La priorità del cristiano

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Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo,
a coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra
nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo:
grazia e pace vi siano moltiplicate nella conoscenza di Dio e di Gesù,
il nostro Signore.

(2Pietro 1:1-2 – La Bibbia)

Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi,
non vi renderanno né pigri, né sterili
nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo.

(2Pietro 1:8)

ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.
A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen.

(2Pietro 3:18)
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Parlando di priorità nella vita di un cristiano, può capitare di sentire diverse idee.

C’è chi pensa che la cosa più importante sia la preghiera, chi pensa che sia l’evangelizzazione, chi pensa che sia l’avere un buon comportamento, e così via.

In realtà tutte queste cose sono corrette e in fondo possono essere tutte accomunate in un unico concetto che riassume la priorità di un uomo o una donna nella loro vita di credenti.

La priorità dal momento che hai conosciuto Dio è… conoscere Dio.

Sembra un gioco di parole ma si tratta invece di un concetto molto importante per la tua vita.

Pietro iniziò la sua seconda epistola evidenziando nei suoi saluti iniziali che “la conoscenza di Dio e di Gesù, il nostro Signore” sono al centro della vita di chi ha “ottenuto una fede preziosa” in Gesù Cristo. La grazia e la pace saranno moltiplicate ai credenti man mano che crescono nel loro rapporto con Lui.

Parallelamente, l’epistola si conclude sottolineando la necessità per i credenti di crescere “nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.” Insomma, dal momento che hai conosciuto Cristo, la tua preoccupazione deve essere quella di crescere sempre di più nella tua relazione con Lui. Questa è la tua priorità!

Spesso si sente dire “Ho conosciuto il Signore x anni fa”. Non c’è nulla di male in questo, ma in fondo sarebbe più corretto dire “Ho cominciato a conoscere il Signore x anni fa”. Una relazione con una persona si evolve con il passare del tempo. Pensiamo ad esempio alla relazione con il nostro coniuge. Quando l’abbiamo conosciuto abbiamo cominciato ad apprezzarne qualcosa, poi ci siamo innamorati, poi ci siamo fidanzati, sposati, magari abbiamo avuto dei figli e abbiamo vissuto insieme per molti anni. Penso sia ragionevole affermare che oggi conosciamo il nostro coniuge meglio di quando l’abbiamo incontrato per la prima volta vero?

Con il Signore deve avvenire lo stesso. Più passa il tempo e più la nostra relazione con Lui si rinforza perché impariamo a conoscere meglio le sue caratteristiche, la sua volontà, il suo programma per la nostra vita presente e futura.

D’altra parte crescere nella conoscenza del nostro Signore non si limita ad un fatto teorico, ma si tratta di una conoscenza sperimentale. Ecco perché Pietro in questa epistola invitò i credenti a preoccuparsi di crescere nella propria fede sviluppando diverse virtù, di cui parlerò in un prossimo pensiero, che non li avrebbero resi “né pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo”. Più pratichiamo la sua volontà e più lo conosciamo, più lo conosciamo e più continuiamo a crescere nella pratica, innescando un circolo virtuoso.

Man mano che conosciamo il nostro Signore impariamo ad imitarlo, a comportarci in maniera sempre più conforme alla sua volontà e quindi cresceremo proprio nelle cose che citavamo all’inizio. La nostra vita di preghiera, la nostra testimonianza, il nostro comportamento, la nostra conoscenza della scrittura andranno di pari passo con l’approfondimento della nostra relazione con Dio.

Investi bene la tua vita, spendila nello sviluppo del tuo rapporto con Dio. Non te ne pentirai.

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