Pratica senza teoria?

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Lo zelo senza conoscenza
non è cosa buona;
chi cammina in fretta
sbaglia strada.

(Proverbi 19:2 – La Bibbia)
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Gli estremi nascondono sempre delle insidie. Quando si parla di teoria e pratica cristiana, capita di incontrare persone che si trovano proprio ai due estremi.

Da una parte ci sono persone che esaltano la teoria e, quando parlano di conoscenza, pensano soprattuto ad una conoscenza intellettuale. Sono persone  pronte a passare ore a discutere anche su piccoli dettagli, anche se non hanno nessuna rilevanza pratica nella loro vita.

Il pericolo in questo caso è di coltivare una conoscenza basata su nozioni che non producono niente di pratico nella vita ma finiscono con l’essere fini a se stesse.

Per reazione, ho notato che sta crescendo il numero di coloro che sono pronti a “scendere in campo” al grido di “basta con la teoria!” e si gettano a capofitto in  attività pratiche senza le conoscenze necessarie e senza la capacità di discernere se ciò che si sta facendo è davvero buono.  Si rischia di  fare  qualunque cosa senza verificarla alla luce dell’insegnamento biblico, con il rischio di attività  improduttive quando non sono addirittura dannose.

Questo verso ci ricorda che lo zelo* senza conoscenza è pericoloso.  Infatti, l’essere umano che agisca senza conoscenza in ogni aspetto della propria esistenza   rischia di essere frettoloso nelle proprie scelte e trovarsi su una strada sbagliata come evidenzia la seconda parte del verso. Il termine ebraico qui tradotto “sbaglia strada” è lo stesso termine che normalmente viene tradotto “pecca”. Il rischio di agire senza conoscenza è proprio quello di peccare ovvero finire su una strada contraria alle indicazioni di Dio, mancare il bersaglio assegnato da Dio.

Da una parte dobbiamo quindi fuggire da un cristianesimo teorico ma infruttuoso, tuttavia occorre anche guardarsi dalla moda secondo cui qualunque attività od evento, se accompagnata dalla parola “cristiano” o “cristiana”,  sia  automaticamente utile ed onori il Signore.

In un mondo in cui va sempre più di moda il “fast food” spirituale, dobbiamo imparare a prenderci il tempo per costruire una conoscenza solida, basata sulla bibbia che, penetrando in noi, ci trasformi e si traduca in pratica.

In un cristiano che è stato rigenerato da Dio, teoria e pratica sono amici intimi.


 

Note:   * la parola tradotta  “zelo” è la  parola ebraica “nefesh” che viene  generalmente usata per indicare l’anima, l’essere vivente.

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