Pietà fuori…Empietà dentro

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Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili;
perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi,  insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene,  traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!

(2Timoteo 3:1-5 – LA BIBBIA)

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Queste parole sono state scritte nel primo secolo. In tutte le epoche ci sono state persone con quelle caratteristiche, ma Dio aveva rivelato all’apostolo Paolo che alla fine dei tempi tali caratteristiche sarebbero state la regola più che l’eccezione. Gli ultimi giorni sarebbero stati tempi “difficili”, parola che potrebbe essere resa con “pericolosi” o “violenti”.

In effetti, se ci guardiamo intorno, dobbiamo riconoscere che viviamo in una società che corrisponde piuttosto bene a questo tipo di descrizione.

Tuttavia, leggendo con più attenzione, ci rendiamo conto che la particolarità delle parole di Paolo non consiste solo nel rilevare come sarebbe stata la società negli ultimi tempi, ma piuttosto nel rilevare come sarebbe stata anche la chiesa negli ultimi tempi…

Cerco di spiegarmi meglio.

Che nel mondo ci siano egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi,  insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene,  traditori, sconsiderati, orgogliosi, non è una cosa che stupisce più di tanto. Certamente già ai tempi di Paolo c’erano persone così.

Ma non è più tanto scontato quando queste cose accadono a coloro che dicono di essere credenti… Quando anche nella chiesa trionfa la slealtà, l’insensibilità, l’orgoglio, l’ingratitudine, la ribellione, l’amore per il denaro, allora i tempi si fanno veramente difficili.

Paolo infatti affermò  che le persone sarebbero state” amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza.”

Questo è davvero scioccante. Paolo avverte Timoteo del fatto che ci saranno persone che avrebbero amato il piacere anziché Dio. È normale che chi non crede in Dio, non lo ami, ma cerchi solo di soddisfare le proprie voglie e piaceri. Ma negli ultimi tempi, persone da cui ci si aspetterebbe amore per Dio, ameranno invece il proprio piacere e cercheranno solo la propria soddisfazione.

Esteriormente tali persone sarebbero state religiose, avendo apparenza di pietà, di devozione a Dio. Ma si tratta di una pietà esteriore perché dentro manca una vera trasformazione, l’opera potente di Dio che trasforma attraverso il vangelo.

Così c’è apparenza di pietà, ma non c’è potenza. E questo si manifesta in un comportamento che ha tutte le caratteristiche di chi non crede.  Insomma, Tutto fumo e niente arrosto. ..

L’esortazione di Paolo a Timoteo è quella di allontanarsi da chi mostra una falsa religiosità non accompagnata dalla trasformazione interiore. Questo è un monito che deve farci riflettere.

Questo è ciò che aspetta la chiesa negli ultimi tempi? Pensiamoci bene… Quale alta percentuale di cristiani ci sono nel mondo o anche solo in Italia sulla carta? Eppure l’esperienza quotidiana dimostra che è difficile anche solo trovare una persona vicino a noi che condivida la fede e che sia pronta a seguire il Signore, vero? Come mai c’è questa discrepanza? Come mai in una società dove quasi tutti si dicono cristiani non vediamo trionfare la giustizia e la moralità, bensì è il trionfo dell’immoralità e dell’ingiustizia?

Riflettiamo. Cominciamo da noi stessi. La nostra è pietà apparente o c’è in noi la potenza di Dio che con la sua opera trasforma le vite?

Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
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