autorità di determinare se un uomo poteva ricevere il perdono di Dio oppure no.

Come discepoli di Gesù anche noi, nel ventunesimo secolo, non possiamo fare altro che predicare il medesimo messaggio di pace invitando gli uomini ad essere riconciliati con Dio. Come lo furono gli apostoli, anche noi siamo convinti che la riconciliazione con Dio passi attraverso la persona di Gesù. Infatti “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (At 4:12)

E tu hai ricevuto il messaggio di pace? Hai ottenuto la riconciliazione con Dio in Gesù Cristo?

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