Penso a Maria

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Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra
dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni,
Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso,
Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota,
e Giuda di Giacomo.
Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera,
con le donne, e con Maria, madre di Gesù e con i fratelli di lui.

(Atti 1:13-14)

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Ci pensate mai a Maria la madre di Gesù?

È stata una donna a cui Dio ha affidato un compito importantissimo, quello di portare in grembo il salvatore, Gesù. Quale grande privilegio!

Eppure a lei, stranamente, la bibbia non dedica tantissime parole. I brani più famosi che la riguardano sono soprattutto la bellissima preghiera di lode e riconoscenza che lei rivolse a Dio davanti ad Elisabetta, la madre di Giovanni Battista (Lc 1:46-55) e la famosa frase “Ecco io sono la serva del Signore” con cui rispose all’angelo che le aveva appena annunciato il suo futuro concepimento. Nei vangeli, ci sono poi alcuni episodi nella vita di Gesù in cui lei fu coinvolta e la rivediamo in particolare al momento della crocifissione, dove dovette assistere alla cosa più brutta che una madre possa vedere, l’uccisione di suo figlio. In quell’occasione Gesù l’affidò ad un discepolo che lui amava in maniera particolare, Giovanni.

Dopo la risurrezione di Gesù, stranamente, di Maria non si legge altro nella bibbia, se non nel verso che abbiamo appena letto nel libro degli Atti. Poi, più nulla, in tutto il resto del nuovo testamento.

Sembra un po’ poco per la donna che ha portato in grembo il salvatore, non è vero?

Noi uomini siamo abituati ad onorare in misura maggiore le persone che hanno fatto qualcosa di importante, anche dopo la loro morte, a maggior ragione una donna che ha avuto un ruolo così importante nella storia dell’umanità.

E infatti, come era prevedibile, nel corso dei secoli, la figura di Maria si è arricchita sempre di più di particolari, attingendo a tradizioni umane che l’hanno trasformata sempre di più in una figura più vicina al divino che non all’umano, come se il silenzio della bibbia fosse quasi ritenuto inaccettabile.

Negli ultimi anni, addirittura, alcuni all’interno della chiesa cattolica non hanno esitato ad utilizzare il termine “corredentrice di Cristo redentore” e stanno facendo pressioni affinché sia riconosciuto un quinto dogma mariano in aggiunta a quelli già noti:

1) Madre di Dio (Concilio di Efeso, 431)
2) Perpetua verginità (Concilio Lateranense I, 649)
3) La sua immacolata concezione (Pio IX, proclamazione “ex cathedra”, 1854)
4) La sua Assunzione in cielo (Pio XII, proclamazione “ex cathedra”, 1950)

Proprio in questi giorni, il 15 agosto, la chiesa cattolica ricorda il quarto dogma, quello inerente l’assunzione secondo il quale Maria sarebbe stata accolta in cielo anima e corpo quando terminò la sua vita terrena.

Ma come mai la bibbia tace su questi argomenti? Perché Maria nella bibbia non viene mai presentata come un leader della chiesa nascente, mentre oggi ha assunto un ruolo così importante?

Eppure, la bibbia, nell’ultimo verso in cui ci parla di lei, quello che abbiamo appena letto, ce la mostra come una discepola tra altri uomini e donne, dopo l’ascensione di Gesù, perseverante nella preghiera, in attesa della pentecoste in cui Dio avrebbe donato loro lo Spirito Santo.

Perché negli anni successivi l’apostolo Paolo non ha mai scritto di lei?

Come mai persino Giovanni che l’aveva presa in casa con sé, e quindi aveva avuto l’opportunità di passare molto tempo con lei, nei suoi scritti non dedica a Maria alcuno spazio?

E poi, come mai occorrono secoli, e addirittura millenni, per arrivare a riconoscere certi dogmi? Perché i discepoli non li hanno tramandati in maniera chiara fin dal primo secolo?

Penso a Maria, colei che ha portato in grembo il salvatore e penso che il Signore l’abbia utilizzata per il più grande miracolo della storia dell’umanità: l’incarnazione.

Penso che noi uomini, abituati ad onorarci a vicenda anche per molto meno, sentiamo il bisogno di esaltare esseri umani che, come Maria, hanno avuto un ruolo così importante nella storia della salvezza.

Ma è proprio qui che sbagliamo.

Infatti, dobbiamo ricordarci che la devozione e l’adorazione spetta solo a Dio, e tutti gli esseri umani che, come Maria, sono stati umili servi nelle sue mani riceveranno nella vita eterna premi dal Signore per la loro fedeltà, ma rimangono sempre uomini e donne come noi.

Leggendo questi versi, penso a Maria, madre ma soprattutto discepola di Gesù, che in mezzo agli altri discepoli pregava, lodava e adorava il Signore, una donna umile e fedele al Signore, ignara di ciò in cui gli uomini dei secoli successivi l’avrebbero trasformata.

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2 Comments

  1. Grazie, Omar, per questo articolo semplice e pulito. Amo Maria, madre di Gesù, ed è diventata una sorella in fede per me. Il suo coraggio e la sua FEDE pura mi sono di esempio. Sono convinta che Maria stessa non desiderava essere menzionata. Umile Ancella di Dio Onnipotente, ha ceduto tutto l’onore che le spettava a suo
    figlio in carne, onorando il Figlio di Dio… MARIA, GRANDE DONNA DI DIO! Grazie e Shalom Shalom Ester

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