Prepàrati al peggio


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Tu sei giusto, SIGNORE, quando io discuto con te;
tuttavia io proporrò le mie ragioni:
perché prospera la via degli empi?
perché sono tutti a loro agio quelli che agiscono perfidamente?
Tu li hai piantati, essi hanno messo radice, crescono e, inoltre, portano frutto;
tu sei vicino alla loro bocca, ma lontano dal loro intimo.
SIGNORE, tu mi conosci, tu mi vedi, tu provi quale sia il mio cuore verso di te.
Trascinali al macello come pecore, preparali per il giorno del massacro!
Fino a quando sarà afflitto il paese e si seccherà l’erba di tutta la campagna?
Per la malvagità degli abitanti le bestie e gli uccelli sono sterminati.
Poiché quelli dicono: «Egli non vedrà la nostra fine».

“Se, correndo con dei pedoni, questi ti stancano,
come potrai gareggiare con i cavalli?
Se non ti senti al sicuro che in terra di pace,
come farai quando il Giordano sarà in piena?”

(Geremia 12:1-5 – LA BIBBIA)

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Ci sono dei momenti in cui ci si sente stanchi, scoraggiati.

Ci sono dei momenti in cui ci si guarda intorno e si pensa che peggio di così non potrebbe andare.

Geremia ha fatto questa esperienza.

Il suo cuore era dedicato al Signore mentre intorno a sé vedeva ingiustizia, corruzione, malvagità che rimanevano impunite.

Perché gli empi prosperavano?
Perché i perfidi se ne stavano tranquilli, sicuri di essere intoccabili?
Perché Dio tollerava persone che lo onoravano con la bocca ma il cui cuore era lontano da Lui?

Queste domande tormentavano Geremia il quale era stanco di sopportare tutto questo e invocava un intervento immediato di Dio. Egli voleva giustizia!

È una esperienza che hanno fatto in tanti, in tutte le epoche. Anche oggi, tanti tra di noi vorrebbero vedere più giustizia, una tassazione più equa, una lotta decisa all’evasione fiscale, una classe politica che non sia corrotta, delle leggi che risolvano i problemi cronici della nostra società…

La risposta di Dio a Geremia in questo verso potrebbe essere riassunta così: “Sei già scoraggiato? Ancora non hai visto niente. Prepàrati al peggio”. Questo è infatti il significato della frase “Se, correndo con dei pedoni, questi ti stancano, come potrai gareggiare con i cavalli?”.

Ed era vero. Negli anni successivi, Geremia avrebbe assistito ad un peggioramento della società in cui viveva, persino i suoi parenti sarebbero stati contro di lui e non gli avrebbero creduto. Alla fine avrebbe visto la sua amata Gerusalemme distrutta dai Babilonesi…

Ho l’impressione che, come ai tempi di Geremia, anche oggi stiamo assistendo allo sgretolamento progressivo della nostra società, costruita sulla volatilità del denaro, sulla futilità, sull’apparenza.

A volte può essere frustrante vedere come vanno le cose. Più speriamo nell’uomo e più veniamo delusi; più gridiamo a Dio e più ci sembra che lui se ne stia lontano senza intervenire.

Ma verrà il momento in cui Dio interverrà a suo modo. E il conto da pagare sarà salato. Non illudiamoci: una società senza valori, senza Dio, senza Gesù Cristo, è una società destinata al fallimento e al giudizio come descritto nell’apocalisse, l’ultimo libro della bibbia.

Come previsto, il mondo sta andando in quella direzione.

Forse come Geremia ti senti stanco, eppure, come lui, probabilmente ancora non hai visto niente: prepàrati al peggio.

Ma, allo stesso tempo, non smettere di confidare in Dio. Anche se egli non interviene subito, verrà il tempo in cui ristabilirà la giustizia.

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