Il principe della vita Atti degli apostoli - Episodio 10

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Questo articolo è la parte 10 di 40 nella serie Atti degli apostoli

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«Nel nome di Gesù

Conflitto di interessi»


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Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest’uomo? Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo. Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.
Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma ciò che Dio aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha adempiuto in questa maniera.
Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti. Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo”. Tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch’essi annunciato questi giorni. Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: “Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette”. A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità».

(Atti 3:12-26 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

Pietro non si lasciò sfuggire l’occasione. La guarigione dello zoppo aveva attirato molte persone che si trovavano presso il tempio e quelle persone avevano bisogno di sapere che quel miracolo era opera di Gesù.

In occasione di miracoli così eclatanti è facile che le persone siano attratte dai mezzi che Dio usa piuttosto che da Dio stesso, motivo per cui Pietro distolse subito l’attenzione da se stesso affinché fossa rivolta a Dio che aveva operato.

Pietro non voleva che ci fossero dubbi sul fatto che egli non si stava riferendo ad un altro Dio ma all’unico vero Dio, il Dio dei loro padri, Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Ma Dio aveva operato glorificando il suo servo Gesù, risuscitando il Santo e il Giusto che essi avevano fatto uccidere. Ma Pietro si riferì a Gesù chiamandolo il principe della vita infatti Gesù era il Signore e la sorgente stessa della vita! Come poteva rimanere nella tomba?

Pietro dichiarò di essere, insieme agli altri apostoli, testimone della risurrezione di Gesù. Sì, Gesù era vivo e Pietro sottolineò che quell’uomo era guarito per la fede che gli apostoli avevano riposto in lui. Gesù aveva fatto molti miracoli prima di essere crocifisso e avrebbe continuato a farne ancora di più ora che era risorto!

Il discorso di Pietro evidenzia proprio la necessità di riporre la propria fede in Gesù. Egli era stato ucciso ma era il Principe della vita, il Messia figlio di Davide che Dio aveva destinato al suo popolo Israele. Dio aveva previsto attraverso i profeti che il Cristo avrebbe sofferto e ciò si era adempiuto proprio in quel modo.

Nelle parole di Pietro vediamo una mano tesa verso i propri fratelli Ebrei, infatti il suo scopo non era accusarli dell’uccisione di Gesù che essi avevano compiuto nella loro ignoranza, ma incoraggiarli a ravvedersi e a cambiare la loro vita riponendo la fede in Gesù affinché i loro peccati venissero cancellati e venissero per loro dei tempi di ristoro attraverso il ritorno di Gesù che avrebbe restaurato tutte le cose instaurando il suo regno eterno di cui avevano parlato i profeti. Insomma Pietro stava annunciando tempi migliori in cui Israele avrebbe avuto il suo Messia come Re e non voleva che i suoi fratelli perdessero l’occasione di farne parte.

I profeti avevano annunciato la venuta del Messia e avevano annunciato i tempi di restaurazione di cui Pietro stava parlando. Pietro cercava di trasmettere entusiasmo ai suoi interlocutori spiegando che, con la venuta di Gesù il Messia, loro stavano proprio vivendo l’inizio di quel periodo speciale degli ultimi giorni di cui i profeti avevano parlato. Il patto fatto con il loro padre Abramo si stava compiendo proprio sotto i loro occhi, infatti in Gesù sarebbero state benedette tutte le nazioni della terra e a loro per primi, come discendenti di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, Gesù avrebbe elargito le sue benedizioni.

Era però necessario che si ravvedessero e che si convertissero dalla loro malvagità, riconoscendo il loro Messia Gesù. Infatti Gesù era proprio colui di cui aveva parlato Mosè quando aveva annunziato che sarebbe venuto un profeta come lui, un profeta che ogni Israelita avrebbe dovuto ascoltare per non essere estirpato di mezzo al popolo! Quest’ultimo riferimento a Mosè è molto significativo perché mette in evidenza proprio la continuità tra Mosè e Gesù e la necessità di seguire Gesù così come i loro padri avevano dovuto seguire Mosè.

Grazie a Dio, le parole pronunciate da Pietro toccarono i cuori di molte persone (4:4) che in quel giorno si unirono ai discepoli di Gesù.

Come aveva ricordato Pietro, in Gesù sarebbero state benedette tutte le nazioni della terra, quindi questo messaggio è anche per noi che a distanza di tanti secoli possiamo riconoscere il Principe della vita Gesù morto per i nostri peccati ma risorto e destinato a ritornare per regnare, e possiamo unirci ai suoi figli nell’attesa del suo glorioso ritorno.

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